Lautaro Martinez e la dedica da lacrime, la bordata di Cuti Romero agli ex giocatori

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Il ‘Toro’ trascina l’Argentina in finale del Mondiale con un gol decisivo all’Inghilterra e si commuove: “È difficile nella situazione in cui mi trovo”.

E’ il gol che sognano tutti, da piccoli come da campioni affermati. Entrare all’80’ e decidere una semifinale di un Mondiale con una rete imperiosa nel recupero è da fantascienza ma per Lautaro Martinez è diventata una splendida realtà. Quando ha visto Messi dribblare sulla fascia e servire un morbido cioccolatino al centro dell’area il Toro ha visto rosso: ha caricato e ha incornato – con la complicità di una difesa inglese distratta – abbattendo il muro di quel Pickford che per 80′ era stato una saracinesca. Poi il delirio: la corsa pazza ad esultare, l’abbraccio dei compagni, l’adrenalina a mille. Ora sì che questo è anche il “suo Mondiale”.

Lautaro, il gol della vita: lacrime e gloria per il Toro

E’ tornato il “Toro”. Entra dalla panchina, nel momento più delicato della semifinale, e firma la rete del definitivo 2-1 che spalanca all’Argentina le porte della seconda finale consecutiva di Coppa del Mondo. Una notte da protagonista assoluto per l’attaccante dell’Inter che aveva vissuto un Mondiale complicato, spesso costretto a inseguire il posto da titolare proprio come era accaduto in Qatar. Poi il destino gli ha consegnato il momento più importante: un assist perfetto di Lionel Messi e un destro che resterà per sempre nella memoria dell’Albiceleste.

Dopo il triplice fischio, Lautaro si presenta in zona mista con gli occhi lucidi e la voce rotta dall’emozione. “Adesso cercherò di non piangere… Ho già pianto abbastanza lì dentro”, ha raccontato il numero 9 argentino.

Il pensiero alla famiglia: “Difficile la situazione in cui mi trovo”

Dietro la gioia del gol più importante della sua carriera ci sono sacrifici, difficoltà e una lunga strada fatta di critiche e momenti complicati. Quando gli viene chiesto a chi abbia pensato dopo la rete decisiva contro l’Inghilterra, Lautaro non ha dubbi.

“A mia madre, che, come dicevo tra me e me, ho appena chiamato e sta lavorando. Quindi, oggi penso soprattutto a loro. Perché quando scendo in campo, penso solo a loro, ai miei figli, a mia moglie, a tutta la mia famiglia. E a mio padre, che è stato il motivo principale per cui continuo a giocare oggi. Perché è molto difficile nella situazione in cui mi trovo. Anche se cerchi sempre di dare il massimo e di andare avanti, vuoi sempre giocare, questa è la realtà.”

Il segreto del Toro: lavoro, umiltà e sacrificio

Lautaro sa che il calcio non regala nulla e il suo messaggio dopo la semifinale è un manifesto della sua mentalità: “Bisogna tenere la testa bassa, lavorare, correre, lavorare, essere umili e sacrificarsi per quello che bisogna fare in quel momento. Ebbene, queste sono le ricompense che si sperano sempre di ricevere, per tutto quello che vi ho detto prima, per tutto il lavoro che avete fatto fin da piccoli. Ebbene, oggi è tutta felicità, ed è tutto merito di questo gruppo che, di fronte alle avversità, continua ad andare avanti e non molla mai. Abbiamo il migliore del mondo come esempio.”

“Lo sognavo da bambino”: il gol che Lautaro aspettava da sempre

Il gol contro l’Inghilterra non è stato soltanto una rete da semifinale mondiale. Per Lautaro è stato il coronamento di un sogno iniziato da bambino: “Questa è un’emozione molto forte, troppo forte da sostenere. Dopo aver segnato ho ripensato alla prima volta che ho comprato un paio di scarpette di calcio, è da allora che desidero segnare questo gol. È un sogno che si avvera, una gioia senza limiti. L’avevo detto a Medina in panchina: ‘Adesso entro e segno’. Ora ci aspetta un’altra finale. È qualcosa di magico.”

Il Toro ha raccontato anche il momento tattico della partita, spiegando come l’Argentina abbia saputo aspettare il calo degli avversari: “Gli inglesi si sono progressivamente stancati. Hanno pressato per 60 minuti ed erano esausti. Dopo il gol, si sono rilassati e questo ci ha dato più tranquillità. Abbiamo allargato il gioco e siamo diventati padroni della gara.”

Cuti Romero risponde a Gary Neville

La festa argentina ha avuto anche un capitolo dedicato alle critiche ricevute prima della semifinale. Nel mirino c’erano soprattutto Cristian Romero e Lisandro Martínez, contestati da Gary Neville alla vigilia della sfida.

L’ex difensore del Manchester United aveva definito la coppia centrale argentina una “migliore-peggiore coppia di difensori centrali del mondo”, criticandone gli alti e bassi. Dopo la vittoria sull’Inghilterra, la risposta è arrivata direttamente dai protagonisti. Lisandro Martínez ha scelto la via della calma: “Siamo abituati al fatto che la gente parli sempre di noi. Sembra che a loro piaccia parlare di noi, e noi rispondiamo in campo. Sempre con rispetto.”

Più pungente invece Cristian Romero, che non ha nascosto il fastidio per le parole dell’ex nazionale inglese: “L’unica cosa che spero è di non essere così stupido quando mi ritirerò. Ma dipende da ognuno di noi”.

Poi il difensore ha spiegato il senso della sua risposta: “Spero che un giorno non criticherò più i giocatori. Tutti noi scendiamo in campo per dare il massimo per la nostra squadra e per il nostro Paese. Le cose possono andare bene o male, ma questa è la nostra professione.”

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