Il tecnico rossonero presenta il big-match con la Juventus, scontro diretto per un posto in Champions League che resta l’obiettivo unico del Diavolo
C’è una vecchia manita da dimenticare e cancellare tra i suoi confronti con Spalletti: un 5-1 a Fuorigrotta per il Napoli contro la sua Juve con tanto di saluto quasi negato al tecnico di Certaldo, c’è un futuro teoricamente blindato e che invece per l’immaginario collettivo è più lontano che vicino al Milan, c’è l’endorsment di parte della squadra (oggi è stato Gabbia ad esporsi) ma per Massimiliano Allegri conta solo una cosa. Centrare la Champions League e lo scontro diretto con la Juve di don Luciano è lo snodo fondamentale della stagione. Tutte le partite mettono i 3 punti in palio ma quella di domani sera vale davvero doppio.
Allegri fa i conti per la Champions
Maglietta rossa a maniche corte, aria serena, l’aria di chi aspetta la grande sfida: “Ci giochiamo noi e loro un posto tra le prime 4, l’arrivo di Spalletti ha dato loro qualcosa in più”. Cento panchine al Milan e 100 alla Juve, non può essere una gara qualsiasi ma Allegri pensa ai numeri: “Mancano 7 punti per la matematica, la partita più importante è stata quella di domenica scorsa, dopo 2 ko di fila serviva la vittoria a Verona. Gabbia ha detto che abbiamo dato il massimo con la rosa che abbiamo? Al Milan si deve sempre dare il massimo”
La conferma sul futuro
Gli chiedono la conferma che resti al Milan e Allegri annuisce, poi aggiunge: “I complimenti dei giocatori che mi chiedono di restare fanno piacere. L’anno prossimo partiremo da una buona base, con la società c’è sempre uno scambio di idee ma abbiamo ottimi giocatori sotto l’aspetto tecnico e morale. Di mercato però è presto per parlare, dopo l’obiettivo saremmo più lucidi nel valutare le cose. Quando ti metti a tavola in questo momento per un confronto sei anche un po’, non destabilizzato, ma vedi le cose in maniera meno chiara perché sei preso dal momento della stagione”.
La scorsa estate gli acquisti decisivi sono stati Modric e Rabiot, è la strada per crescere anche l’anno prossimo prendere campioni già fatti? “I giocatori non sono come le macchine, quelli di grande esperienza non sentono pesante la maglia del Milan, poi ci sono quelli come Jashari, ottimo giocatore che ha avuto difficoltà e ha trovato meno spazio. Sarà importante per il futuro come De Winter e Athekame che sono cresciuti molto. Chiaro che se prendi giocatori con 10 anni di Champions alle spalle è diverso, ma serve il giusto mix”.
Il secondo posto è il primo dei perdenti per Conte: “Non commento le parole di Antonio, dico solo che vincere è una cosa straordinaria ma per una società in questo momento è fondamentale poter giocare la Champions, a livello tecnico ma soprattutto economico. Poi vedremo se saremo arrivati secondi, terzi o quarti. Speriamo non quinti. Faremo il massimo per arrivare secondi, se non ci riusciremo qualcun altro sarà stato più bravo. Ma non dobbiamo focalizzarci sull’evento singolo. L’importante è raggiungere il risultato,Abbiamo un calendario non semplice e i punti vanno conquistati sul campo, servono 2 vittorie e un pareggio nelle ultime 5 gare”.
L’annuncio su Leao
Dopo un passaggio su Yildiz, da lui lanciato alla Juve (“Yildiz aveva qualità importanti ma non è che l’ho lanciato io, in quel momento la Juve ha lavorato molto bene con l’attività di base con tanti giocatori portati in prima squadra. Tutto sta nel lavoro di chi sta al di sotto della prima squadra. Penso comunque che Yildiz possa ancora migliorare”) si passa al momento di Leao, quello presente e quello futuro: “Ha avuto tanti problemi fisici ma si è sempre messo a disposizione, Rafa non viene giudicato per questa annata, il giocatore bravo rimane bravo, il giocatore scarso rimane scarso”.
In calo c’è anche Pulisic, con 15 partite senza gol: “La condizione fisica è migliorata come anche quella di altri, per me nelle ultime partite Pulisic ha fatto decisamente meglio e nel calcio basta una sola partita per buttare alle spalle il passato, nel bene come nel male. Cosa dire al tifoso per i pochi successi di questi ultimi 10 anni? Il quarto posto so che non è da albo d’oro come non lo è il secondo, sono arrivato quest’anno ma l’ambizione c’è per migliorare ed essere competitivi”.


