Marco Palestra ricalca le orme di Riccardo Calafiori – che non a caso ha lo stesso procuratore, Alessandro Lucci – e da giovane promessa azzurra finisce in Premier League a cifre fuori mercato anche per l’Inter campione d’Italia. Se all’ex Roma e Bologna è toccato l’Arsenal, il figlio del vivaio dell’Atalanta, a Zingonia già dai Pulcini dopo i primi calci nell’Assago e nell’Accademia Inter, ha deciso per il Chelsea, altro club della Londra milionaria.
Sia il club bergamasco, che ha rivalutato l’esterno classe 2005 grazie alla stagione in prestito al Cagliari, che il giocatore, cresciuto a dieci chilometri in linea d’aria da San Siro, parevano orientati a cedere all’ultimo assalto di Beppe Marotta dopo settimane di corteggiamento. Invece del suo estimatore Cristian Chivu avrà come mentore Xabi Alonso. Perché i 60 milioni del Chelsea, dieci in più dell’Inter, e l’ingaggio di 5 milioni più bonus a stagione, tre in più, hanno sparigliato le gerarchie. Non è stato un talento così precoce, Palestra. Nell’Atalanta aveva esordito prima in Europa League che in serie A, il 14 dicembre di tre anni fa, a Sosnowiec contro il Rakow Czestochowa. Prima di toccare quota 16 partite con Gian Piero Gasperini ancora in panchina, anche 43 presenze e 3 reti in serie C, con la seconda squadra, l’Under 23. Per la Dea si tratta dell’ennesima plusvalenza.
Tra un bonus e l’altro, come cessione record quella di Palestra se la gioca con quella di Rasmus Hojlund, acquistato nell’estate 2022 dallo Sturm Graz per 17 milioni e rivenduto dopo una sola stagione al Manchester United per 70+10. Mancano solo gli ultimi dettagli e l’ufficialità dopo le visite mediche, ma siamo all’ennesima certezza per il movimento calcistico italiano: i prodotti fatti in casa, quando un mercato più ricco e competitivo s’intromette nelle trattative, nel Belpaese non ci restano a lungo.
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