Vivo per il quarto posto, faremo un grande finale

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I giallorossi restano davanti in classifica ma il bicchiere è mezzo pieno soprattutto per i bianconeri. La corsa per il posto in Champions si accende dopo la sfida dell’Olimpico.

Le partite della Juventus non finiscono mai. Dopo la rocambolesca rimonta con il Galatasaray, vanificata ai supplementari, la Vecchia Signora ne realizza un’altra contro la Roma passando da 3-1 al 3-3 finale negli ultimi minuti della partita. Così la differenza in classifica tra le due squadre rimane invariata ma con i giallorossi davanti. Insomma, per Gasperini e Spalletti il sorriso è amaro con la sensazione che la chance sia stata sprecata per entrambe.

La convinzione di Spalletti e il carattere della Juve

Luciano Spalletti è felice… a metà: “Felice della reazione. Ma se si fa un’analisi del contesto, non era facile ripartire dopo la Champions con il Galatasaray. I giocatori ci hanno creduto sempre anche sotto di due gol ma siamo stati leggeri sui gol del 2-1 e del 3-1 subiti. I cambi? Ci speri sempre, questo calcio è un po’ così, queste vampate di entusiasmo o depressione possono cambiare le cose. Yildiz, Zhegrova, Boga possono inventarsi qualcosa dal nulla“.

La promessa del tecnico bianconero sul quarto posto

Inter, Galatasaray, Roma: tre indizi che fanno una prova sul carattere della Juventus. “E spesso abbiamo giocato in 10“, ricorda il tecnico bianconero. “In questo momento qui ci hanno aiutato i tifosi e quando sono al nostro fianco anche la maglia pesa di meno“. La stanchezza riguarda tutto il gruppo, Spalletti incluso: “Se credo al quarto posto? Io vivo per quello, diamogli una forma e io vivo per quella forma lì che è il quarto posto“. In conclusione la squadra è cresciuta: “Non siamo stati fortunati ma siamo cresciuti: faremo un grande finale di stagione“.

Il rammarico del Gasp e la passività della Roma

Gian Piero Gasperini sorride ma è un sorriso amaro: “Siamo passivi, siamo fermi – spiega guardando il gol del 3-3 di Gatti – ma spesso capita che le grandi squadre raddrizzino le partite nei minuti finali nel gioco aereo. Questi punti, peraltro, valgono quindi merito a loro. Potevamo fare meglio“. L’errore più grande della Roma è stato proprio la passività nelle reti subite, tutte simili al netto della prodezza di Conceicao. Vietato, però, parlare di stanchezza: “A 5 minuti dalla fine di una partita voli. La stanchezza, al limite, la senti prima“.

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