come forgiare nuovi talenti, il progetto di Gravina

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La FIGC avvia un nuovo percorso per rivoluzionare il calcio giovanile italiano. Meno schemi e più talento: l’obiettivo è costruire i campioni del futuro

Il calcio italiano prova a ripartire dai giovani con un nuovo progetto federale. L’obiettivo è valorizzare talento e creatività, riducendo l’eccesso di tattica precoce. Figure come Simone Perrotta, Gianluca Zambrotta e Cesare Prandelli saranno coinvolte nel percorso. Un’iniziativa voluta dalla FIGC e da Gabriele Gravina per rilanciare la formazione dei giovani calciatori, alla luce di annate fortemente deludenti e di due qualificazioni ai Mondiali mancate. Nella speranza, naturalmente, che non possano diventare tre nel frattempo.

Più gioco, meno tattica

Il progetto punta a modificare l’approccio alla crescita dei giovani calciatori. Negli ultimi anni, infatti, si è dato troppo spazio alla tattica fin dalle categorie più basse. Un concetto, peraltro, espresso più volte ai microfoni delle TV da numerosi allenatori tra i quali Max Allegri. Questa vocazione così esasperatamente tattica avrebbe limitato lo sviluppo della tecnica individuale e della creatività.

La nuova linea guida prevede allenamenti più orientati al gioco e alla libertà espressiva. L’obiettivo è formare calciatori più completi e meno vincolati da schemi rigidi.

Il ruolo degli ex campioni

Nel progetto saranno coinvolti ex protagonisti del calcio italiano. Simone Perrotta, Gianluca Zambrotta e Cesare Prandelli contribuiranno allo sviluppo del programma con Maurizio Viscidi nel ruolo di coordinatore.

Il loro compito sarà trasmettere esperienza e definire linee guida tecniche. In particolare, si lavorerà sulla formazione degli allenatori nei settori giovanili. L’idea è creare una visione condivisa a livello nazionale: una sorta di modello spagnolo, possibilmente senza perdere del tutto l’identità nazionale.

Nuovi modelli da seguire

Il progetto prende spunto anche da esempi concreti di crescita recente. Profili come Pio Esposito e Vergara rappresentano talenti da valorizzare. Giocatori cresciuti con maggiore libertà tecnica e capacità individuale. L’intenzione è replicare questo tipo di sviluppo su larga scala, nel tentativo di innalzare la qualità media.

Secondo il presidente Gabriele Gravina, serve un cambio culturale per tornare competitivi. Ma naturalmente non è un passaggio con conseguenze immediate: serviranno anni di loro prima di vederne gli effetti. Per ora Gattuso dovrà fare con ciò che ha.

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