quando è nato l’astio tra i due tecnici

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La lite in campo e l’infuocato post partita frutto anche di due filosofie opposte e di quanto accaduto nella gara di andata al Sinigaglia 

La lite in campo durante Milan-Como e l’acceso post-partita tra Massimiliano Allegri e Cesc Fabregas non sono frutto soltanto dell’importanza del derby lombardo per le due squadre: i due tecnici non si piacciono, il loro astio ha ragioni “filosofiche” e trova radici nel precedente match al Sinigaglia.

Milan-Como, Fabregas e Allegri protagonisti in negativo

Col senno di poi, meglio che MilanComo non si sia giocato in Australia… Tra gesti antisportivi, risse sfiorate, polemiche e insulti, il derby lombardo tra rossoneri e lariani non ha fornito esattamente una bella immagine del calcio italiano, già infangato recentemente dalle polemiche per il caso Bastoni e dalle offese razziste nei confronti dello juventino Lloyd Kelly.

A dare spettacolo in negativo soprattutto i due allenatori, Massimiliano Allegri e Cesc Fabregas, protagonisti in campo di una lite scatenata dalla (incredibile) trattenuta del catalano sul milanista Saelemaekers, che ha poi portato all’espulsione dell’allenatore rossonero, e poi di uno scambio di insulti nella pancia del Meazza.

Un astio che viene da lontano

La tempesta tra Allegri e Fabregas scoppiata nella pancia del Meazza non era probabilmente prevedibile, tuttavia che tra i due tecnici non corresse buon sangue lo si era capito già dopo la gara di andata dello scorso 15 gennaio, una partita che rappresentò una sorta di lezione di “allegrismo” in purezza. Il Milan vinse infatti per 3-1 nonostante il Como avesse dominato nell’arco dei 90’, in particolare nel primo tempo. Al fischio finale le statistiche erano tutte a favore della squadra di Fabregas, che aveva collezionato il 66% di possesso palla e un conto di 18-7 nei tiri, mentre Allegri si era “accontentato” alla sua maniera della vittoria e dei tre punti.

Le dichiarazioni di Fabregas a Como

Allora Fabregas dimostrò scarsa sportività nell’accettare il risultato finale: “Quando fai 700 passaggi e il Milan 200 non è normale, chi ama il calcio lo sa – si sfogò a fine gara il tecnico dei lariani -. Ecco il ‘risultatismo’ che a voi piace tanto. Otto volte su dieci questa partita la vinciamo noi”. Parole che non piacquero ad Allegri, che evitò di commentarle e anzi ammise di aver strappato la vittoria soprattutto grazie alle parate di Mike Maignan. Ieri sera, invece, l’allenatore toscano non ce l’ha fatta a contenersi dopo quanto accaduto in campo.

La concorrenza di Cesc

E chissà che il comportamento di Allegri e in particolare l’insulto rivolto a Fabregas non rispecchino anche un certo fastidio per il fatto che nello scorso inverno il Milan, prima di ingaggiarlo, avesse sondato anche l’allenatore catalano come possibile soluzione per la rifondazione della squadra rossonera. Quel “sei solo un bambino che ha appena iniziato a fare l’allenatore” rispecchia un tentativo di mettere una distanza tra sé, allenatore scafato e vincente, con un collega emergente e per di più “giochista”, ma incapace di batterlo. L’impressione, alla fine, è che ieri a San Siro sia nata una rivalità destinata a protrarsi per parecchio tempo…

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