Juve, tagli da 25 milioni e poi assalto a Bernardo Silva e ad altri due top

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Dagli addii di Openda e David al caso Vlahovic, il monte ingaggi giù per sognare nomi di peso

Matteo Nava

Giornalista

Lo spauracchio della prova costume non risparmia nessuno, tanto meno una Juventus che ancora una volta si avvicina a un’estate in cui spera di rifarsi il look senza prendere peso, economicamente parlando. A questo proposito all’amministratore delegato Damien Comolli toccherà bilanciare con estrema attenzione le spese societarie, sia quelle immediate (i costi dei cartellini) che quelle spalmate nei prossimi anni (gli ingaggi). Dopo un paio di stagioni in cui gli identikit preferiti dalla dirigenza sono stati calciatori medio-giovani con ingaggio sostenibile ma a volte onerosi per il trasferimento a titolo definitivo, ora le richieste di Luciano Spalletti e le lacune evidenziate nel corso dell’anno stanno indirizzando il manager verso profili molto più esperti, con un pedigree vincente e che possano indicare la via a un gruppo talvolta carente in quanto a personalità. Tradotto in milioni di euro: per gli ultratrentenni si potrebbe spendere poco o niente per i cartellini, ma servirà mettere mano al portafoglio per convincerli con ingaggi all’altezza della loro carriera. 

I pezzi grossi

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I nomi sognati in casa bianconera sono noti: Alisson Becker del Liverpool in porta, Bernardo Silva del Manchester City a centrocampo e Robert Lewandowski in attacco, con validissime alternative come Leon Goretzka (Bayern Monaco) e Randal Kolo Muani (di proprietà del Paris Saint-Germain). Per tutti questi nomi, però, servirà necessariamente preparare il monte ingaggi, sottoponendolo a una dieta che va al di là degli introiti delle cessioni. Considerando che il tetto degli stipendi è fissato tra i 6 e i 7 milioni di euro, significa che per i colpi estivi i bianconeri dovranno liberare tra i 20 e i 25 milioni di euro. Allora, mano alla calcolatrice. Il più pagato della rosa è a oggi Dusan Vlahovic, in scadenza di contratto e nel vivo della trattativa per un rinnovo di uno o due anni che qualche mese fa sarebbe stato impensabile. Se il serbo scegliesse una nuova avventura la Signora risparmierebbe tutti e 12 i suoi milioni netti di stipendio ma dovrebbe sostituirlo, altrimenti potrebbe ridurli di quasi la metà. Altri 10 potrebbero poi essere risparmiati dalla coppia di attaccanti arrivati la scorsa estate senza mai incantare società e tifosi: Jonathan David (6) ha tanto mercato perché arrivato a parametro zero, mentre Lois Openda (4) ne ha molto meno perché costato 44 milioni di euro, ma potrebbe essere ceduto in prestito con diritto di riscatto per alleggerirsi del suo ingaggio. A loro vanno aggiunti anche Filip Kostic (2,5) in scadenza di contratto e lontano da una permanenza e Arkadiusz Milik (2) che molto probabilmente saluterà la Signora dopo i tanti problemi fisici affrontati. E poi occhio anche a Teun Koopmeiners, grande colpo del 2024 e a libro paga per oltre 4 milioni di euro: pur godendo degli sgravi del Decreto Crescita, sembra costare troppo rispetto al ruolo oggi marginale occupato dall’olandese. 

I jolly

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Il resto arriverà dalle restanti potenziali operazioni in uscita, che dipenderanno dalle solite dinamiche di calciomercato, ma che potranno coinvolgere tra gli altri anche Michele Di Gregorio (1,8), Mattia Perin (1,5), Edon Zhegrova (2,5) e Juan Cabal (1,2). Ovviamente servirà un rimpiazzo per quasi ogni partente, ma la Juventus sogna in grande: prima farà spazio ai pezzi grossi, poi capirà come completare il puzzle.



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