Fiorentina, morto il presidente Commisso a 76 anni: gli scontri con la Juve, il dolore per Joe Barone, la storia di un self made man

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E’ morto a 76 anni. a seguito di una lunga malattia, il presidente della Fiorentina Rocco Commisso. L’imprenditore italo-americano, calabrese di Marina di Gioiosa Ionica, dove era nato il 25 novembre 1949, ma trasferitosi negli Usa a soli 12 anni, in Pennsylvania, dove il padre faceva il falegname, lascia un vuoto nel mondo del calcio.

  • L’ultima intervista
  • La nota del club e della famiglia
  • La carriera di Commisso

L’ultima intervista

Solo pochi giorni fa, in quella che sarebbe stata la sua ultima intervista, a La Nazione aveva assicurato di non voler mollare la squadra: “Mi manca il contatto con la squadra, con i calciatori, con il Viola Park e le persone che lavorano lì ogni giorno, ma sono sempre aggiornato. Sono amareggiato di non poter essere a Firenze per combattere come sono abituato a fare nelle situazioni di difficoltà ma al momento non riuscirei a fare un volo così lungo”.

“Lo ribadisco ancora, perché evidentemente non è chiaro a tutti. La società è gestita da persone in cui ho piena fiducia. Insieme a me, mia moglie Catherine e mio figlio Giuseppe forniscono un supporto costante e rimangono in contatto regolare con il direttore generale Alessandro Ferrari, nostro principale punto di riferimento a Firenze. Vanoli ha la mia massima fiducia ed è sicuramente l’ultimo responsabile di questa situazione. Paolo ha rinunciato al contratto che aveva con il Torino per venire a Firenze, accettandone uno solo fino a giugno. Si è messo in gioco per la Fiorentina e sta lavorando giorno e notte per tirarci fuori da questa situazione: ha tutto il mio supporto e dovremo essere tutti dalla sua parte e aiutarlo nel suo lavoro”.

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La nota del club e della famiglia

“Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa – si legge nella nota –Per la sua famiglia è stato un esempio, una guida, un uomo leale e fedele che accanto a sua moglie Catherine ha raggiunto il traguardo di 50 anni di matrimonio e con i suoi figli è stato un padre severo e amabile, come era il suo carattere, dolce e deciso”.

“Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste. Il calcio era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa quando Rocco ha preso il comando del club Viola e ha iniziato ad amare i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze. ‘Chiamatemi Rocco’ aveva semplicemente detto a tutti, con la sua straordinaria empatia. Ed è sempre stato vicino a Firenze e ai fiorentini, nella quotidianità e anche nel periodo più difficile dell’emergenza Covid quando la campagna ‘Forza e Cuore’ ha destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini”.

“Il Rocco B. Commisso Viola Park, la casa della Fiorentina, vivrà per sempre portando il suo nome. Un segno indelebile dell’affetto e della voglia di guardare al futuro dei giovani….Un pensiero grande in un momento così triste va a tutte le persone della Fiorentina, staff, giocatori, dipendenti, a tutti le persone che conoscevano Rocco, a tutto il popolo viola e soprattutto a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che continueranno a portare in Italia e nel mondo i colori viola e il ricordo del nostro Rocco. Ci manchi e ci mancherai sempre”.

La carriera di Commisso

Dalla Pennsylvania Commisso presto si trasferì a New York dove, ottenne una borsa di studio alla prestigiosa Columbia University e lì prese il titolo di ingegnere industriale. Dopo un master in economia, si dedicò al settore finanziario in importanti realtà come Chase Manhattan Bank e Royal Bank of Canada. Nel 1995 fondò Mediacom con l’obiettivo di acquisire e rilanciare sistemi via cavo nelle comunità più piccole e meno servite degli Usa e fu la svolta.

Da sempre amante del calcio nel gennaio 2017 acquisì la quota di maggioranza dei New York Cosmos, diventandone presidente fino al luglio 2025, con la cessione (ma la famiglia ha mantenuto una quota di minoranza), fino al 2019 quando acquistò la Fiorentina. Memorabili i suoi sfoghi contro la Juventus, ma il momento più difficile è stata la morte del suo fido braccio destro Joe Barone, scomparso due anni fa.

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