L’attaccante del Galatasaray rivela i retroscena dell’addio al Napoli e le telefonate della Juventus. Dal caso TikTok al rapporto con Spalletti e Conte
La sfida contro la Juventus riapre ferite mai del tutto rimarginate. Victor Osimhen torna a parlare del suo addio al Napoli, tra accuse, delusioni e verità mai raccontate. Oggi è il simbolo del Galatasaray, ma il passato in azzurro pesa ancora. E nel suo racconto alla Gazzetta dello Sport emergono retroscena clamorosi sul club partenopeo e sul suo futuro mancato in bianconero.
La chiamata della Juve e il futuro mancato
In un altro scenario, Victor Osimhen avrebbe potuto vestire la maglia della Juventus. Prima del trasferimento al Galatasaray, il suo nome era finito concretamente sul tavolo dei dirigenti bianconeri. Cristiano Giuntoli lo chiamò personalmente, manifestandogli un interesse reale e diretto. Il bomber nigeriano ammette di aver ascoltato con attenzione: quando ti cerca un top club, è impossibile ignorarlo. Ma sapeva che Aurelio De Laurentiis non lo avrebbe lasciato partire così facilmente, e tutto si fermò lì.
Il caso TikTok e la rottura con il Napoli
La frattura con il Napoli nasce da un episodio social diventato virale. Dopo un rigore sbagliato contro il Bologna, il club pubblicò su TikTok un video ironico che lo paragonava a una noce di cocco. Secondo Osimhen, da quel momento qualcosa si spezzò definitivamente nel rapporto con la società. Si sentì bersaglio di allusioni pesanti e di insulti razzisti, senza che arrivassero scuse ufficiali: “Sono stato vittima di insulti razzisti e ho preso la mia decisione: volevo andare via. Ho cancellato le foto con la maglia del Napoli dal mio Instagram e hanno colto la palla al balzo per mettermi contro i tifosi”.
La cancellazione delle foto dal suo profilo Instagram fu solo la conseguenza di una rottura ormai insanabile: “Nessuno si è mai scusato pubblicamente per quello che è successo. Dopo quel famoso video, Edoardo De Laurentiis mi ha chiamato più volte. Stop. Nel frattempo si vociferava che io arrivassi al campo in ritardo, che litigassi con i compagni… Sono tutte bugie. Mi spiace per i tifosi, però li capisco e li ammiro: supportano il club sempre e comunque. Per loro il Napoli viene prima di tutto”
Spalletti, Conte e la scelta definitiva
Nel racconto dell’attaccante non manca una parola di stima per Luciano Spalletti. Con lui, dice, non ci sono mai stati litigi, ma solo richieste alte accompagnate da grande rispetto. Spalletti lo ha fatto crescere come uomo e come calciatore, guidando il Napoli verso uno storico scudetto. Anche Antonio Conte provò a convincerlo a restare, appena arrivato in panchina. Ma Osimhen aveva già deciso: non voleva più restare in un ambiente dove non si sentiva felice: ” Hanno provato a mandarmi a giocare ovunque, mi trattavano come un cane. Vai di qua, vai di là, fai questo, fai quello… Ho faticato tanto per fare carriera, non potevo accettare quel tipo di trattamento. Non sono un burattino. Conte mi ha chiamato nel suo ufficio e mi ha detto che era a conoscenza della situazione ma che, nonostante tutto, voleva che rimanessi. Gli spiegai che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui ma ormai avevo fatto la mia scelta”.

