
La clamorosa indiscrezione sui problemi economici del club di Cristiano Ronaldo riapre le discussioni sullo sport in Arabia Saudita: il “pozzo senza fondo” non esiste più
Un’indiscrezione che riporta a galla un tema: il rapporto tra l’Arabia Saudita e il mondo dello sport. L’ultima voce che arriva dalla Saudi Pro League ha del clamoroso: l’Al-Nassr ha difficoltà economiche e sarebbe pronto ad aprire la grande svendita che potrebbe riguardare anche il futuro di Cristiano Ronaldo. Difficile sapere cosa succederà davvero nei prossimi mesi, ma è da tempo che l’Arabia Saudita ha cambiato approccio nel mondo dello sport come dimostrano anche i casi riguardanti golf e tennis.
La voce sull’Al-Nassr e Cristiano Ronaldo
Una notizia rimbalzata con forza che arriva da Arriyadiyah e ripresa da Tuttomercato: l’Al Nassr è in crisi finanziaria. Una notizia che sembra avere dell’incredibile e che necessita delle opportune conferme ma dall’Arabia Saudita rimbalza la notizia che il club sta attraversando un momento di difficoltà dal punto di vista economica. Il club ha subito precisato e sgonfiato la questione sostenendo che ci sarebbe in atto una campagna di ristrutturazione finanziaria con una politica economica più prudente. Ma non è bastato a spegnere le voci. Anche perché in ballo c’è anche il futuro di Cristiano Ronaldo.
Una politica di “contenimento” del club potrebbe portare all’addio di tante stelle pregiate. Il futuro di CR7, a 41 anni, e con un contratto stellare è difficile da immaginare di nuovo in Europa. Ma l’addio a parametro zero di Marcelo Brozovic, ex stella dell’Inter, lascia pensare che qualcosa stia effettivamente succedendo. E sono tanti i giocatori che potrebbero decidere di tornare nel Vecchio Continente e rappresenta un’occasione di mercato come Sadio Mané e Joao Felix.
L’impatto economico e politico della guerra in Iran
Non è un segreto che già da qualche tempo ci sia stata una revisione delle priorità economiche in Arabia Saudita che ha profondamente coinvolto il mondo dello sport. Il fondo PIF ha ceduto il 70% delle sue quote nell’Al Hilal di Simone Inzaghi solo lo scorso aprile all’interno di un cambiamento di “strategia per massimizzare i profitti e ridistribuire il capitale nell’economia interna”. L’impatto economico e politico che la guerra in Iran sta avendo non è da sottovalutare. Gli scenari per l’Arabia Saudita sullo scacchiere internazionali sono cambiati e la strategia di investimenti illimitati è giunta a un punto di rottura. Le scelte anche nel mondo dello sport saranno più oculate, il “pozzo senza fondo” non esiste più e ci sono sport che ne hanno già fatto le spese.
Il caso LIV Golf e l’addio alle WTA Finals
La stategia dell’Arabia Saudita è chiara già da qualche tempo. Si continua a investire nello sport ma solo laddove ci sono margine di profitto chiari e definiti. Fino a qualche tempo fa, il paese arabo era diventato un punto di riferimento per qualsiasi tentativo di impresa sportiva, anche la più ambiziosa, ora non è più così. Il caso scuola è quello che riguarda il LIV Golf, la lega che era entrata in diretta competizione con il PGA Tour sottraendo i campioni più affermati a colpa di contratti da record. A distanza di qualche anno è arrivata la decisione di “staccare la spina” con tanti campioni di primo piano che ora devono cercare di tornare nelle grazie della PGA.
Solo qualche settimana fa è arrivata invece la decisione di Riyadh di rinuncia alle WTA Finals, il torneo che vede in campo le migliori 8 giocatrici del circuito femminile. L’investimento non ha dato i riscontri sperati e ora il torneo trasloca a Indian Wells negli Stati Uniti, una decisione che arriva con un anno di anticipo rispetto all’accordo siglato con la WTA.
Mondiali di calcio, tennis, ciclismo e motori: cosa succederà
Nel breve tempo non ci si può aspettare un totale disimpegno dell’Arabia Saudita dal mondo dello sport. La decisione è stata quella di mettere un freno agli investimenti puntando solo sulle scelte più sicure. Si spiega così la decisione di rinunciare al biliardo, alla possibilità di ospitare la Coppa del mondo di Rugby e ai giochi invernali asiatici del 2029. Lo sguardo rimane puntato sulle manifestazioni che possono garantire un ritorno anche dal punto di vista economico. E’ indubbio che le manifestazioni sportività siano un richiamo anche turistico ma con la guerra in Iran, alcuni iniziative rappresentavano solo un rischio finanziario.
L’impegno rimane concentrato sui Mondiali del 2034, sul tennis maschile con l’istituzione di un nuovo Masters 1000 ma anche sui motori e sugli sport da combattimento. L’Arabia Saudita vuole restare al centro dello sport ma per farlo non è disposta più a fare la parte dello “zio spendaccione”. Una realtà che nell’immediato potrà riguardare anche il calcio, le spese folle degli ultimi anni dall’Europa forse subiranno una drastica riduzione ma si tratta di un scenario ancora in evoluzione.

