La prova dell’arbitro Siebert nell’andata dei playoff di Champions League analizzata al microscopio dal talent di Prime Calvarese, due gli ammoniti
Var grande protagonista in Champions: convalida il gol di Pio per mancanza di prove certe, dà il semaforo verde alla rete del 3-1 dei locali e non interviene su un possibile rigore per i nerazzurri nel finale. Vediamo cosa è successo.
Bodo-Inter, i casi da moviola
Questi gli episodi dubbi della gara. Al 13′ Gundersen rimane a terra dolorante dopo aver ricevuto una manata sul volto da Esposito, Siebert non ammonisce l’attaccante dell’Inter. Lo stesso Pio alla mezzora segna ma l’arbitro non convalida subito per un sospetto tocco di mani. Il check del Var certifica che il giocatore sembra sfiorare il pallone con il braccio sinistro che è aderente al corpo, ma le immagini non danno certezza del tocco.
Il Var protagonista
Al 45′ il primo giallo: è sempre per Pio per una trattenuta che interrompe la ripartenza di Bjørkan. Al 50′ doppio intervento al limite di Darmian su Bjorkan e Akanji su Hogh. Siebert grazia entrambi. Al 64′ il terzo gol del Bodo con Hogh da due passi sull’assist di Blomberg. Viene fatto un check in sala VAR per la possibile posizione irregolare di Blomberg sul servizio di Brunstad Fet, ma è tutto regolare. Al 77′ ammonito Blomberg per fallo su Bonny lanciato in avanti. Proteste nerazzurre all’85’. Thuram chiede un calcio di rigore per un tocco di mano di Bjørtuft: Siebert e il VAR lasciano correre. Dopo il recupero Bodo-Inter finisce 3-1.
La sentenza di Calvarese
A fare chiarezza sui casi dubbi è il talent di Prime Calvarese che si sofferma sul gol di Esposito e dice: “Sì tocco di mano e non fallo. Da una telecamera sembra proprio che la tocchi. Da regolamento, anche se quel tocco è casuale, se segna direttamente lui nell’immediatezza sarebbe da annullare. Il regolamento andrebbe rivisto perché questo è un goal calcisticamente regolare”
Chi è l’arbitro tedesco Siebert
Nato a Berlino il 4 maggio 1984 Daniel Siebert è stata la scelta per Bodo-Inter. Il fischietto tedesco – che svolge la professione di insegnante di geografia in una scuola, dopo aver studiato scienze dello sport da ragazzo – comincia ad arbitrare molto giovane, nel 1998, ma riesce a raggiungere la massima lega nel 2012. Solo tre anni più tardi, nel 2015, diventa un arbitro Fifa. Lo si ricorda anche per una frase di fine 2014, quando la federazione tedesca ne aveva ufficializzato la nomina di internazionale per l’anno successivo. “Non ho mai diretto la partita perfetta”. Da allora, la sua crescita è stata inarrestabile: le tre direzioni agli Europei 2021, la promozione nel gruppo élite degli arbitri Uefa, la chiamata per i Mondiali in Qatar e tante gare internazionali di prestigio (anche gestite malissimo, come Milan-Chelsea e la recente Lazio-Bodo dello scorso aprile).
I precedenti di Siebert con l’Inter
Prima volta con i nerazzurri per Siebert che vanta però burrascosi precedenti con le italiane, in particolare con la Juventus ma anche Milan, Roma, Lazio e Atalanta si sono lamentate.
L’arbitro ha ammonito due giocatori
Coadiuvato dagli assistenti Seidel e Foltyn con Schlager IV uomo, Dingert al Var e il francese Brisard all’Avar l’arbitro di Bodo-Inter ha ammonito Esposito e Blomberg.


