Thuram bomber ritrovato, Dimarco da record, Mina non canta

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I nerazzurri conquistano la terza vittoria di fila e mettono un altro mattoncino scudetto: la cronaca del match e le pagelle

A San Siro vanno in scena due film: il primo brutto e apatico, il secondo frizzante. L’Inter non macina nel primo tempo e crea poco, poi nella ripresa ritrova sé stessa e si illumina insieme al suo pubblico. Thuram e Barella fanno esplodere i tifosi nerazzurri con due colpi ravvicinati, anche se il centrocampista italiano non esulta, visto il suo passato al Cagliari. Poi Zielinski al 92′ cala il tris e diventa il miglior marcatore polacco della Serie A. La sfida tra fratelli la vince Pio, che mette in ombra Sebastiano Esposito. Nota di merito anche per Dimarco, che colleziona il suo sedicesimo assist ed eguaglia il Papu Gomez come miglior assistman in una singola stagione. Altri tre punti per Chivu, sempre più vicino al traguardo scudetto. I rossoblù restano a più sei sulla zona salvezza, ma il Lecce e la Cremonese avranno una grande chance per farsi sotto.

Palestra vola, Pio Esposito lotta, Caprile attento

In campo non regna la paura, nonostante ci sia molto in palio. Il Cagliari difende bene ma non fa un catenaccio alla italiana, con Pisacane che decide di mettere in campo le loro idee anche contro la capolista. E si affida sin da subito alle sgroppate di Palestra, uomo mercato e nei pensieri anche di Marotta: l’esterno vince un duello con Dimarco e serve Sebastiano Esposito, che calcia e impegna Martinez dopo appena tre minuti. Gli ospiti giocano bene e con personalità, girando il pallone dalla sinistra alla destra: da Obert a Borrelli, fino a Palestra, che calcia di prima ma non trova lo specchio. L’Inter si sveglia al 13′ dopo uno sfogo di Chivu e sfiora la rete con Pio Esposito, che non riesce a fare gol dopo la respinta di Caprile su tiro di Thuram. Tutto vano però per il fuorigioco segnalato dall’assistente.

Passano due minuti e i nerazzurri creano un’altra grande palla gol in ripartenza: Mkhitaryan attiva Thuram, che di prima allunga su Pio, poi il centravanti tenta di chiudere l’uno due con il francese ma il portiere azzurro chiude la saracinesca. La palla poi arriva sul mancino di Dimarco che a porta spalancata si fa intercettare il tiro dalla difesa. Il più pericolo è sempre Pio Esposito che si libera bene in area e riceve un bel pallone da Barella, ma la giovane punta tira centrale e non riesce a piazzare e trovare il secondo palo. Attento ancora una volta Caprile. I padroni di casa crescono, ma non riescono a incidere come al solito e l’assenza di Lautaro si fa sentire. Poca precisione e qualche errore gratuito, come quelli di Mkhitaryan, hanno fatto un po’ rumoreggiare anche San Siro, che vorrebbe sempre il massimo da tutti i calciatori.

Dimarco al bacio, Thuram cinico

Il secondo tempo inizia con un copione diverso dal primo, con l’Inter subito aggressiva e il Cagliari un po’ più cauto. Al 47′ è Barella a provare il gol dell’ex con un destro al volo. Ora i nerazzurri alzano il ritmo e si affidano ai muscoli di Pio Esposito, che protegge un gran pallone per poi cederlo a Dumfries, che si inserisce bene ma non calcia in modo preciso. La pressione della squadra di Chivu si trasforma in gol al 53′, quando Dimarco prende campo sulla sinistra e con un cioccolatino trova Thuram sul secondo palo, dove il francese deve solo spedirla in rete. Ennesimo assist stagionale dell’esterno italiano, mentre la punta francese si conferma in forma dopo il gran match contro il Como.

L’Inter non si ferma e raddoppia con Barella al 55′: la mezz’ala arriva per primo su un pallone vagante al limite dell’area e lo spedisce all’angolino con una sassata. Il Cagliari si da vivo al 68′ e lo fa sempre con l’instancabile Palestra, che si inserisce con i tempi giusti, svernicia gli avversari e poi tenta l’assist per Mendy, che però non si smarca bene in area e viene anticipato da De Vrij. Nel finale i nerazzurri calano il tris: Dumfries fa una sponda per Zielinski che calcia d’esterno di controbalzo e trova l’incrocio. L’ultima bella giocata prima del triplice fischio.

QUI LE AZIONI SALIENTI

Le pagelle dell’Inter

  • Martinez 6.5 – Chivu lo fa scaldare in vista della Coppa Italia e risponde presente con due uscite da portiere moderno.
  • Akanji 6.5 – Centrale o braccetto, l’esito non cambia: preciso, puntuale e mai in ritardo. La nazionalità svizzera è solo una conseguenza.
  • De Vrij 6.5 – Viene chiamato in causa dopo tanto tempo e dimostra perché gioca nell’Inter da anni. Certezza.
  • Carlos Augusto 6 – Non fa rimpiangere Bastoni, nonostante Palestra sia un cliente scomodo. Fornisce tante soluzioni.
  • Dumfries 6 – Non si mette sulle spalle il motore di Como, ma fa comunque dei bei tempi. Non
  • Barella 7 – Dopo un anno avaro di bonus segna un altro gol in casa dopo quello contro la Roma. Questa volta però non esulta per rispetto del passato
  • Calhanoglu 6 – Amministra e lo fa da professore. Sa gestire e sa anche gestirsi. Ancora deve ritrovare la sua forma migliore, ma fa quanto basta,
  • Mkhitaryan 5.5 – Commette qualche sbavatura di troppo e i tifosi lo pungono un po’. San Siro non perdona neanche con lo scudetto ormai quasi cucito sul petto.
  • Dimarco 7 – L’esterno italiano mette a segno il suo sedicesimo assist in campionato e “Baila come il Papu”. Il motivo? Eguaglia Gomez in questa speciale classifica di passaggi vincenti in una singola stagione di Serie A.
  • Pio Esposito 6.5 – Ha appena 20 anni ma gioca da veterano: protegge il pallone, si sacrifica e lotta per la squadra. Non pensa solo al gol, è una punta già matura.
  • Thuram 7 – Ormai il digiuno è termina e realizza un altro gol pesante, il suo undicesimo in Serie A. La sua firma c’è sempre, anche se a volte per qualche mese lascia il foglio in bianco.

DALLA PANCHINA

  • Luis Henrique e Bonny (dal 76′) 6 -A risultato ormai acquisito, la squadra gestisce e non hanno chance per mettersi in mostra.
  • Zielinski (dal 76′) 7 – Ha una palla e la spedisce sotto l’incrocio.
  • Frattesi (dall’84’) SV
  • Diouf (dall’89’) SV

Top e flop Cagliari

  • Caprile 6.5 – Si distingue e non è una novità. Chiude più volte la porta in uscita e bussa alle porte di qualche big.
  • Palestra 6.5 – Indomabile e intraprendente. Non sente la paura contro la capolista, anzi manda più “Message in a bottle”. Chissà se Marotta li recapiterà.
  • Mina 5 – Questa volta non basta la sua attitudine per far innervosire Thuram, che dimostra ancora una volta di vivere il calcio con leggerezza.

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