Il designatore si sarebbe lamentato al telefono con il suo vice per le pressioni sulle sue scelte ma manca la certezza sul nome dell’interlocutore
Mesi di intercettazioni e una sola pista da seguire: il Corriere della Sera rivela il contenuto di una telefonata tra il designatore Gianluca Rocchi e il suo braccio destro e supervisore al Var, Andrea Gervasoni in cui il capo della Can fa esplicito riferimento a pressioni subite per non mandare Doveri all’Inter ma i buchi neri restano ancora molti.
L’intercettazione che allerta la Procura
Siamo nell’aprile 2025 quando Rocchi, senza sapere di essere ascoltato, si sfoga con Gervasoni riferendo che “loro proprio non vogliono l’arbitro Doveri”. Da questa frase nasce il doppio capo di imputazione per Rocchi, nel quale si contesta la frode sportiva in concorso per aver dato all’Inter arbitri graditi nel finale della scorsa stagione. Ma chi sono questi “loro”?
Il Giudice stoppa le intercettazioni
Facile pensare all’Inter ma Rocchi non fa cognomi, solo un nome. Si fa riferimento a un certo “Giorgio” che, per quanto è emerso, dovrebbe essere Giorgio Schenone che della società nerazzurra è Club Referee Manager, figura addetta a tenere i rapporti con il settore arbitrale. La Procura non ha una prova certa e non l’ha trovata nelle settimane successive di intercettazioni, a un certo punto non più autorizzate dal giudice non avendo raggiunto alcun risultato. E nemmeno ha avuto riscontri nelle decine di deposizioni raccolte dai grandi accusatori di Rocchi o da chi, come Doveri e Colombo, è stato chiamato in Procura.
Chiunque sia stato è vietato parlare con un designatore ma che questo accada spesso e che le società ricusino gli arbitri è cosa vecchia come il mondo. Magari sbagliata, sicuramente un reato ma di quale peso? La risposta la dovrà dare la Procura della Figc che ha già chiesto le carte a Milano e che deve attendere il momento in cui il pm Ascione considererà chiusa la sua attività investigativa e deciderà di spedirle.
Previsti altri avvisi di garanzia
Sky Sport intanto ha ripetuto che per la prossima settimana dalla procura di Milano sono attesi ulteriori avvisi di garanzia in merito all’inchiesta sulla frode sportiva nel mondo arbitrale e il presunto coinvolgimento dei club.
La fuga degli sponsor
Intanto si profila un altro problema: alcuni tra i principali sponsor della Serie A che – stando a quanto scrive Franco Ordine sul Giornale – hanno minacciato di abbandonare la Serie A per non essere associati a un campionato la cui regolarità è quantomeno dubbia. Sono in ballo sessanta milioni di euro: oggi essere associati alla Serie A è rischioso in termini di credibilità e affidabilità agli occhi dei clienti.


