perché Infantino ha già vinto nonostante scandali, polemiche e proteste. I numeri parlano chiaro e sono dalla sua parte

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Stadi sempre pieni, due semifinali dal fascino eterno, boom di ascolti in tv a dispetto del meteo, degli arbitri e di Trump

Nelle prime due settimane dei Mondiali ha percorso oltre 50.000 chilometri con il suo aereo. Secondo un’inchiesta della BBC Sport, il velivolo del presidente del mondo del calcio ha effettuato più di 35 voli tra l’inizio del torneo e l’inizio di luglio, toccando le diverse sedi negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. E’ stato oggetto di critiche violente anche da parte dell’Uefa per la vicenda Balogun, ha letto polemiche di ogni tipo ma alla fine Gianni Infantino è il vero vincitore di questi Mondiali checchè se ne dica.

Esperimento vinto, Infantino sorride

Le due partite più importanti del Mondiale devono ancora arrivare, è vero, ma il presidente della Fifa ha già raggiunto gran parte del suo obiettivo: trasformare un esperimento controverso – col format allargato e le partite divise tra tre stati diversi e lontanissimi tra di loro – in uno spettacolo irresistibile. Le critiche sull’impatto ambientale, i continui spostamenti, il calendario sovraccarico, la pausa per idratarsi a mascherare spot pubblicitari ci saranno ancora, finché il calcio continuerà a regalare scontri come Argentina-Inghilterra e Francia-Spagna, il n.1 del massimo organismo mondiale avrà l’argomentazione più forte di tutte. Perché nel calcio il successo si misura solitamente con ciò che succede in campo. E su questo il torneo gli sta dando ragione.

Il Mondiale delle stelle

Mai come prima in precedenza c’era stata una simile partecipazione di stelle tutte al top. Se nell’82 tutti ricordano Paolo Rossi, se nell’86 Maradona oscurò tutti, se nel ’90 non ci fu un vero padrone, se nel ’94 lo stellone di Baggio finì col rigore calciato al cielo, se nel 1998 Zidane cancellò Ronaldo, se nel 2002 fu un testa a testa tra Ronnie il fenomeno e Ballack, se nel 2006 Cannavaro arrivò a vincere il Pallone d’oro, se nel 2010 non ci fu un vero protagonista (venne eletto Forlan come migliore in assoluto), se nel 2014 Neymar uscì troppo presto, se nel 2018 Mbappè e Modric la fecero da padroni, se nel 2022 fu un duello tra Messi e ancora Mbappè, stavolta i fenomeni sono stati tanti. Con Ronaldo sotto tono, Vinicius uscito presto e Yamal unico tra i grandi attesi finora a deludere (ma ha altre due partite) si è visto nel Mondiale 2026 un firmamento affollato: assieme a Messi e Mbappè anche Haaland, Kane, Bellingham ma anche tante belle sorprese come Manzanbi, Bouaddi, lo stesso Lukaku e altri ancora. E’ anche questo un successo.

Stadi pieni, che successo

Dopo un avvio un po’ in sordina il Mondiale è decollato presto: sold out in quasi tutti gli stadi, nonostante prezzi dei biglietti tutt’altro che accessibili, con un’occupazione del 99,7% e oltre 6,25 milioni di spettatori, ascolti tv boom (Italia a parte, ma anche da noi ci sono stati picchi importanti nonostante orari spesso impervi). Noncurante delle polemiche, la FIFA si concentra sulla diffusione dei dati. La Coppa del Mondo ha raggiunto traguardi senza precedenti in termini di coinvolgimento digitale, con 20 miliardi di visualizzazioni video su tutte le piattaforme. Qual è il ricavo totale stimato? Si prevede un guadagno record di 11 miliardi di dollari. Infantino ha annunciato una donazione di 1 milione di dollari a sostegno della risposta umanitaria in Venezuela in seguito al terremoto che ha colpito il paese alcune settimane prima.

Lo spettacolo nelle gare decisive

Anche la presenza di nazionali senza appeal alla fine si è rivelato un mezzo trionfo: se hanno fallito Tunisia, Giordania, Haiti, Iraq e Panama, hanno sorpreso Capo Verde, Congo e in parte anche Uzbekistan. Il vero successo però è la nobiltà delle semifinali. Due gare come Spagna-Francia e Inghilterra-Argentina, cariche anche di rivalità extrasportive, le si poteva solo sognare. Manca solo il Brasile ma la nobiltà calcistica è garantita con duelli spettacolari.

I punti deboli

Nessuna notizia negativa può smorzare l’ottimismo di Infantino, che può giustamente sorridere. Le prospettive calcistiche anche per il prossimo torneo sono troppo rosee e oscurano tutto il resto. Le organizzazioni ambientaliste hanno sollevato un’enorme protesta per l’elevato numero di voli durante il campionato. Secondo il New Weather Institute, “è l’evento più inquinante della storia “, con un’emissione stimata di nove milioni di tonnellate di anidride carbonica. Il meteo è stato d’intralcio, il caldo ha condizionato molte gare.

L’affare Balogun con la telefonata di Trump ha fatto (s)parlare il mondo intero, qualche polemica arbitrale è andata sopra le righe ma alla fine questa Coppa del Mondo a 48 squadre e 3 nazioni, è diventata uno dei tornei di maggior successo della storia. Il cinquantaseienne svizzero-italiano si starà sicuramente fregando le mani pensando a quando si disputeranno gli scontri perfetti tra Argentina e Inghilterra ad Atlanta e tra Francia e Spagna a Dallas . Saranno i duelli tra Mbappé e Yamal e tra Messi e Kane le partite più viste nella storia del calcio?

Prossimo step il Mondiale a 64 squadre

Infantino è invulnerabile, risponde a tutti e a tutto in una delle sette lingue che parla. Non arrossisce nemmeno quando deve abbracciare Donald Trump, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, Vladimir Putin, Mauricio Macri o Claudio Tapia. Ha un aneddoto, una battuta, una pacca sulla spalla o un’occhiata complice per tutti. È un lobbista tra i giganti . E, rinvigorito, punta ancora più in alto: “È stato un grande successo con 48 squadre . Tutti hanno giocato ad alto livello. Squadre di ogni continente hanno segnato gol e conquistato almeno un punto. Nove squadre africane su dieci hanno raggiunto la fase a eliminazione diretta. Nell’ultimo Mondiale, c’erano solo cinque squadre africane. Questo dimostra quanto sia importante includere tutti e dare loro questa opportunità di partecipare “, ha affermato.

Ha poi aggiunto con ottimismo: “Senza dubbio, un torneo a 64 squadre sarà oggetto di discussione e dibattito nei comitati competenti. Ogni nazione dovrebbe poter sognare di partecipare alla Coppa del Mondo. Si può constatare che la qualità delle squadre è estremamente alta e sta migliorando in tutto il mondo. Se ai paesi più piccoli non viene data l’opportunità di partecipare, mancherà l’incentivo a continuare a migliorare”.

In realtà l’idea di una Coppa del Mondo XXL sembra irrealizzabile nei prossimi anni .È commercialmente molto difficile da sostenere, e c’è anche la questione del calendario. Ci vorrebbero due mesi per competere. Ma vallo a dire a Infantino.

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