il nodo-Mbappè, l’eredità di Lippi e un orgoglio da ritrovare

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Il tecnico 57enne arrivato a fine ciclo, i media transalpini sono impietosi: al suo posto arriverà l’ex Juventus e Real Madrid, ma ci sono tanti problemi da risolvere. L’intervento di Macron e l’influenza dell’ex tecnico bianconero

La Francia si risveglia con l’amaro in bocca dopo la pesante eliminazione dal Mondiale 2026 per mano della Spagna. Tramonta il sole sull’era Deschamps dopo quattordici anni ricchi di successi e delusioni.

Deschamps, le accuse della stampa

La stampa francese al solito non va tanto per il sottile, scatenandosi contro il ct, sopratutto perché i bleus erano unanimemente considerati favoriti per la vittoria finale. I commentatori d’Oltralpe parlano di una squadra “presuntuosa”, “senza personalità”, “mai realmente entrata in partita”. Giudizi severi, che fanno da contraltare alla solennità di un giorno particolarmente sentito in Francia, il 14 luglio: la Bastiglia questa volta non è stata presa.

Digne, Mbappè e Olise nel mirino

Tra i principali imputati figurano Lucas Digne, il cui fallo ha provocato il rigore che ha sbloccato la partita in favore degli spagnoli, e Michael Olise, arrivato al torneo con enormi aspettative ma incapace di incidere contro la superiore organizzazione tecnica e tattica delle Furie Rosse. Critiche che non hanno risparmiato nemmeno Kylian Mbappè: il capitano francese, da anni indicato come l’uomo destinato a trascinare la Nazionale verso nuovi trionfi, è stato duramente bocciato dalla stampa, con L’Équipe che gli ha assegnato addirittura un voto 3. Ancora una volta il fuoriclasse è stato accusato di non riuscire a fare la differenza nei momenti decisivi, alimentando un dibattito che in Francia si trascina ormai da tempo.

Addio Deschamps, tocca a Zidane

Vittoria nel 2018, finale persa in maniera beffarda nel 2023, semifinale nel 2026: un bilancio che rende comunque quella di Deschamps la gestione più vincente nella storia della Nazionale francese. Il candidato principale alla successione resta il suo ex compagno Zinedine Zidane. L’ex campione della Juventus erediterà una squadra ricchissima di talento ma reduce da una cocente delusione. La sconfitta di Dallas contro quella che ormai viene considerata una vera e propria “bestia nera”, la Spagna, rappresenta l’ultimo capitolo di un ciclo comunque straordinario:

I media francesi onorano la Spagna

Le polemiche dell’immediato dopogara, comprese le proteste dell’ormai ex ct nei confronti della direzione arbitrale, sono finite rapidamente in secondo piano davanti all’evidenza del campo. In Francia è prevalso il riconoscimento della superiorità della squadra guidata da Luis de la Fuente, definita dai media transalpini una vera “lezione di calcio”, con la Spagna celebrata come “maîtres du jeu”, i padroni del gioco.

Francia, la sfida per Zidane

La vera sfida per Zidane sarà trasformare questo enorme potenziale in una squadra capace di imporsi nei momenti decisivi. Zinedine sa bene cosa significhi gestire uno spogliatoio pieno di campioni, come dimostrato durante la sua esperienza al Real Madrid, ma il compito che lo attende in Nazionale sarà altrettanto complesso. Una delle questioni più delicate riguarderà proprio Mbappé, leader tecnico indiscusso ma sempre più al centro delle polemiche per il limitato numero di grandi trofei conquistati negli ultimi anni e per il “carattere” poco malleabile e autoritario che avrebbe. In Francia non manca chi sottolinea, con una certa ironia, come il Paris Saint-Germain abbia finalmente conquistato la Champions League proprio dopo il suo addio, mentre il Real Madrid ha attraversato un periodo complicato.

Da Deschamps a Zidane, nel segno di Lippi

Non è un mister che tra le principali fonti d’ispirazione del Zidane allenatore siano ci siano Marcello Lippi e Carlo Ancelotti. Sia nel modo di impostare la squadra, sia nella gestione di uno spogliatoio pieno di campioni: un’eredità che sicuramente appartiene anche a Deschamps, che ha lavorato a sua volta tanti anni con Lippi sebbene il rapporto tra i due si sia concluso in maniera piuttosto burrascosa. Eppure, qualcosa del sano pragmatismo italiano appartiene senza dubbio al tecnico basco, così come a Zidane negli anni in cui ha allenato il Real Madrid.

Francia fuori, interviene anche Macron

Risuonano oggi più che mai le parole pronunciate in passato da Deschamps: “Non si vince solo con il talento. Si vince con la testa”. Una frase che molti, in Francia, considerano la perfetta sintesi di ciò che è mancato ai Bleus nel momento più importante del torneo. Nonostante la delusione, resta la fiducia nel futuro. Anche il presidente Emmanuel Macron ha invitato l’ambiente a guardare avanti: “La sconfitta è difficile da accettare, ma questa squadra è giovane e ha un grande avvenire”. Un messaggio di speranza per una Nazionale che, fino a poche ore prima della semifinale, era convinta di poter tornare sul tetto del mondo. L’appuntamento con il riscatto è già fissato: il Mondiale del 2030, che si giocherà tra Spagna, Marocco e Portogallo.

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