
Alla guida del Monza il mister di origini pugliesi sta sfoderando ottime capacità di comando con indicazioni chiare e asciutte
Oggi raccontiamo la vicenda umana e sportiva di un allenatore che si sta ritagliando uno spazio di spessore nel panorama calcistico italiano a suon di risultati e gioco razionale.
Dzevad Karahasan ne “Sarajevo centro del mondo, diario di un trasloco” narra gli atroci momenti della guerra balcanica tra Bosnia, Serbia e Croazia che ha messo in ginocchio quel fazzoletto di globo nel cuore degli anni ’90. A distanza di decenni l’Ucraina si è trovata in una situazione con connotati in parte simili al cospetto della Russia. Il calcio a Kiev e dintorni, come d’altronde accadde pure nell’ex Jugoslavia, si è fermato per molto tempo per motivi di forza maggiore. Cadevano bombe dappertutto, Donetsk compresa. Il 24 febbraio 2022 è la data del non ritorno. Putin ordina l’invasione e da quell’istante il caos padroneggia. Morte, distruzione, paura. Il pallone viene travolto senza possibilità di salvezza. L’avveniristica Donbass Arena non è più la casa delle gare interne dello Shakhtar dal 2014, anno dell’effettivo avvio del conflitto russo-ucraino in quella zona. L’impianto è stato anche parzialmente danneggiato da ordigni lanciati proprio verso lo stadio. Per la stagione 2021-2022 i vertici del club arancionero avevano optato per l’assunzione del rampante mister Roberto De Zerbi e del suo numeroso staff per la panchina della prima squadra.
De Zerbi e i suoi fratelli
Il progetto è stimolante e la base tecnica del team sembra calzare a pennello con i principi tattici da sempre perseguiti dal visionario tecnico ex Foggia, Benevento e Sassuolo. De Zerbi porta con sé un folto gruppo di collaboratori. Da Possanzini ai preparatori dei portieri Garofalo e Bianchi passando per i preparatori atletici Teresa, Marcattilli, Tibaudi fino agli assistenti Cavalli e appunto Paolo Bianco. Senza dimenticare l’assistente in amministrazione Nicolini. Il team aveva operato ottimamente già nell’avventura alle dipendenze dei neroverdi emiliani di Squinzi e Carnevali. Con il tempo, inevitabilmente, ognuno ha preso una strada autonoma dettata anche da una comprensibile ambizione personale. Nella lista mancava già in quel periodo Farioli, oggi stimato condottiero del Porto.
Dal campo alla panchina
Paolo Bianco è stato un affidabile difensore centrale. Nato a Foggia nel 1977, ha indossato la casacca rossonera agli albori agonistici per poi passare al Treviso e al Catania. Significative pure le esperienze di Cagliari e Bergamo con l’Atalanta. Lodevole la chiusura di carriera in campo alla corte del già citato Sassuolo con la promozione in Serie A nel 2013, Di Francesco allenatore, a suggellare un percorso entusiasmante. Appesi gli scarpini al chiodo la decisione è fin troppo semplice da prendere: diventerà allenatore. L’antipasto è il ruolo da secondo nella compagine Primavera neroverde. Il coraggio a Paolo non manca quando decide di accettare la proposta del Siracusa in Serie C. I risultati giungono eccome e al termine della regular season 2017-2018 arriva la settima posizione a quota 52. Il capolavoro, però, verrà rovinato da una pesante penalizzazione collegata a ritardi nei pagamenti societari che di fatto elimineranno la truppa siciliana dalla corsa ai playoff. La seguente parentesi al timone del Sicula Leonzio, caratterizzata da una eccezionale partenza di campionato seguita da una flessione, si chiude con le dimissioni presentate con la squadra a centro classifica. Nell’ottobre 2019 il telefono squilla: Roberto De Zerbi chiama. Si torna a Sassuolo come assistente del trainer rivelazione del momento. Mai scelta fu più azzeccata. Nel frattempo Paolo studia e consegue la licenza UEFA Pro con corso ed esame superati al meglio. Il viaggio destinazione Donetsk si presenta in principio come una gustosa avventura a suon di schemi da impartire ad una autentica corazzata in patria ricca di giocatori dal talento smisurato, di cui svariati sudamericani. Da Dodo (oggi alla Fiorentina), a Marlon passando per il regista Marcos Antonio (transitato a Formello dalla Lazio), Alan Patryck, Solomon, Teté e Junior Moraes. Un incantesimo che a distanza di circa un anno diventa un cumulo di macerie per colpa della crudeltà imposta dai potenti del pianeta.
Dal corto muso di Max al miracolo in Ciociaria
La carriera di Bianco non può e non deve terminare così. Nel 2022 Massimiliano Allegri lo vuole al suo fianco per il secondo ciclo del mister toscano alla guida della Juventus. Paolo prende ulteriori appunti e ruba l’occhio al più esperto collega. Nell’estate 2023 ecco una nuova chance di diventare allenatore in prima per conto del Modena. Il contratto prevede una durata biennale, ma un calo di rendimento palesato nel secondo spicchio di annata provoca l’amaro esonero. Al Braglia, però, le leggi tattiche di Bianco si sono viste in modo lapalissiano, estratte dal cilindro dai giocatori in campo soprattutto nel corso del girone di andata. Insomma, la stoffa c’è. Il vero miracolo il buon Paolo lo compie in terra ciociara. Il Frosinone nel 2024-2025, reduce dalla bruciante retrocessione patita nel campionato precedente di Serie A con Di Francesco proprio all’ultima giornata per mano dell’Udinese, vive una stagione in costante apnea di classifica e cambia ben due allenatori in corso d’opera. Da Vivarini si passa a Leandro Greco, ma la situazione non cambia e probabilmente peggiora. Nel mese di febbraio, per salvare la nave, il patron Stirpe ordina un terzo avvicendamento con la chiamata di Bianco. In quel momento i gialloazzurri occupano il penultimo posto a quota 23. A maggio i punti incamerati da Monterisi e compagni saranno 43 con zona playout agganciata. La giustizia sportiva darà una ulteriore mano al team canarino con l’esclusione dal torneo cadetto del Brescia per inadempienze amministrative.
Al timone di un Monza stellare
Ora nella mente di mister Bianco c’è solo e soltanto il Monza. I brianzoli sono un team attrezzato per il ritorno immediato in Serie A. Un mix di talento ed esperienza in maglia biancorossa. Da Mota a Caprari passando per Hernani, Colpani, Birindelli e l’ultimo arrivato Cutrone. Attualmente i lombardi sono terzi in classifica con 51 punti all’attivo frutto di 15 successi, 6 pareggi e 4 sconfitte. Per Ciurria e soci 38 gol realizzati contro i 20 subiti. Nelle ultime 5 uscite il Monza vanta 4 vittorie e un pareggio. Sul piano squisitamente strategico i biancorossi del tecnico pugliese si dispongono di solito con un 3-4-2-1 o, in alternativa, con un più coraggioso 4-3-3. La squadra biancorossa si sta distinguendo in questa annata per un solido equilibrio tra le due fasi con reparti compatti e una difesa decisamente granitica. Ad maiora Paolo.

