Gli 8 punti di vantaggio su Milan e i 9 sul Napoli non lasciano tranquillo Chivu, che al Franchi rischia grosso: contro la Cremonese la Viola ha dimostrato di essere tornata
Il passo falso del Milan con la Lazio ha fatto tirare un sospiro di sollievo a Chivu. Perché il pareggio interno – tra le polemiche – con l’Atalanta alla fine si è rivelato un punto guadagnato sui rossoneri. Ma le otto lunghezze di vantaggio non garantiscono certezza di scudetto soprattutto in vista dei prossimi tre impegni dei nerazzurri, che affronteranno nell’ordine Fiorentina, Roma e Como. Si parte dalla trasferta del Franchi, delicatissima e piena zeppa di insidie. Paratici e Vanoli hanno ribaltato la Viola, sempre più fuori dalla zona retrocessione dopo il poker alla Cremonese. Ch’è una minaccia all’Inter: la salvezza è ancora tutta da conquistare, nel capoluogo toscano sarà battaglia vera.
Ora la Fiorentina spaventa l’Inter
L’Inter farà scalo al Franchi dopo tre uscite deludenti: lo scialbo pareggio a reti bianche col Como nella semifinale di andata di Coppa Italia, il ko nel derby col Milan e l’1-1 di San Siro con l’Atalanta. E non va dimenticato che il successo col Genoa in campionato era stato preceduto dalla mazzata ai playoff di Champions League subita dagli scatenati norvegesi del Bodo Glimt.
Insomma, in questa fase della stagione la squadra di Chivu sembra aver alzato il piede dall’acceleratore, anche se – a 9 giornate dalla fine – 8 punti di vantaggio sulla squadra di Allegri e 9 sui campioni di carica del Napoli di Conte non sono mica pochi. Ecco, allora, che la trasferta sulle rive dell’Arno diventa cruciale per le sorti della Serie A. La Fiorentina ci arriva col morale alle stelle, dopo il 4-1 alla Cremonese in caduta libera di Nicola che ha permesso ai toscani di allungare a +4 sui grigiorossi. La sensazione è che Vanoli abbia trovato la quadra e il confronto con l’Inter sarà una specie di prova del nove per testare le ambizioni della rosa rimodellata a gennaio da Paratici.
La rivoluzione di Paratici e la svolta di Vanoli
Fabio Paratici è stato l’ultimo regalo del compianto Rocco Commisso alla piazza di Firenze. Il compito del nuovo ds non era affatto semplice, vista la drammatica situazione di classifica eredita, gli errori – anche parecchio costosi – commessi la scorsa estate sul mercato e il fallimento della gestione Pioli. L’ex Tottenham, che ufficialmente si è insediato al Viola Park solo a inizio febbraio ma di fatto aveva già coordinato le operazioni per la campagna di rafforzamento invernale, è riuscito a cambiare il volto della squadra confermando in panchina Vanoli, quando la maggior parte dei tifosi ne invocava l’esonero.
E il 53enne di Varese ha continuato a lavorare a testa bassa con l’obiettivo di trovare la formula magica. A Cremona si è vista probabilmente la miglior Fiorentina della stagione, capace di combattere ma pure di garantire giocate di qualità. Due i segreti in particolare: Fagioli in cabina di regia nel 4-3-3 e il tridente offensivo con un sorprendente Parisi a destra, un Gudmundsson finalmente convincente a sinistra e Piccoli al centro dell’attacco. L’ex Cagliari, fin qui autentico oggetto misterioso nonostante i 27 milioni investiti, è risultato tra i migliori in campo con un gol, che in campionato mancava dal 18 gennaio, e un assist.
Il ritorno di Kean e non solo: cosa deve temere Chivu
Contro l’Inter Vanoli potrà contare sul ritorno in campo di Kean, che non starà ripetendo il torneo della scorsa stagione ma frequenta pur sempre i piani alti della classifica marcatori con i suoi otto sigilli. Superata la contusione alla tibia che lo aveva costretto a saltare le due partite contro Parma e Rakow, Moise non è stato rischiato nel match dello Zini. In realtà, il tecnico viola ha confessato che avrebbe voluto gettarlo nella mischia nel finale di gara, ma poi è stato costretto a cambiare i piani per via di crampi patiti da Ranieri. Nessun dubbio su domenica, però: l’attaccante ci sarà, anche perché ha una voglia matta non solo di contribuire alla salvezza della Fiorentina, ma pure di dimostrare a Gattuso che è pronto per i playoff Mondiali.
Ma c’è anche un altro ‘ritorno’ che Chivu deve temere, quello di Gudmundsson. Oggetto del desiderio di Marotta quando l’islandese incantava con la casacca del Genoa, nelle ultime due partite il 28enne ha inciso con altrettante reti e un assist. La sfortuna, invece, sembra essersi accanita su Gosens, la cui lunga assenza si era avvertita eccome. L’esterno tedesco, che vanta trascorsi con l’Inter, ha riportato un trauma toracico posteriore nei minuti finali del posticipo del monday night: le sue condizioni saranno valutate nei prossimi giorni con la speranza che possa essere disponibile per la sfida al suo passato.
