Como, perdita consolidata a 132 milioni

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Pubblicato il bilancio consolidato 2024-25: deficit più alto dei 105 milioni del solo club perché tiene conto dei costi di avviamento di tutte le attività collaterali, dall’academy ai negozi. L’obiettivo, nel lungo termine, è diversificare i ricavi

Marco Iaria

Giornalista

La perdita “reale” del Como, inteso come gruppo, nella prima stagione in Serie A non è stata di 105 milioni ma di 132 milioni. È quanto emerge dalla pubblicazione sul sito del bilancio consolidato pro-forma al 30 giugno 2025, redatto per la licenza Uefa. La discrepanza sta nella struttura societaria del gioiello della famiglia indonesiana Hartono, che è molto di più di una squadra di calcio. Con l’avvento nel massimo campionato, infatti, è stato architettato un reticolo di società che rappresentano tutte le estensioni del business lariano: Sent Academy, Sent Property, Sent Retail e Sent Digital. Queste quattro controllate, assieme al dipartimento Sent Tourism, sono state poste sotto il cappello di Sent Entertainment Italy, che affianca il club Como 1907 coordinando gli affari collaterali, e cioè academy, proprietà immobiliari, negozi, contenuti digitali e agenzia di viaggi. È nato un vero e proprio ecosistema che punta a generare valore non solo dai risultati sportivi e dalla monetizzazione del parco calciatori, ma anche dalla diversificazione dei ricavi. 

differenze

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Il bilancio separato di Como 1907, che fa fede ai fini del Codice civile, ne rappresenta una fotografia solo parziale. Così, da un deficit di 105 milioni, si passa a livello consolidato a un rosso di 132 milioni. Chiaramente, anche il giro d’affari presenta dimensioni più ampie. Al netto del player trading, i ricavi di Como 1907 ammontano a 48 milioni, ma quelli di tutto il gruppo salgono a 55 milioni, perché tengono dentro anche segmenti come il merchandising. Siamo, però, in una fase ancora embrionale del progetto di lungo termine della ricca proprietà asiatica. Una fase in cui gli investimenti sono massicci (335 milioni di sterline, equivalenti a 390 milioni di euro, versati finora nella holding britannica Sent Entertainment Limited) per porre le basi di uno sviluppo organico. Il gruppo Como è trattato come una start-up. I costi di avviamento delle diverse attività inevitabilmente impattano sul conto economico, molto di più del fatturato, che ha bisogno di tempo per alimentarsi. Questo vale per le spese sportive, così come per quelle dei business collaterali. Se gli stipendi del personale della sola Como 1907, riconducibili sostanzialmente a giocatori e staff tecnico, sono pari a 86 milioni, quelli di tutto il gruppo lievitano a 94 milioni. E i costi totali (al netto delle minusvalenze) passano dai 156 milioni del bilancio separato ai 190 milioni di quello consolidato. Nel corso dell’esercizio, l’azionista ha provveduto a versare 167 milioni. In tal modo, non ci sono debiti di natura finanziaria.

uefa

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Il Como, in campo, si sta giocando quest’anno la qualificazione alle coppe europee. Le regole finanziarie Uefa impongono una perdita massima di 60 milioni nell’arco del triennio, al netto dei costi “virtuosi”. La dirigenza del Como non è preoccupata. Così il presidente Suwarso in una recente intervista alla Gazzetta: “Al momento siamo sotto di circa 75 milioni rispetto al tetto Uefa. C’è anche da dire che non esiste un case study come il nostro, cioè un club che nel giro di due anni è passato dal ritorno in A dopo oltre 20 anni ad arrivare in Europa. Però i ricavi stanno crescendo molto e questo ci fa pensare che in due o tre anni riusciremo a soddisfare i requisiti del financial fair play. Per le squadre che si affacciano in Europa per la prima volta o dopo tanto tempo, è concesso tale margine”.



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