Con l’ultimo trionfo la squadra di Chivu si porta a +2 sul Milan, ancora a caccia della seconda stella. Una volata che dura dal 1908
Madonnina, quanti scudetti! Milano continua la collezione, arriva a 40 titoli. L’Inter è campione d’Italia per la 21ª volta, nello speciale derby stacca il Milan, a quota 19. I nerazzurri, sotto la guida di Chivu, allungano il vantaggio in città, in una volata che dura dal 1908, cioè dalla fondazione del club ora detentore. È un lungo testa a testa, spesso caratterizzato da strappi, cicli d’oro, a fasi alterne per tutto il Novecento e negli anni più recenti. Nel gran premio di Milano l’Inter sfoggia due stelle. Il Milan ha dovuto sudare sette camicie per conquistare la prima: ha un motivo in più per ritentare l’assalto al tricolore, I nerazzurri hanno conquistato tre degli ultimi sei scudetti e sono riusciti a sorpassare i rossoneri nel 2021 con Conte e hanno poi allungato il distacco nel 2024 con Inzaghi e adesso con Chivu .
partenze sprint
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Il testa a testa è cominciato con il Milan, fondato da Kilpin nel 1899, capace di aggiudicarsi tre campionati nel 1901, 1906 e 1907. Appena nata, l’Inter parte benissimo e si laurea campione nel 1910. Attenzione, gli anni di chiusura delle decadi portano fortuna ai nerazzurri, che fanno il bis nel 1920, il tris nel 1930 con Meazza e arrivano a cinque nel 1940, con il successo che vale il primo allungo sui rivali cittadini. Il Diavolo rompe una astinenza che durava da 44 anni nel 1951, quando dilagano con il trio svedese Gren-Nordahl-Liedholm.

L’Inter non resta a guardare e nel 1953 e 1954, spinta dai gol di Nyers, Skoglund e Lorenzi, resta al comando nella classifica dei titoli per 7-4. I rossoneri si producono in uno scatto prodigioso e dal 1955 al 1962 arricchiscono la bacheca con quattro tricolori. E’ una Milano che incarna la ripresa dell’Italia, che vive in pieno il miracolo economico: la metropoli del Nord primeggia in tutti i campi, nel calcio tiene testa alla Juventus della famiglia Agnelli. Vengono alla ribalta sportiva dinastie come i Moratti e i Rizzoli, che portano i rispettivi club all’avanguardia. Non a caso le due società milanesi sono state le prime italiane a imporsi in Europa, nella Coppa dei Campioni.

tecnici top
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I titoli continentali portano la firma di grandissimi allenatori come Rocco ed Herrera. Forti all’estero, potenti anche in Italia. L’Inter compie il controsorpasso sui rossoneri e nel 1966 si fregia della prima stella. Il Milan resiste, perde un titolo rimontato proprio dall’Inter nel 1971, soltanto nel 1979 rompe l’incantesimo e centra il decimo scudetto con Nils Liedholm in panchina, con il canto del cigno di Gianni Rivera. Il colpo di coda nel 1980, altra decade…, vale all’Inter il 12-10. Poi entra in scena Silvio Berlusconi, che riporta il nostro football su una dimensione sovranazionale. Nel 1988 il suo Milan, con il profeta Sacchi, è di nuovo tricolore, nei due anni successivi è sul tetto d’Europa e del mondo. L’Inter di Pellegrini risponde nel 1989 con lo scudetto dei record, quindi il Diavolo prende il sopravvento: dal 1991 al 2003 domina la A in sei occasioni: quattro con Capello alla guida, poi con Zaccheroni e Ancelotti.
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filotto
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Dopo la bufera di Calciopoli, l’Inter riprende slancio e realizza un filotto di cinque scudetti, tre con Mancini e due con Mourinho: supera il Milan 18-17. Sono le stagioni più felici della gestione di Massimo Moratti, l’apice è il Triplete del 2010. L’anno dopo i rossoneri regalano, con Allegri, l’ultimo tricolore a Berlusconi. Dal 2011 al 2021 Milano soffre il più lungo digiuno di tricolori nel Dopoguerra, sovrastata dallo strapotere della Juventus. Un ex bianconero, Conte, riporta lo scudetto all’Inter, il Diavolo pareggia i conti con Pioli, 19-19, nel 2022, quindi c’è l’ultima fuga interista, con Inzaghi e Chivu. Adesso i patron dei club sono stranieri, tocca a loro impegnarsi allo sprint. La corsa è dura, ma appassionante: prepariamoci ad altre avvincenti puntate, sempre sotto la Madonnina.
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