Nell’anticipo del venerdì cadono ancora i gialloblù. Quarta vittoria nelle ultime cinque partite per la squadra di Grosso
Ciao ciao Verona. A Reggio Emilia arriva la quarta sconfitta nelle ultime cinque, ottava nelle ultime undici, che in pratica ne sanciscono la retrocessione. Il Sassuolo invece viaggia a ritmi da scudetto prendendosi dodici degli ultimi quindici punti disponibili. E non deve nemmeno sudare più di tanto, gli basta approfittare di due regali dei gialloblù per chiudere la pratica sul finale del primo tempo, uno-due firmato Pinamonti e Berardi su rigore. Che nella ripresa fa tris in ripartenza. Davvero tutto troppo facile.
scelte obbligate
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Matic sconta la seconda giornata di squalifica, per Grosso il sostituto naturale è Lipani. Sulla sinistra confermato Ulisses Garcia, entrato bene a Udine. Per il resto formazione tipo, a differenza del Verona che paga ben nove assenza tra infortunati e squalificati. Scelte obbligate quelle di Sammarco, che risolve l’unico dubbio davanti con Sarr al fianco di al fianco di Bowie.
il solito blackout
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Un quarto d’ora di studio per formare le “coppie”. Il tridente del Sassuolo fa paura, così Frese a sinistra si trova ad abbassarsi da terzino in fase di non possesso per marcare Berardi, Niasse francobolla Koné e Nelsson Pinamonti. Comunque meglio il Verona in avvio, che al 16’ entra per la prima volta nell’area neroverde e dopo un tiro di Bowie deviato si trova sul destro una buona palla da sparare nello specchio ma trova la murata di Ulisses Garcia. Da segnalare che il primo tiro del Sassuolo verso la porta (Lipani altissimo) arriva al minuto 36’. È la sveglia per i neroverdi, che passano al 40’ con Pinamonti a conclusione di una ripartenza su un errore di Bella-Kotchap. Cinque minuti dopo arriva il raddoppio su rigore di Berardi (fallo netto di Niasse sullo stesso Berardi), che insacca il sesto gol in campionato dopo che Montipò aveva respinto il tiro dal dischetto. Il solito blackout gialloblù, improvviso e ingiustificato.
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Berardi non perdona
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Nessun cambio nella ripresa, anche perché Sammarco in panchina ha quasi solo Primavera. Il Verona prova almeno ad alzare il baricentro con Edmundsson che si sgancia in attacco. Arma a doppio taglio che al 16’ punisce per la terza volta gli ospiti con sette giocatori in area per un corner a favore: basta una spazzata per Laurienté, che lancia Berardi a campo aperto ed è un gioco da ragazzi per il capitano involarsi verso la porta, proteggere palla e battere Montipò. Nulla degno di cronaca fino al 40’ quando Al-Musrati si becca il secondo giallo per un pestone su Fadera e lascia mestamente il campo. Ulteriore segno di resa. Ora il Verona aspetta solo l’aritmetica per dire addio alla Serie A dopo sette stagioni di fila.
sassuolo-verona
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Il Verona arriva alla sfida del Mapei con la necessità di fare punti. La squadra di Sammarco, ultima in classifica, è reduce dalla sconfitta in trasferta, con gol subito al 93′, contro il Parma. Umore diverso per il Sassuolo, che ha vinto a Udine e affronta il match con tranquillità, forte della 10ª posizione in classifica a 32 punti. Quattro squalificati, due per parte, che costringeranno gli allenatori a qualche cambio nell’11 titolare.
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