De Bruyne e Lukaku: Mondiale e Napoli per tornare grandi

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Per entrambi la partenza di Conte è uno stimolo a restare in azzurro dopo una stagione segnata dagli infortuni

Sarebbe dovuta essere una stagione da favola, ma il libro di De Bruyne e Lukaku al Napoli è fermo, da mesi, alla prefazione. Del resto, avere o non avere i belgi in rosa può fare tutta la differenza del mondo. E, nell’immaginario comune, avrebbero dovuto e potuto essere i valori aggiunti per la squadra di Conte, se non fosse stato per gli infortuni. Lesione del retto femorale della coscia sinistra per Romelu, in ritiro, durante l’ultima amichevole a Castel Di Sangro, contro l’Olympiakos. E lesione del bicipite femorale della coscia destra per Kevin a fine ottobre, quando, dopo aver segnato dal dischetto nella gara casalinga contro l’Inter, l’ex City si è rannicchiato in una smorfia di dolore anziché esultare. Aspettative altissime nelle premesse, disattese da un tragico destino comune dettato dai guai fisici, che per due ultratrentenni come i belgi, Lukaku 33 anni e De Bruyne quasi 35, hanno significato perdere metà stagione, nel migliore dei casi. 

lunghi recuperi

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Romelu, rientrato prematuramente a Castel Volturno, ha spezzettato il recupero iniziato ad Anversa. Trovando anche scarso minutaggio al Napoli, dove Conte si era già stabilmente affidato alla nuova certezza offensiva chiamata Hojlund, e costata 50 milioni. Più agevole, ma altrettanto infruttuoso il recupero di De Bruyne che, diversamente dal connazionale, si è sottoposto ad intervento chirurgico, ha svolto tutta la riabilitazione in patria, rientrando a Napoli solo a riatletizzazione completa, dopo oltre quattro mesi di stop. Il centrocampista al suo primo anno in Serie A ha racimolato 1436 minuti, spalmati su 21 partite e condite da 5 gol e 4 assist. Decisamente peggiore lo score di Big Rom. Relegato in panchina per l’intera stagione, il centravanti ha giocato solo 102 minuti tra tutte le competizioni, eppure è riuscito a segnare un gol, che ha regalato al Napoli la vittoria contro il Verona. Chi più chi meno, sia De Bruyne che Lukaku avranno voglia di archiviare al più presto la stagione appena conclusa al Napoli. E, magari, di riscriverla partendo da una prefazione diversa. La consapevolezza di essere centrali nel nuovo progetto firmato Massimiliano Allegri potrebbe essere una delle discriminanti, il Mondiale giocato da protagonisti, il sogno comune per rilanciarsi come top player europei, altroché sul viale del tramonto come si vocifera da più parti. Il vero grande rammarico resta non aver potuto splendere insieme in azzurro, almeno per il momento. De Bruyne e Lukaku hanno condiviso in maglia Napoli solo 6 minuti in stagione, 12 se si considera il recupero, nella gara al Maradona contro il Torino. Era il 6 marzo scorso, quando Kevin è entrato in campo al 79’ e Romelu l’ha seguito all’84’. 

carriere parallele

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È strano, ma i due connazionali, praticamente coetanei, sempre a braccetto in nazionale fin da adolescenti, non hanno mai trovato in carriera una squadra pronta ad ospitarli contemporaneamente. Eppure nei 16 anni di Belgio, dal 2010, hanno dimostrato di poter essere in tandem, prolifici, impattanti, a tratti, straripanti. Una bella gatta da pelare per qualsiasi avversario: trovarsi di fronte, De Bruyne che serve Lukaku, mandandolo in porta a colpo sicuro è un’arma letale. Nelle 82 gare condivise con la maglia belga, 18 sono stati i gol a doppia firma: in tredici occasioni Kevin ha assistito Romelu e 5 volte all’inverso. Chissà che lo schema non possa concretizzarsi in azzurro nella prossima stagione. Oltre alla decisione di Allegri, a quella del club, alla volontà dei giocatori stessi, il vero oracolo sul futuro sarà il prossimo Mondiale negli Stati Uniti. L’alchimia in campo, si traduce in stima reciproca fuori. Quando Lukaku si è trovato imbrigliato nella questione diplomatica con Antonio Conte, all’epoca della pausa nazionali di marzo, De Bruyne è stato l’unico compagno di squadra a difenderlo: “C’è sempre molto rumore intorno a Napoli. Se succede qualcosa, viene amplificato. Non conosco i dettagli, ma la situazione non è buona per Rom. Spero solo che torni prima possibile”. Ammirazione che ha espresso anche recentemente, dal tour pre Mondiale. Nel post gara contro la Croazia, Kevin ha speso parole al miele per il compagno di squadra: “La cosa più importante per Lukaku ora è giocare. Avrà sempre le sue qualità e segnerà sempre. Deve migliorare la sua condizione fisica, lo sa anche lui. E allora sarà sempre pericoloso”. Insomma, il ritiro del Belgio, si è rivelato fucina di dichiarazioni forti. Il centrocampista si è tolto qualche sassolino dalla scarpa dopo l’addio di Conte: “Sono contento che il mister sia andato via. Non ho mai giocato nel mio ruolo…”. Il centravanti invece, sempre dopo il congedo del suo ex mentore, ha provato a ricucire col Napoli: “Il mio amore resta immutato. Ho un altro anno di contratto, nella mia mente sono un giocatore del Napoli. Col club non c’è alcun problema”. Il piano di De Bruyne e Lukaku è scritto, non resta che collaudarlo negli Usa e, magari, riproporlo in azzurro. Ma, tra il dire e il fare, c’è di mezzo il Mondiale.



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