Fa discutere la decisione della squadra biancoceleste di far calciare il penalty al baby attaccante in prestito dal Sassuolo: perché non l’ha tirato l’ex Napoli?
“Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore“, cantava Francesco De Gregori in uno dei suoi successi più conosciuti, “La leva calcistica della classe ’68”. I tifosi del Pescara, però, si chiedono perché il calcio di rigore contro il Padova, che avrebbe potuto salvare la propria squadra da una retrocessione in C che ora appare vicinissima, quasi scontata, non l’abbia tirato Lorenzo Insigne. L’ex attaccante del Napoli e della Nazionale italiana, che col suo ritorno nell’ultima finestra di mercato aveva letteralmente rigenerato la formazione abruzzese, ha lasciato l’incarico di calciare dal dischetto a Flavio Russo. E il 21enne in prestito dal Sassuolo s’è fatto ipnotizzare da Alessandro Sorrentino, portiere pescarese (ed ex Pescara) dei veneti.
Padova-Pescara, il rigore parato a Russo da Sorrentino
Il minuto è l’80’, calcio di rigore concesso dall’arbitro Collu dopo on field review per una trattenuta sospetta in area del Padova di Villa ai danni proprio di Russo. Il punteggio è fermo sullo 0-0, un eventuale successo del Pescara garantirebbe agli abruzzesi quanto meno i playout. Tutti aspettano Insigne, sul dischetto però si presenta a sorpressa Russo, 11 presenze quest’anno col Pescara, zero gol all’attivo. La sua conclusione di destro è forte ma non troppo angolata, Sorrentino si tuffa alla sua sinistra e si oppone. E alla fine, proprio negli ultimi minuti di recupero, arriva il gol di Plastina che salva i biancoscudati e inguaia ulteriormente il Pescara.
Serie B: terzo rigore per il Pescara, primo calciato da Russo
Quello di Padova è stato il terzo rigore stagionale concesso ai biancocelesti. Il primo fallito. Gli altri due erano stati realizzati, il primo da Insigne nel trionfale 4-0 al Bari dello scorso 8 marzo, il secondo da Di Nardo per l’illusorio vantaggio nel match contro la Sampdoria dello scorso 11 aprile, poi perso 1-2. Contro il Padova Di Nardo è uscito al 21′, sostituito da Russo. Insigne, però, era in campo. Con la fascia da capitano. Al momento della concessione del penalty l’ex capitano del Napoli è sembrato quasi defilarsi: perché non s’è preso la responsabilità di calciare lui dagli 11 metri? Responsabilità a cui Insigne non s’è mai sottratto nel corso della sua carriera.
Perché non ha tirato Insigne? Tifosi del Pescara increduli
Sono in tanti a chiederselo, ricordando anche le parole di qualche tempo fa di “Lorenzo il Magnifico”: “Voglio tirare i rigori per ricambiare l’affetto dei tifosi”. L’account X del Pescara è bersagliato da domande e da critiche. “Qualcuno è in grado di dirci perché il rigore non lo ha calciato Insigne?“, chiede Romolo. “Russo ha tutto il tempo per crescere, poi lo sbaglia pure Insigne ma fatelo tirare a Lorenzo e salvate l’anno“, scrive un altro tifoso. “Cioè uno è campione d’Europa e il rigore lo tira un 2004?”, incalza Luigi. E poi tanti altri commenti, alcuni molto duri, segnati inevitabilmente da delusione e amarezza.
L’allenatore Gorgone: “Chi ha esperienza doveva prendere il pallone”
Della questione rigore ha parlato Giorgio Gorgone, allenatore del Pescara, come riportato dalla testata Trivenetogoal.it: “Non ho seguito esattamente la dinamica del calcio di rigore. Insigne? Qualcuno il rigore lo deve tirare ma se il rigorista designato non calcia, qualcun altro lo deve tirare. Se qualche giocatore con più esperienza lo voleva calciare doveva andare a prendere il pallone dalle mani di Russo ma così non è stato. Non siamo più padroni del nostro futuro – ha sottolineato il tecnico – e questo sinceramente per me è una grande sconfitta perché abbiamo fatto una grande rincorsa“.
La replica di Insigne al tecnico: il presidente Sebastiani lo difende
Il presidente Daniele Sebastiani ha spiegato: “Perché Russo? Perché Insigne aveva un problema al ginocchio e non se la sentiva. Russo voleva calciarlo”. Lorenzo, invece, ha replicato via Instagram: “Sinceramente sono basito dalle dichiarazioni apprese nel post partita, dalle quali mi dissocio completamente, riguardo al rigore non tirato. Chi vive lo spogliatoio sa bene che certe decisioni nascono in un contesto preciso, fatto di rispetto, responsabilità e dinamiche di squadra che meritano di essere comprese prima di esere giudicate pubblicamente. Mi dispiace leggere parole che rischiano di creare confusione tra noi e soprattutto tra voi tifosi, che meritate chiarezza e verità. Da parte mia, ho sempre messo e continuerò a mettere il bene della squadra al primo posto, senza esitazioni”.

