Il presidente della FIGC avrebbe in programma un incontro con i due dirigenti per convincerli a continuare nel progetto: la scelta dell’allenatore è il primo punto in discussione e tornano d’attualità Palladino e Pioli
Giorni di confusione totale, di scelte ma anche di passi indietro. Dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia, l’Italia del calcio ha avuto la sensazione di aver toccato il fondo. Ora la vicenda della nomina del nuovo commissario tecnico ha assunto dei connotati che di sicuro non fanno bene all’immagine del nostro calcio. Malagò prova a correre ai ripari provando a non sconfessare il progetto tecnico con Maldini e Leonardo, prima ancora della sua partenza reale.
L’incontro con Maldini e Leonardo
Caos totale, tutto in discussione e la possibilità che l’Italia potrebbe non solo ritrovarsi senza un commissario tecnico ma anche senza i due dirigenti chiamati a rappresentare il punto di svolta della nazionale. Paolo Maldini e Leonardo rappresentavano senza dubbio una novità in casa Figc, due dirigenti di lungo corso che avrebbero preso in mano il destino dell’Italia del calcio e non solo della nazionale maggiore. Malagò ha speso i primi mesi del suo mandato proprio puntando su queste nomine come passo necessario prima della scelta del commissario tecnico.
Secondo la Gazzetta dello Sport, oggi ci sarà un nuovo incontro tra i tre nel corso del quale il presidente federale proverà a “trattenere” i due dirigenti che dopo il caso Pirlo potrebbero anche pensare alle dimissioni. Il numero 1 della FIGC punterà sul fatto che il no all’ex centrocampista di Milan e Juventus non nasce da motivazioni tecniche ma solo per quanto emerso extracalcio e in particolare sui rapporti con la Russia.
Pioli e Palladino tornano d’attualità
Una girandola impazzita di nomi cominciata sin dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia. A distanza di mesi, l’Italia non ha ancora un allenatore come invece hanno fatto molte squadre che sono uscite deluse dal Mondiale. Mancini, Conte, Guardiola, Pirlo e tantissimi altri si sono alternati in una virtuale qualifica in stile Formula 1. Ma al momento nessuno ha davvero tagliato la linea del traguardo. E ora che anche l’ex centrocampista che sembrava a un passo dalla panchina si è tirato indietro, si riaprono i Giochi. Malagò è stato convinto dal primo momento su Roberto Mancini, ma prima è arrivato l’alt dalla serie A poi a quanto si dice anche da Maldini e Leonardo.
Ora che Pirlo è fuori dai giochi, se la scelta dovesse tornare nelle mani dei due dirigenti la lista dei “papabili” vedrebbe la presenza di Stefano Pioli e di Raffaele Palladino (Thiago Motta, altro candidato, avrebbe già rifiutato). L’ex Milan ha un rapporto di lunga data con Maldini, il tecnico napoletano invece potrebbe rappresentare una scommessa intrigante e sia alla Fiorentina che all’Atalanta ha fatto comunque bene.
Perché le dimissioni di Maldini sarebbero un disastro
La prima e forse più forte convinzione di Giovanni Malagò è sempre stata quella di affidare questa rifondazione azzurra a un uomo di calcio, una figura di spessore in campo e fuori. E il nome è sempre stato quello di Paolo Maldini. L’ex dirigente del Milan che nel corso dell’estate sembrava a un passo da un’avventura in Turchia ha subito un vero e proprio corteggiamento e solo alla fine ha capitolato, probabilmente dietro le rassicurazioni del presidente. Se, come qualcuno sostiene, dovessero arrivare le dimissioni dopo il caso Pirlo sarebbe una mazzata clamorosa per tutto il progetto. Non solo si partirebbe da un allenatore che in ogni caso non è la prima scelta, ma anche l’assetto dirigenziale non sarebbe quello sognato dal presidente al momento del suo insediamento.
A prescindere però da come finirà questa lunga telenovela, la sensazione è che comunque ormai la frittata sia stata già fatta. La lunghissima incertezza non giova di certo a un ambiente che prima di tutto aveva bisogno di ricompattarsi dopo la delusione della mancata qualificazione, Maldini sembrava l’uomo giusto per farlo ma i tentativi sventolati per Guardiola e Ancelotti di certo non hanno dato la giusta impressione a livello comunicativo. C’è ancora la possibilità di mettere a posto la situazione ma ormai il tempo stringe e ogni minuto che passa alimenta dubbi e incertezze.

