Nessuno è mai stato realmente decisivo come in nerazzurro, soprattutto l’esterno e Barella. E anche Frattesi… Il futuro comunque è di sicuro Esposito, che nel 2030 avrà 25 anni
“C’era una volta il blocco nerazzurro”, si racconterà a voce bassa, ripensando allo stadio di Zenica, ai rigori sbagliati, ai fuochi d’artificio sui balconi. Qualcuno potrà obiettivare in modo più netto: “C’è mai stato?”. L’uscita dal Mondiale – la terza consecutiva, di nuovo ai playoff – è stata una sorta di Caporetto sportiva, ma a uscirne peggio, forse, sono stati i giocatori dell’Inter: Bastoni, Dimarco, Esposito, Frattesi e anche Barella. Ansia e paura, gesti evitabili ed erroracci che sono costati il Mondiale.
bastoni: che incubo
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L’ultimo mese e mezzo di Bastoni è stato un incubo sportivo. Prima la simulazione contro la Juve, poi l’ammissione di colpa prima del Bodo e l’eliminazione dalla Champions, in seguito i fischi rimediati a Lecce e a Como e infine la batosta con l’Italia. La batosta più grande. Quell’espulsione da ultimo uomo nel primo tempo che ha compromesso il cammino azzurro. Nel mezzo, i vergognosi insulti sui social sotto il suo profilo e quello della moglie. Episodi da condannare in toto. Al netto del momento no, comunque, l’errore contro la Bosnia è stato netto, decisivo, rumoroso, di quelli di cui si parlerà a vita, costato il terzo Mondiale di fila. Da quando veste la maglia nerazzurra Bastoni ha giocato 43 partite in Nazionale segnando tre gol. Ha vinto Euro 2021 da riserva – zero presenze, davanti c’erano Bonucci e Chiellini – e segnato un gol a Euro 2024. Prima di Zenica non aveva mai ricevuto un rosso diretto.
barella e dimarco
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Anche Barella e Frattesi sono finiti nel tritacarne. Il primo, nonostante l’assist per il gol di Kean, è calato col passare dei minuti. Il miglior Nicolò non si vede da tempo ormai. Frattesi, invece, un tempo decisivo soprattutto con l’Italia, è finito per fare ancora più panchina. Ha giocato dal 1’ solo sette delle ultime dieci partite in Nazionale, mentre tra giugno 2023 e ottobre 2024 aveva segnato addirittura otto reti in 18 presenze (di cui 12 dall’inizio). Non male per uno che in nerazzurro fa da sempre la riserva, prima con Inzaghi e ora con Chivu. Contro la Bosnia ha toccato nove palloni in 35’, non ha mai calciato in porta e non ha creato neanche un’occasione. Ormai è così da tempo. In Serie A ha giocato dal 1’ solo due gare nelle ultime 12. Alibi? Uno: il rendimento è stato condizionato dai problemi fisici. Chiude il quartetto Federico Dimarco, che in Nazionale è un lontano parente dell’esterno a tutta fascia capace di sfornare gol e assist in giro per l’Italia. Quest’anno è già a sei reti e 15 passaggi vincenti. In azzurro, invece, ha siglato graffiato solo tre volte in 38 partite. Meglio con gli assist: nove. Di cui quattro di fila tra Estonia e Norvegia. Senza dimenticare quell’esultanza post rigori di Galles-Bosnia che ha finito col caricare ancor di più gli avversari della finale playoff.
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il futuro: esposito
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Il rigore sbagliato con la Bosnia è stato un macigno per le speranze azzurre di qualificazione al Mondiale, forse decisivo. Però questo errore non può cancellare il percorso di Esposito, già a tre gol in sette presenze. Sei di queste da subentrato. Fin qui ha punto Israele, Moldavia e Norvegia. Contro la Bosnia ha smistato diversi palloni e tenuto botta in un contesto difficile, prima di calciare alle stelle il primo rigore della maledetta serie. A vent’anni è stato chiamato a calciare un rigore per primo in un contesto difficile: pallone alto, ma si rifarà. Nel 2030 avrà 25 anni. Logico pensare che il futuro sarà suo.
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