Massimo Mauro alla Milano Football Week: “Italia, devi ripartire da Mancini”

ALL calcio
7 Min Read

Alla Milano Football Week l’intervento dell’ex difensore ora opinionista: “Bisogna intervenire sul movimento a livello strutturale. Il Mondiale? Brasile favorito”

Oscar Maresca

Mancano quattro giorni all’inizio del Mondiale, il conto alla rovescia è partito. La Nazionale non ci sarà, ma tre allenatori italiani proveranno a farsi strada nella competizione: Ancelotti con il Brasile, Montella con la Turchia e Cannavaro alla guida dell’Uzbekistan. “È un torneo complicato, serve capire i giocatori come arrivano. Il Brasile è favorito, Carlo è l’allenatore migliore al mondo. Ma attenzione alla Spagna, anche la Francia però ha un centrocampo e un attacco clamoroso”. A fare le carte al Mondiale è Massimo Mauro, ex difensore – tra le altre – di Juventus e Napoli, oggi opinionista sportivo. Ospite alla Milano Football Week, l’evento firmato La Gazzetta dello Sport in programma a City Life fino al 14 giugno, ha analizzato la situazione dell’Italia: tra il nuovo commissario tecnico da scegliere e le prossime elezioni per il ruolo di presidente della Figc. “Spero che la panchina sia affidata a Roberto Mancini, non può che essere lui il prossimo ct – ha ammesso Mauro -. È l’ultimo allenatore ad aver vinto e sa come si fa. Purtroppo a Spalletti e Gattuso è andata male. Senza Vialli sarebbe diverso, ma vedrei bene Mancini per ripartire”. Su chi guiderà la Figc ha aggiunto: “Malagò è l’uomo giusto. Il nuovo presidente deve accordarsi con i club di Serie A per consentire al ct di gestire meglio il lavoro con i giocatori. Puoi avere un buon gruppo, ma una squadra deve allenarsi per fare bene. È avvilente pensare che un bambino non possa tifare gli azzurri al Mondiale per la terza volta di fila”. 

il sistema calcio

—  

Massimo Mauro è uno dei tanti ospiti che incontrerà il pubblico sul palco di City Life durante la Milano Football Week. Oggi, alle 17, il programma del talk prosegue con Beppe Bergomi. Per l’ex difensore di Juventus e Napoli serve ripensare il sistema calcio partendo dai più piccoli: “I bambini non si sbucciano più le ginocchia, il calcio non è uno sport perfetto. È voglia di sopraffare l’avversario, evitare i gol, segnare. I ragazzi di oggi hanno tutto pronto, ecco perché la qualità è calata. A loro va chiesto di rischiare per diventare bravi. Oppure dovremmo accontentarci di questi risultati”. La sfida decisiva persa con la Bosnia è una ferita ancora aperta: “Le partite in cui sei favorito e devi vincere sono difficili da giocare. Si è detto che i nostri calciatori contro la Bosnia non hanno avuto il cuore. La verità è che non hanno avuto testa e piedi. Gli avversari sono stati più bravi”. 

i fenomeni cr7 e messi

—  

Gli eterni Cristiano Ronaldo e Messi giocheranno il loro sesto Mondiale: “Cristiano non invecchia mai, nel calcio di oggi è ancora indispensabile – ha ammesso Mauro -. Leo in campo può permettersi di passeggiare perché l’Argentina è forte. Se lui fa un buon Mondiale, anche l’Albiceleste è tra le favorite”. Qualche tempo fa, Guardiola ha detto che Messi è meglio di Maradona. L’ex difensore classe ’62 con Diego in azzurro ci ha giocato: “Messi non può giocare con un centravanti, Maradona invece lo ha sempre fatto. Adesso uno come Diego segnerebbe 40/50 gol a stagione”. Tra Udinese e Juventus, Mauro ha condiviso il campo con altre due leggende: Zico e Platini. “Zico è stato il compagno di squadra più importante che abbia avuto in carriera. Con lui ho capito quanto fosse fondamentale allenarsi insieme a un campione. Mi rimproverava in continuazione. Era un giocatore pazzesco, aveva gli occhi dietro le spalle. Teneva la palla il necessario, una cosa che accomunava anche Platini e Maradona era la generosità che avevano in campo”. 

milan e juve fuori dalla champions

—  

Massimo Mauro si è anche soffermato sull’esclusione dalla Champions di Milan e Juventus: “Gli imprenditori capaci si sono sempre fatti aiutare da uomini di calcio. Guarda caso entrambe le squadre, con un calendario favorevole ma con problemi di incompatibilità quotidiana tra i dirigenti, non sono andate in Champions. La responsabilità è dei calciatori, sia chiaro. Pensiamo però a uno come Maldini: è una follia che non sia nel calcio. Nato al Milan, tifoso del Milan, bandiera del club. Un dirigente come lui, lo vedrei bene ovunque”. L’estate è anche calciomercato. Un giovane italiano che sta facendo bene, di proprietà dell’Atalanta e finito nel mirino dei top club europei e pure dell’Inter, è Marco Palestra: “Appena c’è un ragazzo che in Serie A gioca bene vale 50 milioni. Ha talento, un grande futuro davanti a sé, ma è un esterno. Non un bomber con il compito di fare gol. Una società forte deve saper scegliere i giocatori su cui puntare”.

platini e maradona

—  

Massimo Mauro ha vinto uno scudetto con la Juventus (85/86) e uno con il Napoli (89/90): “Sono partito dal Catanzaro, ho vinto con la maglia della mia città giocando insieme al mio idolo Palanca. In bianconero con Platini ho conquistato pure la Coppa Intercontinentale nel 1985. Michel era intelligenza e furbizia applicata al calcio. Diego invece se ti trovavi nei guai durante la partita, era il primo a disposizione per ricevere il pallone. Il giocatore più forte di tutti a completa disposizione dei compagni. Era un genio, in campo e fuori”.



Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *