Il Como continua a sorprendere. Dopo Paz e Liberali, i lariani piombano nuovamente sugli obiettivi di mercato di nerazzurri e rossoneri
Il Como si inserisce ancora una volta sugli obiettivi di Inter e Milan e, dopo averlo ribadito sul campo estromettendo di fatto i rossoneri dalla prossima Champions League, conferma anche sul mercato la capacità (e la volontà) di stravolgere gli equilibri del calcio italiano.
La rivoluzione parte da Como
Il Como targato Mirwan Suwarso e Cesc Fabregas prosegue la propria operazione per ridisegnare l’assetto geopolitico del calcio di casa nostra. Nell’estate che porta al terzo anno di Serie A, i lariani sono la squadra che, al momento, più si è mossa sul mercato, dimostrando con i fatti (e con gli acquisti) di poter fare la voce grossa con chiunque e di poter battere la concorrenza di big come Inter e Milan.
È stato così per Nico Paz, sogno dichiarato (e destinato a rimanere tale) dei nerazzurri. 60 milioni di euro al Real Madrid e l’argentino è stato riportato sulle rive del Lario. E così è successo anche con Mattia Liberali, strappato per appena 6 milioni di euro a un Diavolo che ha provato troppo tardi a rimediare all’errore commesso un anno fa.
Le scelte di Paz e Liberali
In entrambi i casi, a far pendere l’ago della bilancia in favore del Como è stata la volontà del giocatore. L’argentino, attualmente impegnato al Mondiale in veste di vice-Messi, ha voluto fortemente dare seguito al percorso che nelle ultime due stagioni lo ha visto protagonista indiscusso della scalata fino al piazzamento Champions dei lariani. Discorso simile per Liberali, che ha voltato le spalle all’offerta più vantaggiosa di Gerry Cardinale pur di approdare a Como.
Fattore Cesc
Il comune denominatore delle due scelte? Ovviamente il progetto cucito e tratteggiato dal direttore d’orchestra, Fabregas, su un gruppo di giovani e giovanissimi dal talento indiscusso e liberi di esprimersi al meglio in campo. Un progetto che ha esaltato le qualità superiori di Paz e che ha visto Cesc tempestare di telefonate il talento dell’under 19 azzurra, voglioso di prendersi la scena anche in Serie A dopo l’ottima annata in Cadetteria con il Catanzaro.
Chiesa a Cambiaso più lontani dal Como
Nel frattempo, poi, il Como ha piazzato anche i colpi Cuenca, Kaiki e Milla e, a ulteriore dimostrazione di come i soldi (seppur tanti) non possano prevalere sulle idee, nelle ultime ore ha chiuse le porte ai possibili acquisti di Federico Chiesa e Andrea Cambiaso, semplicemente perché “costano troppo”, ha tagliato corto il presidente Suwarso dal palco del Festival della Serie A di Parma.
Paletti UEFA dal 2027
Ovviamente, il Como può permettersi di spendere senza preoccuparsi dei paletti del FFP UEFA perché lo stesso organo del calcio europeo permette ai club emergenti di muoversi con maggiore libertà. Al tempo stesso, Robert Hartono ripiana di tasca proprio i conti e non ha debiti aperti con le banche. Detto questo, dall’anno prossimo la situazione dovrebbe portare anche i Lariani a rispettare le regole del Settlement Agreement per rientrare entro 4 anni delle perdite registrare dell’ultimo triennio. Le stesse imposizioni che nelle ultime ore hanno costretto la Juventus a pagare una multa da 20 milioni di euro.
Duelli di mercato con Inter e Milan per Solet e Gonçalo Inacio
Intanto, però, Inter e Milan sembrano destinate a scontrarsi ancora con l’espansione comasca. Dopo Paz, i nerazzurri potrebbero vedersi sottrarre quel Oumar Solet dell’Udinese inseguito da mesi da Marotta e Ausilio. Ed è scontro anche per Chalobah del Chelsea. Sulla sponda rossonera del Naviglio, invece, alla delusione Liberali potrebbe sommarsi quella per Gonçalo Inacio dello Sporting Lisbona finito sulla lista di Ruben Amorim per rinforzare la retroguardia del Milan, ma su cui il Como ha iniziato a muoversi con decisione. Nuove beffe in arrivo per le due milanesi? È ancora presto per dirlo. La cosa certa è che la rivoluzione del calcio di casa nostra sembra passare sempre più dalle rive Lago di Como.

