Cobolli Gigli: “Nella Juventus gerarchie sconfessate e tanti equivoci” – Calcio

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“Spalletti aveva messo in piedi un
lavoro dignitoso che si è perso però ieri, in una partita in cui
la Juve è mancata di grinta e determinazione. Ci sono dei
problemi nella Juve: c’è una classe dirigente che non appare
come dovrebbe apparire. Spalletti non deve parlare con Elkann,
ma con l’ad e con il presidente della Juve. Sennò tutte le
gerarchie vengono sconfessate. Questo è uno degli equivoci più
grossi all’interno della Juve”. Così Giovanni Cobolli Gigli, ex
presidente della Juventus, ospite di Radio Anch’io Sport (Rai
Radio 1), ha fotografato i problemi in casa bianconera, dopo la
sconfitta contro la Fiorentina che rischia seriamente di
compromettere l’accesso alla prossima Champions.

   
“Tutti guardano ad Elkann e all’interno non si sente
l’autorevolezza dei dirigenti. La Juve andrebbe rimodellata in
primo luogo nella struttura societaria – ha aggiunto l’ex
dirigente -. Una società quotata in Borsa deve avere una
struttura che si fa sentire. L’unica persona che riconosco come
tifoso è Chiellini, tutti gli altri non lo so. Per me Comolli
(l’ad bianconero, ndr) non esiste: non si è mai visto, non ha
mai detto niente. L’ho visto solo in tribuna a Lecce con la
moglie accanto. Ma cosa ci faceva la moglie accanto a Comolli,
che guardava una partita come ad e non come tifoso? Sono cose
che non vanno bene”.

   
Quanto alle responsabilità di John Elkann, “ha talmente tante
cose da fare che non può occuparsi in maniera continuativa della
Juventus. Non può fare sempre il papà quando le cose funzionano.

   
Deve mettere dei dirigenti nel cda e nella società che si
assumano responsabilità prendendo loro decisioni”.

   

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