Il ct dell’Iraq, l’australiano Graham
Arnold, ha fatto un appello alla Fifa affinchè rinvii i playoff
intercontinentali cui la sua nazionale deve partecipare per
provare a staccare un pass per i Mondiali. Molti giocatori e
componenti del suo staff, ha spiegato, sono bloccati nel Paese a
causa della guerra in Iran e ci sono anche problemi
nell’ottenere i visti per il Messico, dove l’Iraq dovrebbe
giocare contro Suriname o Bolivia il 31 marzo a Monterrey.
“Se la partita si gioca in Messico, avremo difficoltà a
lasciare Baghdad – ha detto Arnold -. Circa il 60% dei miei
giocatori gioca in Iraq, tutto lo staff tecnico vive lì e tutto
lo staff medico vive in Qatar e inoltre stiamo avendo difficoltà
a ottenere i visti messicani. Abbiamo già annullato un ritiro
negli Stati Uniti, perché non possiamo lasciare Baghdad”, dato
che lo spazio aereo del Paese è chiuso fino all’1 aprile.
Secondo Arnold, Suriname e Bolivia potrebbero fare la
semifinale a playoff a Monterrey il 26 marzo, come previsto, e
la vincente potrebbe giocare contro l’Iraq negli Usa poco prima
del Mondiale, al via l’11 giugno. “Questo ci permetterebbe di
prepararci adeguatamente – ha sottolineato -. Bolivia e Suriname
non hanno problemi con i voli o altro e possono arrivare negli
Usa anche a giugno. Poi la vincitrice resta e gioca la coppa del
mondo e la perdente torna a casa. La Fifa deve prendere una
decisione rapida perché è un po’ ingiusto in questo momento, con
quello che dovremmo affrontare”.
L’Iraq, peraltro, potrebbe anche non avere bisogno di fare i
playoff, perchè è la principale candidata a sostituire, come
squadra della zona Asia, l’Iran, già qualificato ma costretto
probabilmente a rinunciare se la guerra non dovesse finire in
tempi rapidi. Ai playoff sarebbe allora ammessa un’altra
nazionale dell’area, Emirati Arabi Uniti, anche se ogni
decisione spetta alla Fifa.
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