due richieste ai Friedkin, avrà più potere che all’Atalanta

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Dopo il licenziamento del “nemico” interno il tecnico rilancia e punta a rendere la sua posizione assolutamente centrale nel progetto giallorosso 

Gian Piero Gasperini punta ad essere più di un allenatore per la Roma, vuole diventare il centro assoluto del progetto giallorosso, accumulando un potere superiore a quello che aveva all’Atalanta: dopo la testa di Claudio Ranieri, il tecnico di Grugliasco ha fatto altre due richieste ai Friedkin.

Gasperini “dictator” della Roma

Nell’antica Roma esisteva il “dictator”, magistrato straordinario alla quale il Senato affidava il potere assoluto nei momenti di emergenza o di particolare importanza, nei quali la Res Publica aveva bisogno di una guida ferma e risoluta. Beh, a quella figura sembra essersi ispirato Gian Piero Gasperini nelle richieste avanzate alla proprietà della Roma in vista della prossima stagione.

Dopo il licenziamento di Claudio Ranieri, di fatto voluto dal Gasp dopo lo scontro sulle strategie di mercato avvenuto davanti ai microfoni dei giornalisti, il tecnico di Grugliasco ha avanzato altre due richieste ai Friedkin che, di fatto, lo renderebbero più di un allenatore per la Roma.

Le richieste di Gasp: il nuovo d.s.

La prima, è ormai nota, è la rimozione di Ricky Massara, il d.s. attaccato per tutta la stagione da Gasperini e difeso da Ranieri: la Roma si sarebbe già mossa per cercare il sostituto – si parla di un contatto con Giovanni Manna del Napoli – ma secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport il candidato al ruolo di nuovo direttore sportivo dovrà di fatto essere approvato da Gasperini. Il tecnico vuole un dirigente con cui lavorare in totale sintonia e che accolga le sue indicazioni sui nomi dei giocatori da prendere nella prossima campagna acquisti.

Il dirigente amico: Totti in pole

La seconda richiesta, invece, riguarda la nomina di un dirigente che faccia da raccordo con la proprietà, di fatto il ruolo ricoperto in precedenza da Ranieri: anche qui Gasperini vuole avere l’ultima parola, ma le parti potrebbero essere d’accordo sul nome di Francesco Totti, personaggio con cui l’allenatore ha già parlato del futuro della Roma e che stima.

Più potere che all’Atalanta

Se i Friedkin dovessero accontentare in pieno Gasperini, l’allenatore si ritroverebbe di fatto con in mano un potere decisionale addirittura maggiore di quello che aveva quando lavorava all’Atalanta. Nel club bergamasco l’opinione di Gasperini era sì ritenuta importante, ma le scelte strategiche in materia sportiva venivano prese dai dirigenti. Erano i Percassi e il d.s. (prima Giovanni Sartori, poi Tony D’Amico) a decidere ad esempio quali giocatori cedere per realizzare le plusvalenze o a individuare i giocatori da acquistare, seguendo ovviamente le indicazioni date dall’allenatore. Non a caso anche in casa bergamasca, nonostante una sintonia di fondo, si sono verificati nel corso degli anni dei dissidi tra Gasp e la dirigenza.

Ma l’Atalanta, soprattutto nei primi anni di convivenza, non ha mai posto all’allenatore la qualificazione Champions come obiettivo minimo. Cosa che invece la Roma potrebbe fare se Gasperini si trasformasse nel suo “dictator”.

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