Bastoni si scusa per la simulazione e va al contrattacco, da Chivu risposta al veleno a Spalletti  

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Il difensore s’è assunto la responsabilità del tuffo che ha portato all’espulsione di Kalulu e attaccato i “perbenisti”. Dal tecnico replica piccata al collega della Juventus

Davanti ai microfoni per la prima volta dopo Inter-Juventus, Alessandro Bastoni s’è assunto la responsabilità della simulazione che ha portato all’espulsione di Pierre Kalulu, ma è anche passato al contrattacco prendendosela con i “perbenisti”, come lui li ha definiti, che a suo parere hanno provato a trasformare quanto accaduto in un caso. E Cristian Chivu ha replicato a Luciano Spalletti con una battuta al veleno.

Inter-Juventus, le scuse di Bastoni

Ho sbagliato, ma non sono un simulatore. Questa, in sintesi, la difesa di Alessandro Bastoni che alla vigilia dell’andata dei playoff di Champions League che vedrà l’Inter impegnata in casa del Bodo Glimt ha parlato per la prima volta della simulazione che ha portato all’espulsione di Pierre Kalulu nella gara di sabato scorso contro la Juventus.

“Ho sentito un contatto col braccio, rivedendolo è stato accentuato, sono qua per ammetterlo, mi dispiace di più per il comportamento successivo mi dispiace della reazione che ho avuto dopo – ha dichiarato il difensore dell’Inter a Sky Sport, facendo riferimento anche alla susseguente esultanza – . Un essere umano ha il diritto di sbagliare ma il dovere di riconoscerlo, sono qua per questo”.

L’attacco ai perbenisti tra gli addetti ai lavori

Nella successiva conferenza stampa pre-gara, Bastoni ha bissato le scuse ma poi è passato al contrattacco. Per il difensore dell’Inter il suo errore è stato ingigantito: Bastoni non fa nomi, ma se la prende soprattutto con chi ha commentato l’episodio. “Ho oltre 300 partite in carriera ed è la prima volta che si parla di me per un fatto di questo tipo – ha sottolineato Bastoni -. Ho visto tanta falsità e ipocrisia, anche finto perbenismo. Ho sentito addetti ai lavori cose che non stanno né in cielo né in terra, fa parte del nostro mestiere. Ringrazio chi ha detto la verità, che Bastoni è stato uno stupido, che ha sbagliato ma bisogna avere il diritto e il dovere di riconoscerlo”.

Infine, il centrale nerazzurro ha sottolineato come le conseguenze della simulazione abbiano impattato sulla sua famiglia e sull’arbitro La Penna. “Mi dispiace per mia moglie e per mia figlia – ha aggiunto Bastoni – , mia moglie si è trovata minacce di morte che non stanno né in cielo né in terra, questo va condannato. Mi dispiace anche per La Penna”.

Chivu e la battuta al veleno per Spalletti

A differenza di Bastoni, Cristian Chivu in avvio di conferenza non è voluto tornare su quanto accaduto in Inter-Juventus. Il tecnico, tuttavia, non s’è lasciato scappare l’opportunità di una battuta al veleno contro Luciano Spalletti, che l’aveva bacchettato per le parole che lo stesso Chivu aveva riservato a Kalulu dopo la gara. “Spalletti? Non rispondo a quello che dicono gli altri, io dico la mia – ha detto l’allenatore dell’Inter prima di piazzare il colpo -. Sono qui per dire quello che vedo, quello che penso e quello che voglio fare. Non mi interessa ciò che si dice dove c’è un po’ di frustrazione che non è in grado di essere gestita”.

La retorica dei vincenti e il torto di Napoli

Chiudendo l’argomento, Chivu ha ricondotto l’intero caso alla retorica del chi vince è odiato e chi perde accampa scuse. “Le squadre che sono in testa devono convivere con le critiche: da 100 anni chi vince è il più odiato, il più criticato – ha dichiarato l’allenatore rumeno -. In generale bisogna smettere di fare i moralisti su episodio che accadono ogni domenica”.

Infine, Chivu ha ricordato che anche l’Inter ha subito un torto arbitrale, il rigore fischiato su Di Lorenzo nella sconfitta per 3-1 a Napoli, ma che in quell’occasione i nerazzurri non fecero storie. “Noi abbiamo subito un torto a Napoli e nessuno si è offeso, diversamente a quanto accaduto sabato”, le parole del tecnico che non corrispondono però al vero: dopo la gara fu Beppe Marotta a presentarsi ai microfoni per lamentarsi della decisione dell’arbitro Mariani.

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