
Una carriera che poteva brillare ancor di più per Gaetano Castrovilli. Dal Bari alla Fiorentina passando per Lazio e Cesena
I gesti atletici dei calciatori, osservandoli attentamente, sembrano proprio quelli dei ballerini di danza classica.
Altre volte, soprattutto quando si cimentano in spettacolari acrobazie, i giocatori strizzano l’occhio al genere hip hop o addirittura alla brasiliana capoeira. La storia di Gaetano Castrovilli ha incrociato in origine proprio l’ambito artistico. D’altronde lo stile altolocato con cui l’ex Fiorentina tocca il pallone e la postura ricca di eleganza con cui cavalca il campo ci riportano alle migliori esibizioni di miti incontrastati come Rudolf Nureyev o Roberto Bolle. Illustri predecessori come Cruijff, Van Basten e Redondo sembravano planare come sospesi nel vuoto sul rettangolo verde e il ragazzo di Minervino Murge non è stato da meno in termini di pulizia tecnica.
Sognando Nureyev e Ronaldinho
Tali considerazioni non sono frutto di semplice immaginazione o di qualche inappropriata visione superlativa del calcio. Gaetano Castrovilli, nato a Canosa di Puglia il 17 febbraio 1997, prima di virare le attenzioni verso il rettangolo verde ha praticato la disciplina della danza. A soli sette anni il piccolo frequentava, unico maschietto tra l’altro, un corso di danza classica. Il ballo donerà al fanciullo ottime basi sulla coordinazione che torneranno utili più in avanti. Ad un tratto, però, il vento del pallone inizia a soffiare in maniera insistente. Dai 9 anni in poi Gaetano farà intravedere una stoffa pregiata del suo repertorio tecnico entrando nel settore giovanile del Bari, la squadra del cuore di famiglia e in particolare dell’amato nonno che porta il suo stesso nome. Dalla Puglia alla Toscana, dal biancorosso al viola. La Fiorentina intravede il suo talento e lo ingaggia. Kakà e Ronaldinho sono sempre stati i due idoli dell’enfant prodige di Minervino Murge.
Quel che poteva essere e forse non è stato
Nelle stagioni vissute alla corte gigliata sembrava sempre che Castrovilli fosse destinato prima o poi a sbocciare affermandosi definitivamente nel gotha del calcio italiano e addirittura internazionale. Il boom totale, però, non si è mai concretizzato. Ciononostante Gaetano non nutre alcun rimpianto per come sono andate le cose. Le esperienze vissute alla Cremonese, al Monza e alla Lazio hanno comunque lasciato nel cuore del ragazzo utili insegnamenti da conservare nel proprio bagaglio. Trequartista? Regista? Interno di centrocampo? Ecco, probabilmente la difficoltà nell’etichettare a livello tattico il giocatore ha tarpato le ali a Castrovilli. Il destino dei fantasisti è quello e la deriva del calcio contemporaneo sembra ormai incontrollabile. I numeri 10 puri stanno scomparendo. Particolare anche il rapporto con il colore azzurro dell’Italia. Nel complesso 12 presenze e 2 reti tra Under 20,21 e Nazionale maggiore. In maniera quasi del tutto casuale rientra tra i convocati del Commissario Tecnico Roberto Mancini per l’Europeo, vinto da Immobile e compagni nel 2021, al posto dell’infortunato dell’ultima ora Lorenzo Pellegrini.
Al cuor della Puglia non si comanda
L’estate 2025 offre a Castrovilli una chance per porre in essere una operazione nostalgia in piena regola. Bari è casa e Gaetano non esita neanche un secondo. Dalle parti del San Nicola, però, tira un’aria complessa anche da descrivere con una piazza in aperta contestazione nei confronti del patron Luigi De Laurentiis. Il rendimento in campo di tutto il team del “galletti” inevitabilmente ne risente con i biancorossi relegati nei bassifondi della classifica cadetta. Il tempo di incasellare 17 presenze con 1 gol e poi la decisione di trasferirsi a Cesena nella sessione invernale di calciomercato. A quasi 29 anni Castrovilli vuole togliersi ancora diverse soddisfazioni.
L’amore e la famiglia sempre al primo posto
Oggi Gaetano è un uomo felice. Da quattro anni è sposato con Rachele Risaliti, miss Italia 2016, e si gode la favolosa energia sprigionata dal piccolo Brando. La serenità interiore, in fondo, vale più di ogni altra. Diceva Nureyev: “Uno pensa sempre di aver dato più di quel che ha ricevuto, ma per dare bisogna avere qualcosa di profondo dentro”. Castrovilli dentro ha sempre avuto, oltre al talento e alla vena artistica, un lodevole self control anche nei periodi per lui più difficili. “Ho conosciuto gente del calibro di Ribery e Boateng. Ciò che mi ha fatto rimanere a bocca aperta – ha dichiarato Gaetano nella conferenza stampa di presentazione a Cesena – è stata la loro umiltà, una qualità che in un giocatore è importante perché si cresce pure se sei autocritico”. Ecco, da queste parole si comprende la profondità della promessa pugliese ormai uomo maturo. Poteva diventare il nuovo Cassano, ma non tutte le ciambelle vengono col buco.

