Ancelotti rivela l’amarezza per l’esonero dalla Juventus e chi non lo voleva ct del Brasile

ALL calcio
6 Min Read

Ancelotti si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: dagli esoneri di Juve e Napoli alla firma con il Brasile passando per un grande rimpianto

Carlo Ancelotti si toglie qualche sassolino dalle scarpe, in vista del Mondiale del 2026. L’attuale commissario tecnico della nazionale brasiliana sta conquistando tutti in Brasile. I risultati nelle ultime partite del girone di qualificazione non sono stati eccezionali, ma impattare nel breve termine in una nazionale è sempre difficile. Con qualche settimana in più, l’italiano si è integrato meglio nella cultura locale, le sue foto al Carnevale di Rio hanno fatto il giro del mondo, e sta costruendo un bel gruppo in vista della Coppa del Mondo in Nord America. E pensare che più di qualcuno aveva storto il naso alla sua firma da ct del Brasile.

Ancelotti: “Ct del Brasile? Qualcuno non mi voleva”

Facendo un breve riepilogo, la scorsa estate lascia il Real Madrid come l’allenatore più vincente della storia del club. Un traguardo incredibile per chi ha dato la vita per quell’ambiente. Subito dopo inizia la sua avventura sulla panchina del Brasile, e paradossalmente arriva più di qualche critica:Non ho esitato a firmare. La verità è che la vecchia scuola brasiliana ha reagito un po’ male agli allenatori stranieri”, ha affermato in una lunga intervista a Marca. Qualcuno non si è lasciato convincere da quello che molto probabilmente è il miglior curriculum della storia del calcio. Comunque Ancelotti ci tiene a rimarcare che sia stata solo una piccola minoranza a non apprezzarlo a priori: “L’accoglienza da parte di tutti è stata fantastica. Ho un ottimo rapporto con gli allenatori che lavorano qui. Qui la gente mi accoglie benissimo, sono molto rispettato e mi vogliono molto bene. L’atmosfera in Brasile è quella tipica del calcio, c’è molta passione, le persone sono molto legate a questo sport. È un paese felice e allegro, pieno di brave persone. Il sesto Mondiale? Lo chiedono da tempo. Non è solo un obiettivo, è anche una motivazione”.

“L’esonero della Juve mi ha colpito molto. L’ultima volta a Napoli…”

Sono passati 25 anni da quando Carlo Ancelotti subì la prima delusione della sua carriera da allenatore, l’esonero della Juventus. Nel febbraio del 1999 subentra in corso a Marcello Lippi e porta la Juve fino alla semifinale di Champions League. Viene confermato per la stagione successiva, dove perderà lo storico campionato a Perugia in una partita ancora oggi molto discussa. Poi al termine della stagione 2000-2001, si conclude l’esperienza bianconera, iniziata con le critiche per il suo passato con diverse rivali della Juve, e concluso peggio. “Nel 2001 ero stato cacciato dalla Juventus e mi trovavo in vacanza in attesa del Milan”.

Ancelotti prosegue: “Parlando con gli allenatori, è abbastanza comune che vengano esonerati qui. A volte, ti licenziano anche quando stai facendo un buon lavoro. Personalmente mi ha colpito molto, quando vieni esonerato per la prima volta, l’impatto è più forte”. A proposito di esoneri, Ancelotti ha ricordato anche il suo ultimo: “L’ultima volta è stata a Napoli nel 2020, e l’ho semplicemente accettato come parte del lavoro. Quando perdi la fiducia del club, devi andartene”. Quello della Juve fu la prima delusione, ma da lì inizio una delle storie più vincenti della storia del calcio.

Ancelotti e la scommessa con Valverde

Ora però Ancelotti pensa solo al suo futuro con la nazionale brasiliana: “Da ct c’è meno stress perché non ci sono molte partite; è più un lavoro di osservazione. Non c’è bisogno di preparare sessioni di allenamento ogni giorno, è un tipo di lavoro diverso, con molto più tempo a disposizione, ma è un lavoro interessante e bisogna osservare i giocatori… Il Brasile ha almeno 70 giocatori che potrebbero far parte della nazionale e valutarli tutti non è così semplice”.

Infine una battuta sulla prestazione in Champions League di uno dei suoi pupilli al Real Madrid, Federico Valverde: “Tripletta contro il Manchester City? Non mi sono sorpreso, sono riuscito a conservare la mia licenza di allenatore per un motivo…”. Ancelotti si riferisce a quella scommessa che fece all’inizio della stagione 2022/2023: “Se non riesco a far fare almeno dieci gol a Valverde strappo la licenza da allenatore”. Ancelotti poté tirare un sospiro di sollievo dato che l’uruguaiano raggiunse quella cifra a febbraio. Sulla tripletta incredibile in Champions, Ancelotti continua: “I tre gol sono stati incredibili. Gli ho mandato un messaggio. Gli ho detto: ‘È un peccato che tu non abbia un passaporto brasiliano‘”.

TAGGED:
Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *