Il contratto che lega il turco alla società nerazzurra scadrà nell’estate del 2027: è tra i più pagati dell’intera rosa, in regia è stato promosso Zielinski e in questa stagione è rimasto fermo a lungo per diversi infortuni
La testa, al momento, è rivolta solo e soltanto verso il presente: alla trasferta di Firenze per cui Calhanoglu ha ufficialmente recuperato, alla concreta possibilità di vincere un altro scudetto, al pensiero di tenere a debita distanza sia il Milan un po’ frenato che il Napoli parecchio lanciato. Allo stesso tempo, però, è inevitabile che la situazione contrattuale che lega il turco all’Inter imponga delle riflessioni. Perché l’accordo attuale – da 11 milioni lordi a stagione, terzo più pagato della rosa dietro ai soli Lautaro e Barella – scadrà il 30 giugno del 2027, perché il Galatasaray ha fatto e farà nuovamente sul serio per portarselo in Turchia, ma soprattutto perché la dirigenza nerazzurra valuta con attenzione se Hakan meriti il rinnovo. Non sul piano tecnico, indiscusso, ma più che altro su quello fisico. In questa stagione, Calha ha già saltato 13 partite per infortunio: soleo, polpaccio, adduttore, polso.
Problemi di varia natura che hanno condizionato l’annata del turco (comunque positiva: -1 alla doppia cifra stagionale) e che hanno appunto acceso un campanello d’allarme tra gli uomini-contratto interisti. E poi c’è il campo. Se l’anno scorso l’assenza di Calhanoglu appariva ogni volta maledettamente determinante per la squadra di Inzaghi, oggi è sì pesante, ma un po’ meno. Merito della rigenerazione di Zielinski, plasmato dal lavoro di Chivu e da una condizione atletica tutta diversa rispetto alla passata stagione, che ha aperto a soluzioni alternative rispetto al posto fisso di Calhanoglu. E a proposito di soluzioni, l’estate prossima rientrerà alla base Aleks Stankovic. Elemento in più per un centrocampo che quasi si affollerà.
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riecco il gala
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Di riflesso, quindi, lo scenario è cambiato anche per Calhanoglu. Tanto che oggi, rispetto ad un prolungamento, è ben più probabile che il suo contratto non venga rinnovato. Se lo stato delle cose dovesse rimanere quello attuale, un ritorno del Galatasaray su Calhanoglu è tutt’altro che da escludere. Anzi, appare quasi scontato. Da Istanbul rilanciano ad ogni occasione buona un pronto intervento per portare Hakan per la prima volta in Super Lig. Un mezzo paradosso: Calhanoglu ha grande voglia di tornare a casa, ma non ha mai giocato nel campionato turco (solo Germania e Italia). In ogni caso, col contratto in scadenza meno di 12 mesi dopo, la sensazione è che al club di Istanbul poco basterà per convincere l’Inter a privarsi del proprio regista. Ma solo se l’Inter lo vorrà. A quel punto, una trattativa imbastita su 10/15 milioni per evitare di perderlo a zero – come a zero era arrivato dal Milan – potrebbe essere sufficiente. Pensieri che però l’Inter sta rinviando: la testa, al momento, è rivolta solo e soltanto verso il presente.
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