Il nuovo tecnico nerazzurro ha le idee chiare: trattenere Ederson, rilanciare Scamacca e costruire una squadra capace di tornare protagonista in Serie A
Con la conferenza stampa di presentazione, inizia ufficialmente l’avventura di Maurizio Sarri sulla panchina dell’Atalanta. Tra questioni di mercato (Ederson in primis) e tattica (dal rilancio di Scamacca al ruolo di Gaetano), l’ex tecnico della Lazio non ha fatto segreto delle proprie ambizioni. L’obiettivo? Riportare la Dea ai vertici del calcio italiano.
L’importanza del viaggio
Archiviata la parentesi bis alla guida della Lazio, Maurizio Sarri riparte dall’Atalanta. Il matrimonio tra il comandate e la Dea è tra quelli che destano maggiore curiosità in vista della prossima stagione. Un legame forgiato dalle difficoltà che hanno costellato l’ultimo anno dei “due neo coniugi in cerca di rivalsa”. Una rivalsa che per il tecnico si costruisce un passo alla volta: “Mi piacerebbe vincere qualcosa qui a Bergamo, però credo che sotto certi aspetti il viaggio sia più bello della meta. La mia speranza è che questo sia un grande viaggio. Obiettivo? Diventare una squadra competitiva”.
La Dea e il comandate
Parole da comandate vero. Un comandante che l’anno scorso si è caricato la Lazio sulle spalle, combattendo in solitudine (ma non in silenzio) contro tutto e tutti, facendo di necessità virtù fino alla finale di Coppa Italia raggiunta con una squadra falcidiata da un mercato autolesionista e sprofondata in campionato lontana dai piazzamenti europei.
Una situazione, per certi versi, simile a quella vissuta dalla Dea, abbandonata dal proprio “padre spirituale”, Gasperini, e ingenua ad affidarsi a un Ivan Juric reduce da una serie infinita di fallimenti. Palladino ha vestito, tra alti e bassi, i panni del traghettatore, agguantando all’ultimo un piazzamento europeo (grazie al ko della Lazio in Coppa Italia) che permette di non perdere feeling con la doppia competizione stagionale e con il clima europeo.
Questione di famiglia
La certezza è che, contrariamente a quanto accaduto a Roma con Lotito, a Bergamo Sarri potrà contare su una proprietà accorta e che vive l’Atalanta come una famiglia: “Speriamo di non fargli perdere la pazienza”, scherza l’ex Lazio sui Percassi, che spiega: “Questo sentimento di grande famiglia si percepiva anche dall’esterno e sono contento di poterlo confermare”.
E, a proposito di famiglia, Sarri tornando sulla Lazio non può non dedicare il proprio pensiero ai tifosi: “Al netto di tutto quello che è successo, non posso che volergli bene”. Poi, a conferma dell’importanza del viaggio e della mentalità con cui lo si affronta, il tecnico aggiunge: “È stata certamente un’esperienza formativa. Avrei voluto non viverla in quel modo, ma i tifosi lo sanno che gli sono vicino e che mi spiace per la situazione che stanno vivendo”.
Da Ederson a Scamacca e Gaetano: la nuova Atalanta di Sarri
Passando alle questioni imposte dal mercato, il neo allenatore della Dea ha confermato il rientro in squadra di Ederson dopo il mancato passaggio allo United: “Mi spaventava la testa con cui il ragazzo sarebbe potuto rimanere, ma ha dimostrato grande voglia. Sarà un nostro pilastro. Gaetano? Un grande regalo di Giuntoli”.
Infine, Sarri rivela: “La stagione sarà lunga e avremo anche delle alternative sul modulo. Andremo con il 4-2-3-1, ma valuteremo tutte le opportunità. Scalvini credo che possa giocare come centro-sinistra o centro-destra. Scamacca è un centravanti forte, ma sono convinto che con le sue caratteristiche possa fare di più. La grande sfida è portarlo al 100%, sperando anche nella sua collaborazione”. Insomma, il comandate ha dettato le regole per il reclutamento. La Dea spera di aver individuato il suo nuovo “padre spirituale”. Una guida con… l’elmetto.

