Davide Ancelotti, intervista .”Il Mondiale con papà e poi magari il Milan”

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Il figlio di Carlo, suo assistente nel Brasile: “Tra caldo, palle inattive e Neymar, così prepariamo il Mondiale. Il mio primo ricordo? Usa 94 al bar del paese. Ronaldo quando vinse il Pallone d’oro si concesse un flute di Champagne, poi però…”

Marco Guidi

Giornalista

Ieri il Brasile ha annunciato l’elenco dei 55 pre-convocati per il Mondiale. Sì, Neymar c’è. “Se è in questa lista è perché la sua condizione fisica sta migliorando. Poi da qui al 18 maggio faremo la scrematura fino ai 26 che verranno negli Stati Uniti”, spiega Davide Ancelotti, figlio di Carlo, ct della Seleçao, ieri ospite alla Tripletta, il podcast della Gazzetta. Da marzo è diventato vice del padre, che accompagnerà nell’avventura in estate, dopo aver provato la sua prima panchina “in solitaria” da allenatore al Botafogo. “Un’esperienza che mi ha formato e mi ha reso più forte”, continua Davide. Il Mondiale con papà e poi… “E poi spero in un club che mi intrighi. Qualche proposta sul tavolo c’è, io vorrei decidere già prima del torneo di giugno, ma vediamo”. 

Intanto c’è da rialzare una nazionale che è pentacampione, ma non vince dal 2002.

“Noi pensiamo che fuori dall’Italia non ci sia la cultura del competere a ogni costo, ma la passione che ho visto in Brasile, per la Seleçao ma anche al Botafogo che ho allenato, è incredibile. Tutti vogliono vincere e quando vedi la maglia verdeoro non puoi non sentire una grande responsabilità”. 

epa12237988 Coach Davide Ancelotti (R) poses with Botafogo president John Textor during his presentation as the new coach of the Brazilian team at the Nilton Santos stadium in Rio de Janeiro, Brazil, 14 July 2025.  EPA/Antonio Lacerda

Diciamo che Carlo è uno abituato alla pressione. 

“Beh, chi fa questo lavoro ama averla addosso, anzi hai la fortuna di averla addosso. E se sei stato allenatore di squadre come Juventus, Milan, Real Madrid, Psg, Bayern, Napoli ci hai già convissuto parecchio”. 

Come preparerete il Mondiale? 

“Il caldo sarà un fattore da non sottovalutare, così come la strada che sta prendendo il calcio moderno. Credo saranno importanti la disciplina nella fase difensiva e le palle inattive. Dal nostro punto di vista, dovremo poi rispettare i valori di un paese come il Brasile che ha nell’allegria e nell’umiltà caratteristiche non solo in campo, ma nella vita”. 

A proposito, anche per lei il Mondiale è il primo ricordo calcistico da bambino? 

“Usa 94 al bar del paese. Papà era in America con l’Italia di Sacchi, ma io ero troppo piccolo e giustamente non andai”.

“Sì, già alla Reggiana e al Parma andavo spesso al campo. Ricordo con piacere Gigi Buffon, che aveva la pazienza di giocare un po’ con me. Sarà per quello che da bambino volevo fare il portiere (ride ndr)”. 

Invece il piccolo Davide diventerà poi calciatore.

“Centrocampista come papà, che mi fece pure giocare qualche minuto in amichevole con il Milan contro la Dinamo Kiev. Fu la prima partita di Pato in maglia rossonera e mi presi un cazziatone da Valerio Fiori per un retropassaggio suicida che lo costrinse a uscire dalla porta (ride ndr)”. 

RIO DE JANEIRO, BRAZIL - AUGUST 30: Head coach of Botafogo Davide Ancelotti gives directions to his players during the match between Botafogo and Bragantino as part of Brasileirao 2025 at Estadio Olimpico Nilton Santos on August 30, 2025 in Rio de Janeiro, Brazil. (Photo by Lucas Figueiredo/Getty Images)

Milanista in campo e milanista nella vita? 

“Prima di intraprendere questa carriera moltissimo. Non ho vergogna a dire che da tifoso piansi a Yokohama dopo la sconfitta con il Boca”. 

Lo allenerebbe il Milan come suo padre? 

“Certo, e mi sento anche pronto per farlo”. 

Un passo indietro: è vero che da bimbo papà cronometrava quanto ci metteva a indossare il pigiama? 

“Vero. Era uno stratagemma da grande allenatore, crearmi una sfida con me stesso per farmi andare a nanna. In fondo con i calciatori, sempre molto competitivi, funziona allo stesso modo”. 

È il segreto dei campioni? 

“Penso di sì. Anche se poi a volte si esagera. Ricordo, per esempio, che al Real Madrid due giocatori di cui non farò il nzome si affrontarono a badminton alle 4 del mattino di ritorno da una trasferta perché se l’erano promessa. O che dovemmo togliere il campetto da calcio-tennis perché le sfide erano troppo accese”. 

Cristiano Ronaldo è uno dei giocatori più competitivi della storia. È davvero così perfezionista? 

“Assolutamente, ha un’etica del lavoro unica. Quando nel 2014 vinse il Pallone d’oro. Cristiano si concesse una flute di champagne per festeggiare. Bene, al primo allenamento utile chiese una sessione extra per smaltirla”. 

Quando nel 2014 vinse il Pallone d’oro, Cristiano si concesse una flute di champagne. Al primo allenamento utile chiese una sessione extra per smaltirla

Davide Ancelotti

Al Real Madrid è rimasta celebre l’immagine di lei col foglietto dei rigoristi prima delle sfide con Manchester City e Atletico. 

“L’ossessione mi è rimasta dalla sconfitta di papà a Istanbul con il Liverpool. A parte gli scherzi, io sono convinto che quella dei rigori non sia una lotteria, ma una specialità che va allenata. Anche perché – con cinque cambi più uno ai supplementari – chi va a calciare difficilmente è uno dei tiratori abituali. Per dire, al Real segnarono penalty decisivi Rudiger e Nacho. Non erano specialisti, ma avevano due p…. così”. 

SAO PAULO, BRAZIL - NOVEMBER 30:Davide Ancelotti, head coach of Botafogo gestures during a Brasileirao 2025 match between Corinthians and Botafogo at Neo Quimica Arena on November 30, 2025 in Sao Paulo, Brazil.  (Photo by Alexandre Schneider/Getty Images)

Il miglior rigorista calcia per…? 

“Primo, senza alcun dubbio”. 

L’avversario che ha lasciato a bocca aperta lei e suo padre?

“Mbappé quando giocammo col Real contro il Psg nel 2022. Ci siamo guardati e ci siamo detti ‘Ma che giocatore è questo?’. Impressionante”. 

Il centrocampista più forte mai allenato? Il centrocampista più forte mai allenato? 

“Kroos. Ma anche Modric, di cui ho un bell’aneddoto: giocava sempre con delle calze che metteva sotto ai calzettoni del Real. Un giorno in casa del Rayo il magazziniere, che per lui era un fratello, si dimenticò di portarle. Apriti cielo, Luka era una furia. A proposito di giocatori perfezionisti”. 

Vi ha chiamato prima di firmare per il Milan? 

“Nel calcio è normale. Così come Xabi Alonso prima di raccogliere l’eredità di Ancelotti al Real”. 

NAPLES, ITALY - OCTOBER 19: Carlo Ancelotti coach of SSC Napoli and his son Davide Ancelotti assistant coach of SSC Napoli during the Serie A match between SSC Napoli and Hellas Verona at Stadio San Paolo on October 19, 2019 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Papà Carlo è più severo con lei o con i calciatori? “Senz’altro con i giocatori”. 

È solo un gestore di campioni? 

“Assolutamente no. Si è aggiornato in tutti questi anni, cambiando molto”. 

Dicono sia pure molto fortunato a carte. 

“In realtà è bravo a bluffare e vince per quello”.



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