tensioni con Spalletti, Vlahovic e mercato flop. Addio algoritmi, Elkann vuole Carnevali e torna all’antico

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Domani l’ufficialità dell’addio dell’amministratore delegato bianconero, che saluta dopo un anno fallimentare. A pesare le scelte di mercato sbagliate e la voglia di Elkann di rilanciare la Juve

Le strade di Damien Comolli e della Juventus si separano. Dopo il lungo confronto con la società, il dirigente francese nelle prossime ore rassegnerà le dimissioni dal ruolo di amministratore delegato della Vecchia Signora. Il futuro del club dovrebbe passare nelle mani dell’attuale ad del Sassuolo, Giovanni Carvenali, scelto da John Elkann per l’ennesima rivoluzione bianconera. Una rivoluzione che sa di ritorno al passato.

Juve, Comolli rassegna le dimissioni

Damien Comolli non sarà più l’amministratore delegato della Juventus. Arrivato a Torino il 4 giugno dello scorso anno e confermato appena qualche settimana fa, il dirigente francese avrebbe già lasciato il proprio incarico. Una decisione su cui manca di fatto solo l’ufficialità. Trovano, così, conferma le voci di uno strappo rincorsesi nelle ultime ore, con Comolli che avrebbe scelto di rompere gli indugi e porre fine alla sua avventura in bianconero dopo appena un anno.

I motivi dell’addio

A far saltare il banco, dopo la due giorni di confronto con la società, ci sarebbero le tensioni con Luciano Spalletti e i tanti errori di valutazione commessi sul mercato, nonostante l’importante budget messo a disposizione dalla proprietà nella stagione appena conclusa con il deludente sesto posto in classifica. La cosa certa è che se ne saprà di più nella giornata di domani, quando il CdA bianconero ha messo in agenda un consiglio straordinario per ufficializzare la separazione.

Il peso di Spalletti

Entrando nel dettaglio delle motivazioni dietro la separazione non si può non passare dalle frecciatine disseminate nel corso della stagione da Spalletti sul mercato. Basti pensare allo sfogo sul mancato arrivo di una prima punta a gennaio dopo la gara con il Lecce o alle nette prese di posizione in favore del rinnovo di Vlahovic del tecnico di Certaldo. Rinnovo che non è poi arrivato, costringendo la Juve a perdere l’ex Fiorentina a zero. Un’epilogo che ha irrigidito ulteriormente le posizioni e che, unito all’immobilità sul mercato di queste settimane con i vari Alisson e Bernardo Silva visti dissolversi come bolle di sapone al sole, ha accelerato l’ormai inevitabile epilogo.

Carnevali pronto a dire sì alla Juve

Nelle prossime sbarcherà a Torino Giovanni Comolli, che dopo 12 stagioni avrebbe già informato la famiglia Squinzi l’intenzione di accettare la corte bianconera. Dopo anni di ammiccamenti, John Elkann è pronto dunque ad affidarsi all’ormai ex ad del Sassuolo. L’idea del numero uno di Stellantis, che si sarebbe mosso in prima persona, è quella di rilanciare la Juve, renderla più italiana e riportarla a un modo di fare mercato più tradizionale, fatto di rapporti, osservatori e capacità di scovare il talento prima degli altri.

Elkann dice addio agli algoritmi

Come sottolineato da La Gazzetta dello Sport, la scelta è infatti dettata anche dalla volontà di mettere alla base del nuovo progetto l’esperienza di un uomo di calcio che ben conosce le dinamiche della Serie A. Ed è sufficiente fare un confronto tra i giocatori del Sassuolo e quelli della Juventus nell’ultima stagione per immaginare che Elkann possa averne già abbastanza di algoritmi, dati e statistiche. Da una parte, l’ex bianconero Muharemovic, Ismael Koné, Laurienté e Thorstvedt a fotografare la strategia vincente di Carnevali, dall’altra, i vari David, Openda, Zhegrova e Holm a bocciare miseramente quella di Comolli.

Nuova rivoluzione in vista?

E, attenzione, perché, come riportato da SkySport, non sono da escludere ulteriori ribaltoni. Oltre all’amministratore delegato, John Elkann sarebbe infatti pronto a cambiare altre figure dirigenziali. Provando a immaginare le prossime mosse, se da un lato la posizione del direttore sportivo Marco Ottolini dovrebbe essere quella più certa di una conferma, a rischiare maggiormente potrebbe essere il direttore tecnico, nonché figura molto vicina a Comolli, François Modesto. La nuova rivoluzione potrebbe essere appena cominciata.

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