La vigilia dell’ultima partita della
fase a gironi, per entrambe, partite con grandi ambizioni, è
stata caratterizzata dall’incubo di un’eliminazione precoce dai
Mondiali 2026 che avrebbe fatto tanto rumore: invece, con due
goleade, Belgio (5-1 con la Nuova Zelanda) e Senegal (5-0 con
l’Iran) hanno acciuffato in extremis il diritto di affrontarsi
nel sedicesimo di finale in programma domani (alle ore 22
italiane) a Seattle. Uno scontro diretto, sulla carta molto
equilibrato, che mette in palio l’accesso agli ottavi contro la
vincente di Stati Uniti-Bosnia. Nella terza gara della fase
finale della Coppa del Mondo ospitata in tre Paesi, con il 5-1
sugli All Blacks, il Belgio allenato dall’ex tecnico della Roma,
Rudi Garcia ha quindi scacciato polemiche e brutti sogni dopo i
due pareggi con Egitto (1-1) e Iran (0-0). Era stato in
particolare quello con gli asiatici ad alimentare le critiche
nei confronti dei ‘Diavoli Rossi’, che hanno sì perso buona
parte della loro generazione d’oro (senza però portare a casa
nessun trofeo) ma restano pur sempre una delle squadre europee
più competitive. Tra i più esperti, il centrocampista De Bruyne
e gli attaccanti Trossard e Lukaku (il giocatore belga con più
gol realizzati nei Mondiali e che si dice contento di partire
dalla panchina): tutti a segno, insieme al milanista
Saelemaekers, contro la Nuova Zelanda, dopo i voti bassi in
pagella della partita con l’Iran. “Non accettavo che venissero
definiti ‘giocatori ormai finiti’, e loro hanno risposto sul
campo”, li ha difesi Garcia, che ora però cerca risposte anche
da un altro dei suoi giocatori più talentuosi: Jeremy Doku. A 24
anni, l’attaccante del Manchester City (45 presenze e 7 gol in
nazionale) è arrivato al torneo con grandi aspettative, forte di
un’ottima stagione in Premier League. Tuttavia, frenato da
un’infezione respiratoria, Doku ha offerto una prestazione
sottotono contro l’Egitto e ha saltato il match contro l’Iran
per recarsi a Londra e stare accanto alla moglie durante la
nascita del loro bambino. Questo rapido viaggio di andata e
ritorno, autorizzato dalla Federazione, ha suscitato ulteriori
polemiche, soprattutto perché il difensore norvegese Leo
Ostigard era rimasto con i compagni negli Stati Uniti,
assistendo al parto della moglie via FaceTime. Doku è stato
titolare contro la Nuova Zelanda, ma è stato sostituito allo
scoccare dell’ora di gioco.
Tra le stelle che non stanno brillando in questa estate
americana c’è sicuramente anche la più famosa del Senegal: Sadio
Mané, che, a 34 anni, sta disputando quello che dovrebbe essere
il suo ultimo grande torneo internazionale con i ‘Leoni della
Teranga’, dopo aver conquistato il titolo africano sul campo a
gennaio, salvo poi vederselo revocare a favore del Marocco. L’ex
attaccante del Liverpool – trasferitosi all’Al-Nassr e vincitore
del campionato saudita al fianco di Cristiano Ronaldo – è stato
titolare in tutte e tre le partite della fase a gironi, ma non è
riuscito a segnare contro Francia (sconfitta per 3-1), Norvegia
(ko per 3-2) e Iraq. “Un esempio”, ha comunque sottolineato il
ct Pape Thiaw, mettendo in evidenza che “fa cose straordinarie,
gioca per la squadra e ha un impatto decisivo. È il leader
tecnico del gruppo e ci dà una mano anche in fase difensiva”, ma
per superare il Belgio serviranno soprattutto i suoi gol.
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