– MILANO, 27 MAG – “In Europa le pressioni sono altissime. In
Italia, dove ho trascorso moltissimo tempo, il calcio non è solo
essere tifosi, è una vera e propria religione. Quando le cose
vanno bene cantano tutti, ma quando vanno male devi essere
forte, sia mentalmente che come persona”: Zlatan Ibrahimovic,
consigliere di RedBird nel Milan, in un’intervista a Fox Sport
realizzata prima della sconfitta contro il Cagliari e del
fallimento della stagione rossonera, spiega il valore del calcio
italiano per i tifosi. “Se giochi per la loro squadra, qualunque
essa sia, il club è più importante della loro stessa famiglia.
Questo succede perché le persone nascono già milaniste,
juventine o interiste. Tu stai giocando in una squadra che
appartiene a loro. Ci sono state situazioni – racconta Ibra – in
cui diecimila persone ci aspettavano fuori dai cancelli
dell’allenamento. Arrivi con l’auto e iniziano a colpirti la
vettura, quindi se hai una bella macchina è meglio sapere bene
con quale mezzo presentarsi. A volte venivamo al campo con auto
di basso profilo, così potevano prenderle a calci
tranquillamente. Potete solo immaginare la pressione,
l’intensità e il calore dei tifosi. Ma succede l’esatto
contrario quando le cose vanno bene: ti fanno volare, anche se
devi mantenere un equilibrio costante perché quando voli rischi
di rilassarti troppo”.
E Ibrahimovic ora ha nelle mani il
futuro del Milan perché sarà lui con Gerry Cardinale a scegliere
il prossimo allenatore e direttore sportivo dopo la rivoluzione
e i licenziamenti di tecnico e dirigenti.
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