Rangnick-Milan, si decide. In 7 giorni risposta all’Austria

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A Vienna prima del match con la Tunisia il tecnico glissa (“Non confermo, non smentisco”). In verità è molto colpito dalla proposta di Cardinale. In settimana previsto un nuovo contatto coi vertici milanisti. Poi la firma con la Federazione o…




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I pensieri si nascondono dietro gli occhiali da professore. Ralf Rangnick in questi giorni ha scelto un sano catenaccio diplomatico: nelle dichiarazioni, è prudentissimo. Comprensibile, visto il momento. E allora, è il caso di distinguere tra parole e sentimenti. A parole, RR non ha dato indizi sui contatti con il Milan: “Non confermerò né smentirò – ha detto nella conferenza stampa di vigilia dell’amichevole con la Tunisia -. Il mio interlocutore ora è solo la federazione austriaca, non c’è altro da dire”. I giornalisti, nella sala stampa del centro federale, hanno annuito: loro pensano che Rangnick resterà. Il clima, per questo, nella Coverciano viennese era rilassato, con gli amici di Alaba in visita e la presentazione della canzone che accompagnerà la nazionale negli Stati Uniti (molto rock, un po’ trash, ma con un suo perché). La realtà però è un po’ differente. Il coach è molto colpito dalla proposta del Milan e la sta valutando seriamente. Di più, in settimana è previsto un nuovo contatto con Gerry Cardinale, Massimo Calvelli e Zlatan Ibrahimovic, dopo l’incontro di martedì a Vienna. Quanto alla federazione austriaca, Rangnick non mente: ha sul tavolo una proposta per continuare ad allenare l’Austria e la novità di queste ore è che abbiamo una scadenza. In sette, dieci giorni al massimo, darà una risposta alla Österreichischer Fussball-Bund: non vuole cominciare il Mondiale da allenatore in bilico. Dentro o fuori… e il Milan osserva da spettatore interessato. 

RANGNICK-MILAN, COSA SUCCEDE

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Rangnick ha due vie chiare: tirare dritto o cambiare vita. Proseguire significa accettare la proposta della federazione austriaca, che francamente per lui ha fatto tutto il possibile. Ha convinto alcuni sponsor a partecipare all’ingaggio da commissario tecnico, che raddoppierebbe: dal milione attuale ai 2 milioni netti a stagione del prossimo biennio. C’è un Mondiale da giocare a giorni? Fa nulla, la federazione è pronta a impegnarsi prima dell’inizio. Sta a Rangnick decidere, e ci vorrà qualche giorno. “Qui è amatissimo – dice Rainer Bortenschlager, giornalista di Kronen Zeitung -. Secondo me la squadra è più forte di due anni fa, non ha infortuni importanti e al Mondiale può sorprendere”. Il cambiamento invece è il Milan. RedBird ha chiamato Rangnick per parlare di un ruolo da capo dell’area sportiva – non da allenatore, a differenza di quanto accadde nel 2020 – e in questi giorni ha fatto nuovi colloqui. È una partita a poker perché sia il Milan sia Rangnick hanno altre soluzioni e RedBird deve decidere se affidarsi a un capo dell’area sportiva che per un mese sarà impegnato al Mondiale. 

LA DIFFERENZA COL BAYERN

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Una domanda in questi giorni si è rincorsa: come può Rangnick accettare il Milan se ad aprile 2024 ha detto no ai 10 milioni netti a stagione del Bayern? Una risposta c’è. Intanto, per il ruolo: il Bayern gli chiedeva di allenare e decidere su giovanili e scouting. Al Milan invece non allenerebbe. Poi per i tempi: due anni fa, il lavoro con l’Austria era agli inizi e Rangnick preferiva vivere quell’avventura, piuttosto che sedersi in panchina ogni tre giorni. Ora il ciclo dell’Austria è compiuto – lo sarà tra un mese e mezzo – e un cambiamento sarebbe più logico. Per questo, da sei mesi riflette sul rinnovo senza accettarlo.

SOLO MILAN: NESSUN ALTRO CLUB

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 La chiave probabilmente sarà capire se il Milan gli darà autonomia nelle decisioni e budget per il suo piano. “Il coach ha bisogno di solide competenze all’interno del club per esprimere pienamente il suo potenziale”, dice Alois Tschida, che segue l’Austria per l’agenzia APA. Rangnick è così, non è un dittatore ma un leader razionale: accetta solo progetti in cui ha margini di manovra per realizzare le sue idee. E le sue idee non sono mai conservative: nel panorama italiano, molto ingessato, sarebbe un uomo del cambiamento. La logica dice che la convivenza con Ibrahimovic è uno dei grandi temi sul tavolo. Rangnick nel 2020 immaginava un Milan senza Ibra ma oggi il punto è capire se potrebbero lavorare insieme, prendendo le decisioni con Cardinale e Calvelli. La certezza è che non ci sono trattative concrete con altri club. Rangnick ha detto no al Borussia Dortmund a gennaio 2025 e a un club turco più recentemente. Oggi il suo futuro è tra Vienna e Milano, tra la nazionale austriaca e il Milan. Il passato dice che l’uomo è attratto dalle sfide, dai contesti in cui bisogna cambiare per entrare in una nuova dimensione. E quale sia la sfida più forte, tra Austria e Milan, non c’è nemmeno bisogno di scriverlo.



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