da Platini e Arconada a Mbappè e Yamal nel giorno della Presa della Bastiglia, il derby dei Pirenei tra papere e goleade

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Domani a Dallas la prima semifinale dei Mondiali, la Roja in vantaggio nei precedenti ma questa è la nazionale transalpina più forte di sempre

Dica 39: domani a Dallas Spagna e Francia rinnovano un duello infinito: in palio la finale dei Mondiali americani. Nella loro storia, iniziata con una prima amichevole disputata a Bordeaux nel 1922 (vinta dalla Spagna, 4-0), le due nazionali si sono affrontate già 38 volte. Il bilancio complessivo pende dalla parte spagnola, con 18 vittorie della Roja contro 13 dei Bleus e 7 pareggi. Questa semifinale del 14 luglio 2026 – la Festa Nazionale francese che commemora la Presa della Bastiglia avvenuta nel 1789 che segnò l’inizio della Rivoluzione Francese e la fine della monarchia assoluta – sarà solo il secondo confronto tra le due nazionali in Coppa del Mondo. L’unico precedente risale al 27 giugno 2006, ad Hannover, negli ottavi di finale, quando la Francia ribaltò la Roja (3-1) grazie ai gol di Franck Ribéry, Patrick Vieira e Zidane, prima di arrivare alla celebre finale di Berlino vinta dagli azzurri di Lippi.

La finale di Euro 1984 con le roi Platini

Rimanendo nella storia recente il precedente più significativo resta la finale dell’Europeo del 1984, quando i galletti, trascinati da un Michel Platini semplicemente inarrestabile, capocannoniere con 9 gol in 5 partite (con due triplette), vinsero il primo trofeo della loro storia. Era la golden age di Tigana, Giresse, Tresor, una generazione di campioni che già due anni prima in Spagna ai Mondiali aveva impressionato, perdendo solo in semifinale ai rigori con la Germania (al 100′ nei supplementari era avanti 3-1). Su tutti lui, Michel. Al top della sua condizione assoluta, leader, cuore e anima. Dietro aveva una squadra fortissima ma in un certo senso Platini fu per quella Francia ciò che Maradona sarebbe stato nell’Argentina campione del Mondo nell’86: segnò in ogni modo: di destro, di sinistro, su rigore, su punizione, da dentro e da fuori area e persino di testa. Prestazioni che gli sarebbero valse il Pallone d’Oro nel dicembre successivo.

Il 2-0 alla Spagna in finale però fu agevolato da una papera del portiere Arconada, uno dei migliori all’epoca, capitano della Real Sociedad, che venne beffato in avvio da una punizione senza troppe pretese di Platini; non troppo forte e abbastanza centrale che Arconada che però sifa passare sotto la pancia, dopo aver tentato di abbrancare il pallone. Per la Spagna, già stanca dopo una semifinale contro la Danimarca vinta ai rigori, una mazzata. Ci penserà poi Bruno Bellone all’ultimo minuto a chiudere i conti.

La semifinale di Euro 2024 vinta dalla Spagna

La rivincita agli Europei per la Spagnò arriverà 40 anni dopo: Euro 2024, in semifinale, all’Allianz Arena di Monaco di Baviera Randal Kolo Muani di testa trasforma in gol un cross di Mbappé, sbloccando il risultato al 9′ ma l’euforia dura poco. Yamal, appena sedicenne, pareggia al 21′ con un sinistro a giro dal limite dell’area, diventando così il più giovane marcatore nella storia delle fasi finali dell’Europeo. Quattro minuti dopo, Dani Olmo realizza il gol-partita. Un anno dopo le due squadre si ritrovano di nuovo in semifinale, stavolta in Nations League, alla MHP Arena di Stoccarda.

Trascinata da un Lamine Yamal ancora una volta straordinario, la Spagna domina. Nico Williams e poi Mikel Merino (l’eroe con Portogallo e Svizzera quest’anno) portano avanti gli iberici. Lamine Yamal trasforma un rigore che si era procurato lui stesso (3-0, 54′), Pedri fa 4-0 prima che Rabiot provochi un altro rigore che Yamal realizza ancora (5-1). Ci pensa Cherki prima a segnare il 5-2, poi a determinare un autogol di Dean Huijsen e infine a servire a Kolo Muani l’assist del definitivo 5-4 nei minuti di recupero.

Precedenti a parte, però, questa sembra la Francia più forte di sempre, superiore anche a quella di Zidane che vinse Mondiali (’98) ed Europei (2000). Una nazionale che viene da due finali Mondiali (vincendo in Russia nel 2018 con la Croazia e perdendo con l’Argentina in Qatar nel 2022) e che ha avuto un percorso netto (ultima vittima il Marocco). Al blocco del Psg campione d’Europa si aggiungono i due del Real Madrid (Mbappé, Tchouaméni), del Bayern (Upamecano, Olise) e del Milan (Maignan e Rabiot) più assi che giocano in Premier, Arabia e Ligue1.

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