i tifosi si preparano a festeggiare dopo la partita col Parma. La premiazione ufficiale del club arriverà dopo l’ultima gara in casa della stagione, col Verona
Per rivivere le ultime immagini di uno scudetto interista non bisogna tornare indietro di tanto tempo. Basta ripensare a quanto accaduto nel 2024, in occasione della vittoria della seconda stella. Quella pazza gioia illuminò la notte milanese del 22 aprile di due anni fa, il giorno di Milan-Inter che finì 2-1, con le reti di Acerbi e Thuram da un lato e il gol ininfluente di Tomori all’80’ dall’altro, e che consegnò in maniera aritmetica il titolo alla squadra di Simone Inzaghi. Il dettaglio, non proprio marginale, è che in quell’occasione l’Inter giocò, sì a San Siro, ma “in trasferta”. In sostanza con uno stadio per la maggior parte rossonero. Motivo per cui l’immediata festa della squadra non si allungò troppo in campo e proseguì presto negli spogliatoi, mentre il popolo nerazzurro si riversava per le strade della città.
Marea nerazzurra
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Fu una notte infinita, come — in caso di almeno un pari contro il Parma — può accadere di nuovo stasera. Due anni fa i tifosi si riunirono un po’ a Piazza Castello, puntando ad arrivare al Duomo, e un po’ direttamente ai piedi della cattedrale. Una vera e propria marea nerazzurra. La stessa che può ritrovarsi a festeggiare insieme stanotte. A differenza del titolo del 2024 però, oggi l’Inter gioca in casa (per davvero) e lo farà davanti a 75 mila tifosi che (sempre in caso di scudetto) difficilmente lasceranno i propri seggiolini al solito orario dopo il triplice fischio. L’ultimo titolo che l’Inter ha festeggiato davanti ai propri tifosi risale a 37 anni fa: era il 28 maggio 1989 e in quel giorno la squadra di Trapattoni vinse 2-1 contro il Napoli di Maradona e Careca che era passato in vantaggio al Meazza. Quell’Inter poi riuscì a ribaltare tutto grazie a una gran conclusione di Berti deviata in porta da Fusi e a una punizione imprendibile di Matthaeus. E festa fu. La società, comunque, per questa giornata non ha organizzato nulla, visto che c’è ancora una possibilità di dover rimandare qualsiasi tipo di celebrazione (ovvero, nel caso in cui dovesse vincere il Parma). In sostanza, qualora dovessimo rivedere le strade di Milano invase da un’onda nerazzurra sarà per volontà dei tifosi stessi e basta, mossi soltanto dal volersi ritrovare spontaneamente per esultare insieme. Due anni fa, Piazza del Duomo venne invasa. Lì, c’erano migliaia di interisti con le nuovissime maglie celebrative, col numero 20 in bella vista tanto quanto le due stelle, e striscioni che ribadivano lo storico traguardo; sopra di loro, i fuochi d’artificio a illuminare una notte da ricordare. Qualche store, principalmente quelli del centro, aprì anche eccezionalmente di notte.
Prima a San Siro
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Oggi ogni tifoso interista si augura di poter rivivere la notte del 22 aprile 2024. Prima però ci sarà modo e tempo per abbracciare la squadra subito, nel post partita, lì in casa come non accade da 37 anni. La culla dei primi festeggiamenti può tornare a essere quel Meazza che poi sarà pronto a vestirsi a festa nel fine settimana di domenica 17 maggio, giornata di Inter-Verona (37esima di campionato), ultima partita casalinga della stagione e teatro designato per la premiazione ufficiale, con la consegna delle medaglie e del trofeo alla presenza delle istituzioni calcistiche. E poi? Di nuovo tutti per le vie di Milano, per il corteo insieme alla squadra sul pullman scoperto fino al classico saluto dalle terrazze di Piazza del Duomo. Appuntamento, questo, (anche) post finale di Coppa Italia che Chivu e l’Inter tutta puntano ad arricchire col doppio trofeo. Milano si prepara.
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