L’arbitro romano ha sporto denuncia dopo le minacce subite, chi è il fischietto che ha mandato in tilt il derby d’Italia e perché è stato scelto
Sono giorni sempre più duri per Federico La Penna, l’arbitro romano che non trova pace da quando ha estratto il secondo giallo per Kalulu in Inter-Juventus, abboccando alla simulazione di Bastoni. Dall’aggressione verbale di Chiellini e Comolli negli spogliatoi alle minacce di morte ricevute in queste ore: chi è il fischietto che ha scatenato il caos e perchè il designatore Rocchi l’ha scelto per la partitissima.
L’invito della polizia postale
Non è un arbitro di primo pelo, La Penna, abituato a critiche e accuse sin da quando dirigeva nelle categorie minori, ma quando ha letto minacce come «Ti sparo», «ti ammazzo», «ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti» ha messo insieme materiale per sporgere denuncia alla polizia postale. Che ha consigliato, a lui e tutto il resto della famiglia, di rimanere in casa. Rocchi in pubblico lo ha difeso, pur riconoscendo il gravissimo errore, ma ora lo fermerà per un mesetto.
Perché Rocchi ha scelto La Penna per Inter-Juve
Molti hanno criticato il designatore per la scelta di La Penna, ma è una critica un po’ forzata. Anche ex arbitri lo hanno disegnato come arbitro senza troppa esperienza nelle partitissime ma non è vero. In questa stagione aveva fatto bene ad esempio in Napoli-Juventus e in totale aveva arbitrato anche in Inter-Torino, Cremonese-Parma, Napoli-Genoa, Fiorentina-Bologna, Cagliari-Genoa, Atalanta-Inter, Fiorentina-Cremonese, Genoa-Cagliari, Napoli-Fiorentina.
Le alternative per il designatore
Non è stato dunque un salto nel buio di Rocchi che per giunta non aveva molta scelta. Tra i fischietti più affidabili Colombo laveva già arbitrato Juve-Inter all’andata (ed ha diretto l’Inter di recente col Parma), Sozza era già stato prescelto per molti big-match in stagione (Lazio-Roma, Inter-Milan e Juve-Roma), Mariani aveva appena arbitrato Juve-Napoli, Chiffi era reduce da Sassuolo-Inter, Guida (che è napoletano, ricordiamo), aveva appena diretto Lazio-Juve. Sarebbe andato bene anche Doveri che però aveva arbitrato già tre volte l’Inter (con Fiorentina, Genoa e Napoli), l’unico era forse Massa con cui ha vinto il ballottaggio.
Chi è l’arbitro La Penna
E’ tornato ad arbitrare in A solo tre stagioni fa Federico La Penna – la scelta per Inter-Juve – dopo il lungo stop perché, come molti ricorderanno, fu sospeso per i rimborsi alterati. Avvocato di professione, severo in campo, poco incline al dialogo, il fischietto romano è tornato ad alti livelli due anni fa ma non si è ripetuto l’anno scorso nella parte iniziale del campionato. In Atalanta-Milan è stato duramente contestato dall’allora tecnico rossonero Fonseca, successivamente si è ripreso ed è tornato a livelli ottimali. Ha debuttato in stagione in Inter-Torino e finora ha diretto 10 volte in A in stagione, senza grosse critiche prima di sabato.
I precedenti di La Penna
Va detto che non è la prima volta in carriera che il fischiettor romano torna al centro delle polemiche. Du bersagliato dal Palermo per le polemiche nella finale playoff di B nel 2018. Si giocava Frosinone-Palermo, l’arbitro Federico La Penna non dà il rigore, poi lo assegna e lo toglie di nuovo. Scatenando la furia del club rosanero, che accusò il direttore di gara per la mancata promozione in A. Dopo essere stato sospeso per irregolarità nei rimborsi tre anni dopo, si ricorderà che è finito al centro del caso Acerbi-Juan Jesus quando si lavò le mani in campo dopo le accuse di razzismo del difensore napoletano.
L’ultima intervista
Interessante rileggere alcuni passo della sua ultima ntervista rilasciata qualche mese fa a “Cronache di spogliatoio”, insieme ai colleghi Daniele Doveri e Livio Marinelli,
”Avevo problemi con gli arbitri, giocavo a rugby ed ero problematico, protestavo molto. Il papà di un mio compagno a sedici anni mi disse ‘proverei a farti fare l’arbitro di calcio’. Mi sono pentito di tutto quello che ho detto a un arbitro dal primo fischio. Da giocatore di rugby ho preso cinque giornate di squalifica. Noi viviamo la parte più bella, le difficoltà più grandi si riscontrano nei campi di periferia, dove purtroppo si vivono anche momenti di violenza. Ti abbattono e ti buttano giù ma dall’altra parte di danno la forza anche grazie all’AIA di andare avanti”.
Gli errori? Bisogna eliminare subito il pensiero. Ripensarci può portare altri problemi durante la partita. Bisogna resettare e andare avanti e aumentare la concentrazione. Fuori dal campo invece bisogna capire perché abbiamo commesso quell’errore. Adesso c’è la Ref-Cam, con quella tutti vedono la nostra posizione”.
“Mia moglie, siamo insieme da 20 anni, mi è venuta a vedere in una finale di Serie D a Roma in campo neutro e ha avuto la sfortuna di essermi venuta a vedere la prima volta in una partita in cui sono stato oggetto di violenza fisica da parte di un tesserato a fine partita. Da quel momento in poi mia moglie non ha più visto una mia partita, neanche dalla televisione”.

