Sono le prime mosse dopo la certezza di giocare almeno l’Europa League, poi il club si muoverà per i rinforzi italiani
Al Como non si perde tempo. Mentre Fabregas in campo prepara i ragazzi all’ultima fatica, la trasferta a Cremona di domenica che potrebbe valere la Champions, il ds Ludi alla scrivania lavora alacremente al mercato. Sebbene nella sua agenda siano finiti profili italiani come impongono le liste Uefa – tra i nomi anche quelli di Cambiaso, Cambiaghi e Parisi – la linea verde spagnola è sempre la preferita. Nella continuità dell’identità tecnico-tattica e culturale del club. A partire da Cesc e la maggior parte del suo staff, negli ultimi due anni e mezzo sul lago si è insediata infatti una nutrita colonia iberica. Ci sono i senatori, Sergi Roberto, Morata, Moreno a fare da chioccia a giovani talenti come Rodriguez, Ramon, Valle, senza contare inoltre che Paz e Diao hanno scelto Argentina e Senegal come patria calcistica ma sono cresciuti in Spagna. Il prossimo ritiro a Mozzate vedrà comparire altri due genietti sfornati dalla Liga: si tratta del centravanti Ivan Azon e del difensore centrale Andres Cuenca.
chi si rivede
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Azon è un ritorno più che gradito. Cresciuto nel settore giovanile del Saragozza, nel febbraio 2025 il Como lo ha acquistato a titolo definitivo per 2 milioni di euro. Veniva da un infortunio fastidioso, una lesione muscolare al polpaccio, e così il club ha deciso di portarlo in Italia per seguirne da vicino il recupero, tanto ci credeva. Nello scorso precampionato si era messo in luce con un paio di gol nella Como Cup. Ma l’arrivo di Morata ne vedeva diminuire le possibilità di trovare un suo spazio e così, a dispetto del parere di Fabregas che avrebbe voluto tenerlo, il classe 2002 aragonese aveva preferito andarsi a giocare le sue carte nella seconda divisione inglese. Scelta azzeccata. L’Ipswich Town si è rivelato una palestra fondamentale per la sua crescita, dove ha saputo confrontarsi con i ritmi forsennati e l’estrema fisicità del calcio d’oltremanica. Azon rientra in riva al lago con un bottino di tutto rispetto: 40 partite fra Championship e FA Cup, di cui la metà giocate da titolare, con 5 gol e 4 assist. E la soddisfazione di avere recitato un ruolo da protagonista nel ritorno del club in Premier. Fabregas lo aspetta a braccia aperte, sapendo di poter contare su un attaccante moderno, capace di fare il centravanti ma anche l’esterno. L’interrogativo su Morata è d’obbligo dopo una stagione flop, e in rosa nel ruolo c’è solo Douvikas.
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talento
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Tante le aspettative anche per Andres Cuenca, difensore centrale classe 2007 di scuola Barcellona, che nell’ottobre 2004 ha debuttato in prima squadra nel corso del match di Champions contro lo Young Boys. Un gioiellino che la dirigenza del Como era riuscita a bloccare strategicamente già durante lo scorso mercato invernale. Il giovanissimo centrale è stato direttamente girato in prestito al Gijon per farsi le ossa nella seconda divisione spagnola. Un infortunio muscolare lo ha costretto a stare fuori da febbraio fino agli inizi di aprile, ma non appena guarito ha trovato subito posto, sempre titolare nelle ultime cinque partite di campionato. Come Ramon, Cuenca rappresenta il prototipo del calciatore moderno cresciuto nel culto del controllo orientato e della visione di gioco periferica che tanto piace a Fabregas. Pur essendo molto giovane, possiede grande personalità nella gestione della palla dal basso e ottima capacità di verticalizzare improvvisamente e di resistere alla pressione avversaria nello stretto. Anche in quel ruolo la concorrenza non è tanta: Diego Carlos è in prestito secco dal Fenerbahce, Kempf piace al Bologna e Goldaniga ha giocato 14 minuti in campionato.

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