La squadra di Fabregas va sul 2-0 con Valle e Nico Paz, poi si scatenano il francese e l’olandese. Può essere la vittoria decisiva per Chivu
Chivu se n’è stato con le braccia conserte anche quando alfieri, torri e cavalli avversari zigzagano minacciosi di fronte al re. L’Inter va sotto di due gol a Como, paga i soliti errori di Sommer, ma nel momento di massima tensione, assediata e indifesa, infila una rimonta scudetto, anche con un po’ di fortuna, mettendo nove dita su dieci sul tricolore numero 21: +9 sul Napoli a sei partite dalla fine (la classifica). Al Sinigaglia finisce 4-3 con una traversa nel finale di Ramon. Aprono Valle e Paz, seguono le doppiette di Thuram e Dumfries, a secco in Serie A dal 31 agosto. Nel finale il rigore di Da Cunha. Chivu l’ha vinta pungendo Cesc nelle sue sicurezze, approfittando di una disattenzione grossa – l’errore di Kempf sul secondo gol – e un’altra più leggera, ma comunque determinante: la superficialità con cui ha difeso il 2-0 appena siglato. Il resto l’ha fatto l’imprecisione, unita a una sana dose di buona sorte: il Como ha sfiorato quattro volte il gol e colpito una traversa con Ramon. Il primo tempo era finito con 9 tiri a 1 per i comaschi, che ai punti avrebbero meritato un pari. Fabregas, in corsa Champions, vede la Juventus scappare a +2 e la Roma rosicchiare tre punti, portandosi a -1.
I GOL DEL COMO
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Subito i gol perché c’è tanto da dire. Il Como infila due volte l’Inter nel primo tempo con paio di manovre manifesto della sua fluidità. Al 35’, dopo un’azione costruita lungo la sinistra, sviluppata a destra e chiusa con il mancino di Valle – al primo gol in A -, spiccano due gesti tecnici. Il colpo di tacco di Diao che avvia la discesa di Paz e il dribbling dell’argentino su Acerbi, secco. Sul banco degli imputati c’è la solita respinta corta di Sommer con la manona: la stessa del derby di Pulisic. La stessa di Fiorentina-Inter su Ndour. Una fetta di responsabilità è sua, reo di aver regalato a Valle il più facile dei gol. Il bello è che lo svizzero riesce anche a fare peggio. Sul 2-0 di Nico – 11esimo gol in campionato – si allunga in ritardo e non riesce a deviare la sfera oltre il palo. Male anche Bastoni in marcatura. L’azzurro – sorpreso dal rinvio-assist di Butez, una situazione vista più volte nel Como -, indietreggia camminando. Non bene. Chivu l’ha sostituito a fine primo tempo. Ennesima partita insufficiente. Nel finale gran calcio di rigore di Da Cunha per il 4-3 (88’, fallo di Bonny su Paz).
THURAM E DUMFRIES
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La rimonta dell’Inter è figlia di un eccesso di sicurezza del Como e forse anche di inesperienza. I nerazzurri arpionano il 2-1 al 45’ con un tocco di punta di Thuram su assist dalla destra di Barella, l’ottavo in A. Sorpresi Butez e tutta la difesa comasca (Van der Brempt in testa, suo l’errore in marcatura sul francese). Qui colpiscono due aspetti: la furbizia della banda Chivu, brava a pungere nel momento di massimo relax degli avversari, e la leggerezza del Como una volta battuto il calcio d’inizio. L’Inter è arrivata in porta con un pugno di passaggi. Il 2-2 è arrivato più o meno allo stesso modo. Barella, ispirato come non mai, lancia Thuram tra le linee comasche. La palla sembra volare indisturbata tra i piedi di Butez, ma Kempf sbaglia lo stop e favorisce il 9 dell’Inter, bravo a infilare il connazionale con un pallonetto. Non era facile indirizzare la sfera in un lasso di tempo così ristretto. Thuram ha dato continuità dopo il gol e i due assist contro la Roma. Serviva. Al resto ha pensato Dumfries, protagonista con altre due reti. La prima di testa al 49’, sugli sviluppi del solito piazzato, la seconda su sponda di Akanji al 72’. I gol scudetto per chiudere virtualmente il discorso, aritmetica permettendo.
LA CHIAVE: ERRORI E RETI
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Oltre le 7 reti. I dati ci dicono che il Como ha chiuso con 2,72 di gol attesi, circa il triplo dei tiri in porta dell’Inter – 23 a 7 – e con sole due parate di Butez contro le cinque di Sommer. Pesano il gol sfiorato da
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Paz, il colpo di testa di Douvikas, il sinistro di Baturina, la traversa di Ramon. Il Como ha pagato inesperienza, superficialità ed errori dei singoli, Van der Brempt e Kempf su tutti. L’Inter continua a essere la bestia nera di Fabregas: cinque ko in cinque partite, 13 gol subiti. Qualche dettaglio da segnalare. Nel primo tempo ha provato a limitare la forza sui piazzati dell’Inter tenendo alti tre giocatori, costringendo così il saltatore Acerbi a ripiegare. Intelligente. Tra i nerazzurri il migliore è stato Barella, protagonista con due assist e almeno due intercetti di livello. Per lui anche un sombrero nel primo tempo. Una gara di spessore la sua. Il manifesto di un’Inter che ormai ha diradato la nebbia ritrovando il ritmo. Alla fine della strada, non più tanto all’orizzonte, c’è lo scudetto.
la partita
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Il Como sta lottando per uno storico posto in Champions League. I ragazzi di Fabregas sono imbattuti da sei partite (cinque vittorie e un pareggio, arrivato all’ultima giornata contro l’Udinese). Cesc ha perso l’andata contro i nerazzurri per 4-0 e ha pareggiato l’andata della semifinale di Coppa Italia. Il ritorno è previsto il 21 aprile. L’Inter invece arriva dal successo per 5-2 contro la Roma di Gasperini del giorno di Pasqua. Non ci sarà Lautaro Martinez, fermato da un problema al polpaccio. Per lui almeno tre partite fuori. In campo, dal 1′, Esposito e Thuram. I nerazzurri hanno 7 punti di vantaggio sul Napoli.
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