Dopo il caso FIFA Forward Enterprise, la geografia del consenso attorno a Infantino cambia rapidamente: UEFA e CONCACAF coordinano il dissenso, Africa e Asia restano decisive, Victor Montagliani emerge come possibile sfidante
Il colpo di mano rischia di costare caro al presidente della FIFA Gianni Infantino che, dopo l’azzardo del progetto FIFA Forward Enterprise (FFE), sta erodendo il proprio consenso. Stavolta la sua rielezione, che gli garantirebbe il quarto e ultimo mandato, non è più scontata. Anzi, con il passare dei giorni il fronte del dissenso continua a compattarsi.
Le 55 federazioni della UEFA hanno costituito un blocco coeso e l’Europa guarda altrove. A conferma del deterioramento dei rapporti, anche la possibilità che la UEFA valuti azioni legali contro la FIFA.
Inghilterra, Galles, Serbia e Finlandia hanno già ritirato il sostegno a Infantino, la Svezia ha annunciato che si opporrà alla sua candidatura. La sensazione è che le altre seguiranno a ruota. Anche la federazione svizzera, che aveva inviato una lettera di sostegno prima delle recenti polemiche, ha annunciato una rivalutazione della propria posizione.
Montagliani prepara la sfida a Infantino
Anche nella CONCACAF crescono i segnali di insofferenza. La confederazione ha bocciato fin da subito il progetto di Infantino: sono 41 in tutto, il Messico conserva una posizione sfumata, molte non si sono ancora espresse pubblicamente ma il presidente Victor Montagliani, già vicepresidente della FIFA, starebbe valutando seriamente una candidatura alternativa a Infantino.
Oltre al canadese, altri possibili candidati potrebbero emergere entro la scadenza di novembre – il 18 resta termine ultimo per la presentazione delle candidature -, con la UEFA pronta a sostenere un nome unitario, probabilmente non europeo. Il gradimento nei confronti del presidente del PSG, Nasser Al Khelaifi, è forte ma Montagliani – che si è presentato a uno degli ultimi congressi FIFA con la frase: “Quando la leadership è al servizio dello sport, e non di se stessa, l’impossibile diventa possibile” – potrebbe diventare l’alternativa più percorribile e autorevole.
Quel che è certo è che UEFA e CONCACAF intendono coordinarsi.
La crisi si è sviluppata in pochi giorni, con una sequenza di eventi che ha progressivamente ridisegnato gli equilibri interni alla FIFA.
- Aprile 2026: al congresso FIFA di Vancouver, Infantino conferma la candidatura per il mandato 2027-2031 e annuncia il sostegno di oltre 200 delle 211 federazioni affiliate.
- Estate 2026: nasce il progetto FIFA Forward Enterprise (FFE), il piano della FIFA per cedere il 21% delle proprie attività commerciali a un gruppo di investitori privati.
- 28 luglio 2026: The Times e Financial Times rivelano l’esistenza del progetto. Si apre la crisi.
- 29 luglio 2026: la UEFA convoca una riunione straordinaria in cui le federazioni intervenute respingono il progetto. Anche la CONCACAF si riunisce e manifesta un ampio dissenso nei confronti dell’operazione.
- 31 luglio 2026: Infantino ritira ufficialmente il progetto FFE.
- 1 agosto 2026: il fronte si divide. UEFA e CONCACAF rilasciano dichiarazioni coordinate contro la gestione di Infantino.
- 18 novembre 2026: termine ultimo per la presentazione delle candidature alla presidenza della FIFA.
- 18 marzo 2027: giorno delle elezioni. Si vota per la presidenza della FIFA.
Elezioni FIFA 2027, la nuova mappa del potere
Anche all’interno della FIFA qualcosa si è rotto: il direttore operativo Kevin Lamour ha denunciato l’accentramento di potere nelle mani di una sola persona, Infantino; l’ex presidente della federazione statunitense Carlos Cordeiro si è dimesso manifestando totale dissenso rispetto alle mire del presidente. Nemmeno i rapporti tra Infantino e il segretario generale Mattias Grafstrom sono gli stessi e si sarebbero deteriorati dopo l’estromissione di quest’ultimo dalle trattative.
211 federazioni al voto, identico peso: per essere eletto presidente della FIFA al primo turno occorre una maggioranza dei due terzi dei voti validi; dal secondo turno è sufficiente la maggioranza assoluta, pari al 50% più uno dei votanti.
Il presidente della FIFA continua a contare su una base potenzialmente ampia in Africa e in parte dell’Asia. Il Qatar è stato tra i primi paesi a ribadirgli il proprio appoggio dopo il ritiro del progetto FFE. Anche il Marocco e l’Egitto hanno confermato il sostegno alla leadership di Infantino. Hanno inoltre ribadito pubblicamente il proprio sostegno gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait, il Libano e lo Sri Lanka.
Dal plebiscito a un clamoroso ribaltone
È già evidente che l’eventuale rielezione di Infantino nel 2027 sia legata a doppio mandato al sostegno delle federazioni africane, sudamericane e asiatiche. Quel che è certo è che in poche settimane è cambiato tutto: l’all in di Infantino è stato un boomerang e sembrano distanti anni luce i giorni dello scorso aprile, quando, al congresso FIFA di Vancouver, annunciava la candidatura per il mandato 2027-2031 affermando di godere del sostegno di oltre 200 delle 211 federazioni affiliate. Avrebbe dovuto essere l’ennesimo plebiscito, invece sta diventando un clamoroso ribaltone.

