Dopo tante critiche in passato l’opinionista Rai elogia l’allenatore rossonero dopo il derby, la rivelazione della storica voce di Milan Channel
C’era una volta l’Adani scatenato, sempre pronto ad attaccare Allegri, in diretta, in differita, in tv, su twitch o sui social: un dualismo durato anni ma che sembra magicamente finito all’inizio di questa stagione. Da quando il conte Max è tornato a casa-Milan, l’opinionista della Rai ha avuto un’improvvisa “folgorazione” ed ha cambiato tono e termini nel parlare dell’allenatore livornese.
Adani lascia Cassano solo nella lotta contro Allegri
A differenza di Cassano, suo compagno di avventure a “Viva el futbol”, che continua a criticare (e spesso a offendere) Allegri, l’ex difensore dell’Inter e della Nazionale ha iniziato a cambiare registro ancor prima che cominciasse il campionato per poi finire col difendere strenuamente il tecnico rossonero dalle critiche.
La difesa di Adani
Alla Domenica Sportiva, su Rai2, Adani è stato esplicito: “Solo in Italia, che è un paese molto arretrato a livello di comunicazione e informazione, si è inventata la dicotomia tra gioco e risultato. Ogni squadra ha una propria idea di gioco. Tutti per raggiungere il risultato. Il Milan ha 60 punti non per caso. Il Milan quello che chiede l’allenatore Allegri lo esegue. E Allegri con la sua idea al risultato ci arriva, perché 60 punti sono 60 punti! L’Inter di Chivu per arrivare al risultato non ha così condiviso un’idea tra i propri effettivi, mentre il Milan sì. Questa è la verità. In questo gioco particolare di Allegri che è quello di togliere il gusto del gioco all’Inter, il Milan fa un gran gol. E non è che in quella giocata Fofana è diventato Seedorf ed Estupinan Serginho, ma la giocata è fatta bene”.
Lo stesso Adani però ammette che c’era il rigore per l’Inter: “È rigore per l’Inter! È più netto di quello negato alla Roma in Genoa-Roma. Il calcio di rigore, ragazzi, non è in discussione. Anche se Ricci cerca di togliere il braccio, Ricci va verso il pallone! L’episodio non si discute! Non c’è collaborazione giusta tra arbitro e VAR. O c’è invadenza o c’è disinteresse, o c’è loquacità o c’è silenzio. Capito? Non collaborano. Ragazzi, ma se non ci piglia l’arbitro che è a tre metri chi collabora? Il VAR! Il VAR, che non deve chiamare per forza per ribaltare la decisione, come diciamo con Mauro (Bergonzi), ma dà all’arbitro il tempo di vedere”.
Il retroscena di Pellegatti
Sul futuro di Allegri al Milan rivela invece un interessante retroscena Carlo Pellegatti. La storica voce di Milan Channel dice a Pressing, su Canale 5: “Sulla permanenza di Allegri in rossonero dico che se ci sarà condivisione sugli acquisti, allora Allegri sta benissimo al Milan. Se la catena è che è l’ultimo a essere informato, allora non lo so. Mateta e André non erano acquisti di Tare e Allegri. Allegri voleva un difensore, a lui non va bene”.


