A Benevento i ricordi più belli, Lecce è la mia vita

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Fabio Lucioni, per tanti anni, è stato il talismano delle squadre in cui ha militato, la scorsa estate ha detto basta col calcio giocato. Ne abbiamo ripercorso la carriera

Dove andava, arrivavano promozioni, in B e in Serie A. Fabio Lucioni per anni ha rappresentato una certezza per le squadre in cui ha militato: con lui in campo si vinceva, praticamente sempre.

Ora, dopo avere appeso le scarpette al chiodo, è pronto a iniziare una nuova carriera nel mondo del calcio.

Lucioni, da Terni al triplete allo Spezia

L’uomo delle promozioni (5 in totale, in Serie B e Serie A), la scorsa estate ha detto basta col calcio giocato. Fabio Lucioni, per tanti anni, è stato il talismano delle squadre in cui ha militato. Dallo Spezia, promosso in C, al doppio salto col Benevento, fino alle promozioni ottenute a Lecce, dove ora vive, e a Frosinone. Tutto è partito da Terni, la sua città di nascita. Con la Ternana ha debuttato in Serie B da giovanissimo (appena maggiorenne): “Per un calciatore iniziare a giocare nella squadra della tua città è motivo di grande orgoglio. Ho portato Terni e la Ternana sempre con me nelle mie esperienze, fino in Serie A, in ogni stadio d’Italia. Mi auguro che possa riprendersi dopo qualche risultato poco fortunato per tornare in Serie B. La società è molto solida e l’allenatore, Liverani, è in gamba”.

Dopo un paio di prestiti al Monopoli e al Noicattaro, l’addio alla ternana nel 2010. Due stagioni tra Gela e Barletta, quindi l’approdo allo Spezia: “A La Spezia sono stato solo un anno, ma in quella stagione ho vinto tutto: campionato, Coppa Italia e Supercoppa di Lega Pro. Il triplete della Serie C. Superammo alla grande qualche piccola difficoltà durante la stagione, togliendoci grandi soddisfazioni. Alle spalle avevamo una grande proprietà, che poi è riuscita a portare lo Spezia sino in massima serie. Ora le cose non vanno benissimo, ma credo e spero che con Donadoni riesca ad agguantare la salvezza in B il prima possibile”.

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Gli infortuni a Reggio Calabria, il doppio salto col Benevento

Da Nord al Sud, due anni alla Reggina, tutt’altro che indimenticabili sul piano dei risultati: “Purtroppo quell’esperienza fu caratterizzata da tre gravi infortuni: mi ruppi il quinto metatarso, una clavicola e un crociato, uno dietro l’altro. Giocai molto poco. La seconda stagione andò male, invece, sul piano sportivo, perché retrocedemmo dalla Serie B al termine del campionato. Ma seppure condizionata dalla sfortuna, quell’esperienza mi è rimasta dentro consentendomi di strutturarmi mentalmente. Alla Reggina auguro il meglio, già l’anno scorso è andata vicinissima alla promozione in Serie C, spero possa arrivare quest’anno”.

Nell’estate del 2014 arriva la chiamata di Oreste Vigorito, presidentissimo del Benevento. Costruisce una rosa fortissima, di cui Lucioni è subito titolare. Il primo anno termina ai playoff contro il Como, la stagione seguente arriva la prima storica promozione in Serie B del club sannita, che riuscirà a fare ancora meglio nel 2017, quando volerà in massima serie: “Se ci aggiungiamo anche il matrimonio e la nascita dei miei due figli, il ricordo di quegli anni a Benevento non può che essere meraviglioso. Con la fascia di capitano stretta intorno al braccio ho esordito in Serie A, dopo una cavalcata incredibile iniziata in Serie C e proseguita in B. Due promozioni in due anni. Benevento si affacciava per la prima volta in massima serie, è stata una gioia straordinaria, una delle soddisfazioni più grandi della mia carriera, qualcosa che puoi sognare da bambino e poi diventa realtà”.

Il Benevento, oggi, è una delle maggiori candidate alla promozione in Serie B. Ha preso il largo nel girone C, scrollandosi di dosso prima la Salernitana e poi il Catania, che non riescono a tenere il passo degli uomini di Floro Flores: “Non è ancora fatta, ma credo che il vantaggio accumulato sul Catania sia considerevole per vivere con serenità questo momento e prepararsi al finale di stagione”.

Lecce, è amore a prima vista

Dal Benevento si separa dopo quattro stagioni, lo prende il Lecce, che vuole vincere il campionato e pensa a lui per rinforzare la difesa. Arriva un’altra promozione: “Sono arrivato a Lecce in Serie B e ho vinto subito il campionato, poi l’anno dopo non riuscimmo a salvarci. Sono andato via da calciatore dopo quattro anni, ma mi sono stabilizzato a Lecce, dove vivo tuttora, perché è una città bellissima, con una qualità della vita molto alta. A questa città sono legato con un cordone ombelicale indissolubile, che si rafforza quotidianamente. Il Lecce di oggi? Vedo una grande voglia di salvarsi. Un segnale di forza per l’ambiente e per il morale della squadra in vista del finale di stagione”.

Frosinone e Palermo, prima dell’addio al calcio giocato

Gli ultimi anni da calciatore li ha vissuti tra Frosinone e Palermo. In Ciociaria arriva l’ultima promozione della carriera, col Palermo non andrà benissimo: “Il Palermo è stato costruito per vincere, la proprietà ha speso tantissimo per allestire una rosa competitiva per la vittoria del campionato, con giocatori provenienti anche dalla massima serie. Ma parliamo di una città abituata a grandi palcoscenici, a cui la Serie B sta stretta. Il Frosinone è una sorpresa, invece. Ma credo che fino alla fine possa lottare assieme al Palermo, al Monza e al Venezia per la promozione diretta. Lì ho vinto un campionato e ho terminato la carriera di calciatore, a Palermo non sono riuscito a vincere, nonostante ci davano tutti per favoriti, anche se c’erano squadre con un potenziale migliore, più attrezzate”.

La nuova vita di Lucioni

Il presente e il futuro di Fabio Lucioni è sotto un’altra veste. Appese le scarpette al chiodo, l’ex difensore è pronto a iniziare una nuova carriera, sempre nel mondo del calcio: “A luglio ho superato l’abilitazione per diventare direttore sportivo e ora giro l’Italia a visionare partite e giocatori, per conoscere meglio livelli e categorie. Voglio impormi anche in una veste diversa da quella di calciatore, sul piano dirigenziale. Spero che quanto prima possa arrivare una chiamata per mettermi alla prova in questo nuovo ruolo”.

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