Il Mondiale che sta per cominciare non vedrà protagonista la Nazionale, esclusa per la terza volta consecutiva dalla manifestazione, ma l’Italia sarà comunque presente. Oltre ai tre ct in campo – Carlo Ancelotti con il Brasile, Vincenzo Montella con la Turchia e Fabio Cannavaro sulla panchina dell’Uzbekistan – il tricolore sarà rappresentato anche da Kappa, brand italiano che sarà sponsor tecnico della Tunisia. Un binomio, quella tra Kappa e il mondo dello sport, storico e che va dalla maglia Kombat – la prima elasticizzata – passando per lo sci, il rugby, la vela e diverse altre discipline, fino allo sviluppo di una scarpa da calcio con la collaborazione dei giocatori stessi. E che vedrà Kappa impegnata anche nel mondo dei motori con lo sbarco alla 24 Ore di Le Mans, tempio della velocità, con una linea in edizione speciale dedicata proprio alla corsa. Ma Kappa non è solo sport come dimostra il Kappa FuturFestival, tra le prime dieci rassegne di musica elettronica al mondo, e anche il lancio della “Taverna futurista”, primo ristorante d’autore all’interno del festival stesso. Che “coinvolge anche aree non centrali – spiega Maurizio “Juni” Vitale, figlio del fondatore del brand e founder del Kappa FuturFestival -. Inizialmente avevo immaginato di fare 3 giorni di festa a Superga, poi con Marco Boglione, decidemmo di realizzare un festival diurno, che era un po’ il mio sogno. Così nacque Kappa FuturFestival, con un concetto innovativo e che permetteva di avere più ore a disposizione. Siamo cresciuti e abbiamo dato soddisfazione a tutti, compresa Kappa che è nostro sponsor da sempre. Non esiste nei primi 100 festival al mondo uno che abbia una partnership nella titolazione. Quasi che oggi tutti lo chiamano solo Kappa. Un festival attento alla sostenibilità, fonti energetiche alimentata da energia alternativa e pannelli solari. L’obiettivo è di arrivare a 90.000 ticket venduti”.
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