Guardiola CT Italia, quanto offre la FIGC e quanto chiede Pep: Conte riprende quota

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Maldini, Leonardo e Malagò spiazzati dalla richiesta del tecnico catalano: vuole 20 milioni a stagione, la Federazione può arrivare a 10. Basterebbero per Conte.

I sogni hanno un prezzo, quelli legati a sfide particolarmente difficili e complicate ne hanno uno maggiorato. Perché alla fine, gira e rigira, vanno bene le motivazioni, gli stimoli, il desiderio di rimettersi in gioco, la mentalità vincente e tutto il resto: quello che conta di più, a tutti i livelli, rimane la sempre attuale “pagnotta” da portare a casa. Quella di Pep Guardiola ha un costo molto esoso. Il tecnico catalano, soprattutto dopo gli anni passati al Manchester City, frequenta solo panifici e locande gourmet. Quando ha fatto sapere a Paolo Maldini e a Leonardo la cifra da mettere sul piatto per “convincerlo”, ai due emissari di Giovanni Malagò sono venuti i giramenti di testa.

Italia, lo stipendio chiesto da Guardiola

Lo riporta la Gazzetta dello Sport, che illustra numeri e cifre della trattativa tra FIGC e Pep. Il desiderio di stare di più con la famiglia, di godersi un anno di riposo e serenità nella “sua” Barcellona, di staccare un po’ la spina dopo lo stress accumulato in passato sono tutti fattori che hanno un peso e che fanno lievitare la cifra, che già si immaginava consistente, chiesta dall’ex mago di Barca e City per abbracciare il progetto Italia. Vista la situazione, quasi una “croce” più che una sfida stimolante. Per incamminarsi verso questo personalissimo Calvario, Guardiola avrebbe chiesto venti milioni. A stagione, naturalmente. Una cifra sì da CT, ma dell’Arabia Saudita.

Dieci milioni l’anno: il budget FIGC per il CT

In Federazione immaginavano che Pep avrebbe sparato una cifra blu, si aspettavano però uno sconto in nome della stima, dell’amicizia con Maldini, dei sentimenti di vicinanza che lo legano all’Italia e agli italiani. Venti milioni sono tanti. Troppi. A fatica, coinvolgendo sponsor e dando fondo a tutte le possibilità, i ragionieri di Malagò potrebbero arrivare a mettere insieme una decina di milioni a stagione. La metà di quanto chiesto da Pep. Venti milioni per quattro (il progetto Guardiola, per forza di cose, punterebbe al 2030) fanno 80 milioni in un quadriennio. Più tasse, gabelle, contributi, eccetera eccetera. Un salasso.

Pirlo, Mancini o Conte? Ecco chi torna in pole

Dieci milioni a stagione non bastano per Guardiola ma basterebbero per un altro nome forte. Molto forte. Un nome che intriga gli italiani molto più di Andrea Pirlo, che quasi spaventa per inesperienza a certi livelli e curriculum scarno, o di Roberto Mancini di cui nessuno ha dimenticato il “tradimento” ferragostano di qualche anno fa. Antonio Conte, il maestro delle ripartenze e delle ricostruzioni, a Napoli guadagnava otto milioni. Rientrerebbe nel budget stanziato dalla Federazione e soddisferebbe anche l’autarchico diktat del presidente CONI Buonfiglio: “Il CT deve essere italiano”. Antonio, a differenza di Pep, giocherebbe anche “all’italiana”. Ecco perché la sua candidatura sta riprendendo rapidamente quota.

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