La riforma del Financial Fair Play e l’impatto sul sistema calcio, cosa accade a Juve, Roma e agli altri club italiani: l’analisi dell’avvocato

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Quando si affronta il tema del FFP è opportuno chiarire subito un aspetto spesso trascurato e fonte di errate valutazioni e interpretazioni. Ci si riferisce all’obbiettivo del fair play finanziario che non è, come molti pensano, l’equità competitiva bensì la sopravvivenza dei bilanci. Chi ha risorse proprie enormi (fondi sovrani, proprietà multimiliardarie) continua a muoversi con margini che ai club “normali” sono preclusi. E’ comunque per tali ragioni che, dal 2022, il Financial Fair Play, non si chiama più così ma UEFA Club Licensing and Financial Sustainability Regulations (CL&FSR).

Il FFP, vecchio e nuovo: che cosa cambia

Il vecchio FFP, introdotto nel 2010, si fondava su un concetto semplice, quanto largamente aggirabile: il pareggio di bilancio, con una tolleranza di 30 milioni di euro su tre anni. Erano sufficienti quindi un paio di operazioni immobiliari con parti correlate, qualche sponsorizzazione “amica” e il gioco era fatto.

Con il nuovo impianto normativo, approvato nel 2022 e ormai a regime dalla stagione 2025/26, si è invece provato a contrastare i suddetti escamotage individuando tre pilastri:

  • No Overdue Payables Rule — controlli trimestrali sui pagamenti dovuti a club, tesserati, fisco ed enti previdenziali.
  • Football Earnings Rule — evoluzione del break-even (punto di pareggio), con perdita massima ammessa di 60 milioni di euro su tre anni (fino a 90 se il club dimostra “buona salute finanziaria”).
  • Squad Cost Rule — che è la vera novità: il tetto del 70% dei ricavi per spese di rosa, tra stipendi, ammortamenti dei cartellini e commissioni agenti, calcolato su base di anno solare e non di stagione sportiva.

Squad cost rule: l’impatto nel sistema calcio

La squad cost rule è regola che sta davvero rivoluzionando il sistema calcio e in particolare il mercato acquisti/trasferimenti dei calciatori e ciò in quanto le società di calcio sono ora costrette a fare bene i conti dei propri bilanci prima di fare i nomi dei potenziali acquisti.

In particolare, le società calcistiche non possono spendere per la propria squadra oltre una certa percentuale dei ricavi quindi, se una società ad esempio ha ricavi rilevanti per 100 milioni di euro, non può sostenere costi della squadra superiori, in linea di principio, a 70 milioni.

La Football Earings Rule, il secondo pilastro della riforma del 2022, si differenzia rispetto alla squad cost rule in quanto la prima controlla l’equilibrio economico complessivo del club su più esercizi mentre la seconda, la squad cost rule, controlla quanto il club spenda per costruire e mantenere la squadra rispetto alle proprie capacità economiche.

L’aggiornamento del 1° giugno 2026

Dal 1° giugno 2026 è in vigore l’ennesimo aggiornamento della disciplina ossia la Edition 2026 del regolamento. La ragione di questa ulteriore modifica risiede nella necessità di contrastare le operazioni che negli ultimi anni hanno permesso ad alcuni club di “abbellire” i conti attraverso cessioni di asset a società collegate alla stessa proprietà.

Emblematico il caso Chelsea, che ha venduto due hotel adiacenti a Stamford Bridge a un soggetto giuridico comunque riconducibile a Boehly e Clearlake, comproprietari della stessa società calcistica.

Con l’aggiornamento del giugno 2026 è stato ristretto il perimetro delle attività “extra-calcistiche” ammissibili ai fini del bilancio UEFA, sicché possono essere messi a bilancio eventi, hotel e ristoranti collegati al funzionalmente del club ma non operazioni immobiliari indipendenti, ad esempio casinò e retail non integrato.

Differenza tra bilancio civilistico e risultato rilevante ai fini UEFA

Altro aspetto da tenere in considerazione sul punto, quando affrontiamo il tema del Financial Fair Play o, come ora è definito, del UEFA Club Licensing and Financial Sustanaibility Regulations (CL&FSR) è distinguere tra il risultato economico che emerge dal bilancio redatto secondo la normativa civilistica e quello che la Uefa considera rilevante ai fini della verifica della sostenibilità finanziaria del Club.

Ai fini dei controlli previsti dai regolamenti UEFA, infatti, i dati contabili vengono sottoposti a una serie di rettifiche, inclusioni, esclusioni e riclassificazioni. Di conseguenza, alcuni ricavi e costi, pur essendo correttamente rilevati nel bilancio civilistico, possono essere esclusi, limitati o trattati diversamente nella determinazione del risultato rilevante ai fini UEFA. Alle corte, il bilancio civilistico dice quanto una società ha guadagnato o perso secondo le regole dell’ordinamento statale mentre, il bilancio “rettificato” dall’Uefa, dice quanto di quel risultato economico la Uefa considera rilevante ai fini della sostenibilità finanziaria.

L’attuale situazione dei club italiani

La verifica sull’attuale situazione va svolta valutando il rispetto, da parte delle società calcistiche, dei due pilastri sopra indicati e introdotti con la riforma del 2022 ossia il Football Earnings Rule e la Squad Cost Rule. In generale, si può affermare che i club italiani hanno compiuto progressi significativi nel contenimento dei costi, ma presentano ancora difficoltà strutturali nel raggiungimento dell’equilibrio economico complessivo.

In altri termini, la Squad Cost Rule è il parametro che appare più gestibile mentre il secondo parametro, il Football Earnings Rule, presenta difficoltà maggiori, in conseguenza di perdite pregresse, indebitamenti e necessità di ricapitalizzazioni.

Football Earnings Rule

Con questa regola, come sopra anticipato, si valuta l’equilibrio fra ricavi e costi rilevanti per l’UEFA su un periodo pluriennale. Ed è proprio nel rispetto di questo parametro che emergono quelli che sono i difetti strutturali del nostro calcio: costo di gestione elevati, ricavi da stadio inferiori rispetto ai principali club inglesi, spagnoli e tedeschi, forte dipendenza dai diritti televisivi, ricorso alle plusvalenze, perdite di esercizio.

Il 30 giugno scorso il CFCB, (Club Financial Control Body), che è l’organo deputato in sede UEFA, al controllo del rispetto dei parametri di cui sopra, ha chiuso il ciclo di monitoraggio 2025/26

Con riguardo alla situazione italiana il quadro è questo: la Juventus ha sottoscritto un settlement agreement triennale (fino al 2027/28) per la violazione della Football Earnings Rule nel triennio 2022/23-2024/25.

Inter e Milan invece hanno progressivamente riequilibrato la propria gestione economico finanziaria fino a uscire dal regime di monitoraggio rafforzato.

La Roma resta soggetta al settlement agreement per il mancato raggiungimento di alcuni obbiettivi intermedi mentre Napoli, Atalanta e Lazio non presentano rilievi in relazione al parametro del Football Earnings Rule.

Cos’è il Settlement agreement

E’ in sostanza un accordo tra le società calcistiche e l’organo di controllo, il Club Financial Control Body (CFCB) della Uefa con il quale le società interessate, in seguito al mancato rispetto dei requisiti di sostenibilità finanziaria, si impegnano ad adottare un piano di riequilibrio entro un determinato periodo. L’accordo stabilisce obbiettivi intermedi, obblighi di monitoraggio ed altre misure, alcune immediatamente applicabili, altre condizionate al mancato raggiungimento dei risultati concordati.

Il parametro Squad Cost Rule

Sul fronte del parametro della Squad Cost Rule, come già rilevato, la situazione dei club italiani è migliore rispetto alla regola del Football Earnings Rule. Le società infatti, negli ultimi anni, hanno operato proprio nella direzione tracciata dall’UEFA riducendo gli ingaggi, cedendo calciatori con stipendi elevati, incrementando i ricavi commerciali e facendo più attenzione ai costi di ammortamento dei cartellini. E, sotto questo punto di vista, club come Milan, Inter, Napoli e Atalanta hanno adottato politiche maggiormente orientate alla sostenibilità.

A quattro anni dalla riforma UEFA del 2022 il calcio italiano ha recepito il principio del controllo dei costi della rosa attraverso una progressiva riduzione del monte ingaggi e una maggiore attenzione agli ammortamenti. Quanto invece al raggiungimento di un equilibrio economico strutturale, così come la regola del Football Earnings Erule impone, ciò è più complesso in quanto non si tratta solo di spendere meno bensì si tratta di consolidare un modello di gestione capace di generare ricavi adeguati e sostenibili nel tempo.

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